Povera Roma mia

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Quando i mezzi pubblici diventano l’osservatorio più idoneo per saggiare il polso della  Capitale.

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Seguendo le indicazioni,( più volte espresse sui media dalle istituzioni), per muovermi in città utilizzo esclusivamente i mezzi pubblici, che  considero l’osservatorio più idoneo per saggiare il polso della  Capitale.

Ho scoperto così che un gran numero di viaggiatori si muove senza biglietto e che  i controllori mettono a repentaglio la propria incolumità quando  si permettono di chiederlo. Purtroppo esiste anche il rovescio della medaglia  – che qualunque giudice non giustificherebbe – : quando il cittadino sale su di un autobus, nella maggior  parte dei casi è esasperato dalla lunga attesa e non ha voglia di confrontarsi con l’autorità competente, vomitando addosso ai malcapitati tutta la propria rabbia.

Vorrei stendere poi un velo pietoso sulla condizione dei veicoli: sporchi, maleodoranti e, nelle ore di punta, stipati all’inverosimile. Al di là di questo, qualche giorno fa, ho involontariamente provocato un increscioso incidente (senza cruente conseguenze): una intera famiglia di rom (e non  permetto a nessuno di chiamarmi razzista, poiché avrebbe potuto essere unqualunque nucleo familiare), padre, madre e tre bimbi, erano seduti comodamente,  mentre una anziana signora, curva e malandata era in piedi cercando di sorreggersi alla meno-peggio. Ho chiesto alla mamma-rom di cedere  alla signora uno dei posti dei bambini, ma sono stata malamente aggredita del padre il quale,  dandomi proprio della razzista,  ha urlato che i suoi figli avevano diritto di sedere come la signora. Addio umanità di un tempo!! Ora arriviamo al punto più  dolente della città: la metropolitana.

Da quando, il 23 ottobre, la scala mobile della fermata “Repubblica” è stata messa fuori uso e la stazione chiusa, le istituzioni cosa hanno pensato bene di fare? Non aggiustare tempestivamente il guasto, sollecitando anche la magistratura a concludere le indagini, ma a  chiudere le altre scale mobili. Non mi sembra che abbia sortito alcun effetto la mozione del Presidente della X Commissione, on. Svetlana Celli, la quale  ha chiesto  di conoscere le previsioni di riapertura della stazione. Le autorità tacciono, continuando a creare grandi disagi ai lavoratori costretti a scendere e salire in altre stazioni percorrendo a piedi lunghi tratti che, soprattutto alla fine dei turni di lavoro, li sottopongono a  stress che, con un po’ di buona volontà, potrebbero essere loro evitati.

Io vivo in una periferia a Nord della città che ospiterà (per fortuna) la visita del Papa il prossimo 3 marzo. Quindi grandi lavori per coprire le buche stradali. Come? Con i piedi. Infatti, dopo aver versato il bitume nella fossa, gli operai lo pestano per compattarlo. Ho chiesto la ragione di questo procedimento alquanto ingiustificato nel 2019: “A signò, questi sò i mezzi che avemo…”! È stata la risposta.

Ieri poi  mi sono trovata difronte ad una scena che avrei voluto fosse osservata dalle nostre autorità comunali: un gruppo di turisti tedeschi, non più giovani, è sceso dalle vetture alla stazione “Flaminio- Piazza del Popolo”, trovandosi di fronte una ripida scalinata, senza un ascensore e  con la scala mobile rigorosamente sigillata. Conclusione: due signore si rifiutavano di salire, gesticolando ed imprecando (ovviamente in tedesco, per me incomprensibile).

Umiliata e avvilita pensavo a questa città così ricca di bellezze, che dal turismo trae notevoli guadagni e che un tempo era definita orgogliosamente “ caput mundi”: oggi  è soltanto una città “Kaput”!!

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::autore_::di Luisanna Tuti::/autore_:: ::cck::3035::/cck::

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