Newton e il Lato Oscuro della Forza

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La Mela il Prisma e la Pietra Filosofale

Come tutti sanno, Isaac Newton(1642 –1726) è uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi. Nel 1687 pubblicò i Philosophiae Naturalis Principia Mathematica, opera nella quale descrisse la Legge di Gravitazione Universale. Condivise con Leibniz la paternità dello sviluppo dell’Analisi Matematica. Fondò tutta la Meccanica stabilendo la fondamentale legge del moto che porta il suo nome. Fece vedere che tutti i corpi materiali si attraggono con la medesima Legge sia sulla Terra che nelle orbite celesti (la luna cade sulla Terra esattamente come la mela dall’albero). 

Inoltre fu il primo a dimostrare, con un Prisma di vetro, che la luce bianca è composta dalla somma di tutti gli altri colori e avanzò l’ipotesi che la luce fosse composta da particelle. 

Voltaire si occupò di divulgare i “Principia” in un linguaggio più accessibile al grande pubblico e presto divenne un riferimento che veicolò un nuovo modo di concepire la Scienza e la Natura in linea con la cultura illuminista che si sviluppava sempre più nell’Europa del XVIII Secolo.

Ma forse non tutti sanno che alla morte di Newton, avvenuta nel 1726, insieme a tutti gli scritti scientifici sui quali lavorava, fu trovata una grande Cassa di Documenti, scritti di suo pugno, riguardanti la Magia e l’interpretazione delle profezie Bibliche. Ben presto ci si rese conto, leggendo questa enorme massa di documenti, che Newton stesso considerava i suoi esperimenti alchemici come più importanti rispetto alla Fisica e alla Matematica. Appare certo, dai documenti trovati, che egli cercasse la Pietra Filosofale con ossessività, così come era ossessionato dalle profezie del libro dell’Apocalisse e del libro di Daniele. Egli studiò freneticamente la Bibbia divenendo uno dei più importanti Teologi del suo tempo e studiò, nello stesso modo, tutte le documentazioni riguardanti la Magia a cominciare dalle civiltà pre-elleniche, dai Sumeri agli Egiziani, fino ad avere una visione di insieme di tutto quello che era stato scritto prima di lui subendone fortemente un grande fascino. Inoltre egli sviluppò questi studi nel più totale segreto e non si seppe mai, se non dopo la sua morte, che egli non credeva alla Trinità (nonostante insegnasse al Trinity College di Cambridge) e che seguiva l’eresia Ariana che sosteneva la tesi che non si può dire che Cristo sia il figlio di Dio. 

Queste sue convinzioni religiose non ortodosse lo misero in una posizione molto difficile perché non poteva dire quello che veramente pensava e quindi riferire pubblicamente i sui studi di Teologia e di Magia che portava avanti. Quando diventò Professore Ordinario, era obbligatorio all’epoca prendere gli Ordini Religiosi. Newton, utilizzando il prestigio di cui già godeva, riuscì a farsi esonerare. Egli però continuò a tenere le sue convinzioni rigorosamente segrete, e questo gli provocò una vita di grandi contraddizioni e un grande disagio intellettuale. 

Dopo la morte di Newton, la reazione della Comunità Scientifica al ritrovamento della Cassa contenente le prove del suo essere Alchimista e Mago, è stata istintivamente quella di un rifiuto, come quella di un sistema immunitario che rifiuta un “corpo estraneo”. Questo spiega le vicissitudini della storia di questa Cassa che impiegò un tempo lunghissimo ad essere accettata e studiata in dettaglio. Essa fu alla fine acquistata da Keynes, il famoso economista che definì Newton l’ultimo dei Maghi. Alla fine la Cassa fu offerta all’Università di Gerusalemme dove si trova tuttora. 

Questo “Lato Oscuro” di Newton ci lascia sbigottiti da un lato ma ci interrogano e ci affascinano le considerazioni che possono essere tratte sulla simultanea presenza di aspetti cosi diversi nella medesima mente di una persona così importante come Newton.

Proviamo a tracciarne qualcuna:

  1. Per l’epoca non esisteva la distinzione netta che noi abbiamo attualmente tra scientifico e non scientifico. Ovvero non era ancora ben formata l’idea che era Scienza solo quello che poteva essere indagato col Metodo Sperimentale di Galileo. Newton nacque esattamente nell’anno della morte di Galileo cioè nel 1642 e, evidentemente, la Scienza in senso galileiano era troppo giovane e non aveva avuto ancora il tempo di attecchire bene a cavallo dei due Secoli. L’Alchimia era ancora una vera e propria disciplina trasversale a tutte le Scienze e, in embrione, la mescolanza dei reagenti per ottenere prodotti, erano i primi passi della Chimica Moderna. In sostanza per l’uomo colto dei tempi di Newton non tutto quello che ricadeva nell’irrazionale e nell’occulto era meritevole di biasimo e di rifiuto.
  2. Lo studio e la ricerca della Pietra Filosofale aveva una sua dignità e non era affatto roba da ciarlatani come potrebbe essere la cartomanzia o la vendita da parte di truffatori di filtri d’amore. In quell’epoca si pensava che la Pietra Filosofale fosse costituita dalla quintessenza cioè dall’Etere che dava ricchezza, immortalità e conoscenza del futuro e del passato. Questo “triplo potere” della Pietra Filosofale aveva radici profonde anche nella storia delle religioni essendo legata alla ricerca dell’immortalità, comune a tutte le spiritualità. L’alchimista che ricercava la Pietra Filosofale era tenuto a raggiungere un elevato livello di moralità. Anche Tommaso D’Aquino scrisse un trattato su Alchimia e Pietra Filosofale (Tommaso d’Aquino, L’Alchimia, ovvero Trattato della Pietra Filosofale, a cura di Paolo Cortesi, Newton, 1996).
  3. In questa “confusione culturale” del tutto fisiologica tra Scienza (non ancora ben definita) e Fede (detentrice di tutte le istituzioni culturali dell’epoca) e, lasciatemelo chiamare così, “Lato Oscuro del Sapere” allora presente come campo di indagine a sé, Newton, con la sua enorme capacità analitica, ha evidentemente prediletto un approccio razionalistico anche nel campo della Fede e del Lato Oscuro. Il fascino che su di lui esercitavano questi ultimi due ambiti hanno alla fine consentito che egli si buttasse a corpo morto in questi studi realizzando un esito molto meno importante di quello che ottenne dallo studio della Fisica e della Matematica. Probabilmente una sorta di “Delirio di Onnipotenza” tipico dei Geni ha contribuito a voler intraprendere una attività cosi dispendiosa in termini di energie profuse per voler illudersi di ottenere da un lato la data sulla fine del Mondo proveniente dalle Profezie Bibliche e dall’altra la Immortalità per il Genere Umano.

Come considerazioni finali mi sento di dover dire due cose. La prima riguarda la grande dignità che dobbiamo comunque attribuire a Newton nonostante l’istinto che ci verrebbe, da bravi scienziati contemporanei, che noi mai saremmo caduti nella trappola dell’irrazionalità. Egli si è comunque consumato in buona fede per cercare di comprendere tutto quello che a lui sembrava incomprensibile per volgere a vantaggio dell’Uomo tanto la Meccanica Celeste quanto la Ricchezza e l’Immortalità. E quindi onore a Newton anche in questo.

La seconda vuole mettere in guardia quanti di noi pensano che nella nostra epoca non esista più un “Lato Oscuro” degno di essere valutato e studiato dalla Scienza. Noi siamo portati piuttosto a considerare che il Progresso evolva in modo lineare con oggetti che fanno parte della Scienza da sempre rifiutando sdegnosamente tutto quello che proviene dal “Lato Oscuro” che è un insieme indistinto di concetti da ciarlatani come l’astrologia, i cucchiai piegati e altre presunte dimostrazioni di poteri psichici quali la telepatia e il potere curativo del canto delle balene o la reincarnazione. Ma nel “Lato Oscuro” esistono anche ipotesi non ancora verificate dalla Scienza come stelle enormi che collassano per il loro stesso peso e nel cui centro forse si trovano portali verso altri Universi o l’esistenza di un numero infinito di Universi paralleli o il fatto che oggetti come gli elettroni e forse persino interi atomi possono essere in due luoghi diversi allo stesso tempo o ancora che l’Universo è pieno di una materia oscura invisibile che non fa assolutamente notare la sua presenza se non attraverso l’attrazione gravitazionale che esercita sulla materia ordinaria. 

Che cos’è che rende diversi i due insiemi di credenze? Che cos’è che rende “scientifico” il secondo gruppo e assurdo il primo? Per rispondere, occorre considerare che cos’è la scienza. Il rifiuto di convinzioni “eccentriche”, come credere al potere curativo del canto delle balene, non è dovuto al fatto che si tratta di cose intrinsecamente strane. La scienza non scarta certe convinzioni perché sembrano eccentriche, ma perché sono state controllate sperimentalmente e si sono dimostrate totalmente carenti. 

In linea di principio tutte le idee e le proposte possono (o forse devono) essere valutate per un corretto progresso che è ben lontano dall’essere lineare e senza scossoni ma, proprio come ai tempi di Newton, risulta essere disordinato e confuso e comunque affascinante.

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