Gobekli sconvolge la cronologia della civiltà umana

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Scoperto un santuario ed una città antichi più di 13 mila anni

La storia dell’umanità è stata scritta, o meglio riscritta, dagli scienziati, dagli archeologhi, dai geologi e da quanto il meglio della ricerca possa offrire nel panorama tecnologico e scientifico.
Così sappiamo che l’uomo, ad esempio, discende dalla scimmia, che in un periodo della sua esistenza per motivi ignoti si è distaccato dall’albero genealogico dei primati e dopo qualche migliaio di anni, sempre per ragioni sconosciute, è diventato l’uomo che conosciamo oggi.
Infatti, grazie ad una serie di ipotesi, la storia dell’umanità è passata dal nomadismo all’agricoltura e, grazie alla sedentarietà di quest’ultima, sono cominciati i primi vagiti di ciò che chiamiamo civiltà.
Tutto questo avvenne circa 20 o 22 mila anni fa, ma il moderno agricoltore come lo intendiamo è vissuto intorno ai 8 o 9 mila anni fa, e, dunque, non ci può essere nulla antecedente a questa data, almeno secondo gli scienziati, che possa concepire una qualsiasi civiltà.
Peccato che tutto questo castello di carte, nel senso di documenti, è solo teoria, speculazioni scientifiche, ipotesi, ma non la realtà, quella purtroppo non la conosce ancora nessuno di come siano avvenute le varie evoluzioni dell’umanità.
Un esempio di errori di datazione è certamente il ritrovamento eccezionale avvenuto nel 1994 di un sito, Gobekli Tepe, appartenente ad un popolo ancora sconosciuto.
Qualcosa di straordinario che sorge nell’odierna Turchia a pochi chilometri dal confine con la Siria.
Ciò che ha attirato gli studiosi è la raffinatezza delle sculture, dei assorilievi e della alta ingegneria per edificare un luogo così vasto, si parla di circa due chilometri quadrati, ma c’è ancora moltissimo da riportare alla luce che lasciano esterrefatti.
Con una serie di calcoli, impegnando varie discipline si è arrivati alla sua datazione intorno a 12/13 mila anni fa. Almeno 10 mila anni prima delle piramidi egizie.
Ma per arrivare a questa raffinatezza costruttiva, con delle maestranze di alta specializzazione certo tutto questo non è avvenuto in maniera improvvisa con un agricoltore che dall’oggi al domani diventa ingegnere edile.
Per questo traguardo è sicuramente occorso del tempo, molto tempo, tanto che, come pura ipotesi, si pensa a non meno di 2 mila anni per arrivare alla edificazione di queste strutture, un calcolo che ha confuso non poco gli studiosi essendo una civiltà nata ben prima dell’agricoltura e, dunque, della cosiddetta civiltà.
La struttura si snoda con elementi architettonici e scultorei utilizzando massi a volte di decine di tonnellate che dovevano essere trasportati da una cava vicina alcuni chilometri, ma come li trasportavano non si sa così come facessero poi ad innalzarli in maniera perfetta alti a volte fino ad 8 metri, un vero capolavoro di ingegneria con una pietra che bisogna ricordare levigatissima specie per gli ormai famosi pilatri a forma di T. Queste steli contengono iscrizioni e bassorilievi di grande fattura estetica e tutto questo non avendo altri utensili che corde e asce ricavate dall’ ossidiana, un vetro di origine vulcanica, di cui rimangono ancora degli esemplari, ma anche qui sorge un mistero: da dove veniva questo minerale dato che intorno non c’erano depositi vulcanici per centinaia di chilometri intorno?

Da qui l’ipotesi suggestiva che già 12 mila anni fa ci dovevano essere degli scambi con popolazioni assai lontane che avevano questo minerale e lo commerciavano.
Ma il misteri di questo sito non sono certo finiti, e pongono domande sempre più ardue ai studiosi.
Un complesso così vasto a cosa poteva servire dato che all’interno degli edifici non sono stati ritrovati né sepolture e né segni di residenza umana; probabilmente era un santuario dove, come capita per molte altre culture, i fedeli si recavano per celebrare le loro feste sacre venendo probabilmente anche da molto lontano, per poi ripartire per i loro villaggi.
Una risposta al quesito forse ci viene dato da un altro sito poco distante, appena una ventina di chilometri, sulla collina oggi chiamata Koertik.
Qui sono stati invece ritrovati reperti di abitazioni in pietra abitate nello stesso periodo di Gobekli forse anche più antiche datate tra i 12 e13 mila anni, ma nessuno può escludere una datazione ancora più remota.
Dal sito di questo villaggio sono state riportate alla luce strutture in pietra, per l’esattezza 86, che possiamo definire delle case con tanto di ambienti divisi al loro interno con dei tramezzi sempre in pietra, ma più sottili e una pavimentazione in terra battuta.
Dell’esistenza umana sono stati scoperti, oltre vasi in pietra sottilissimi, collane e oggetti di uso comune anche resti di macellazione di ogni tipo di carne tra cui molti cervi, il che fa pensare ad un’altra morfologia del terreno che esisteva in quel tempo. Non dimentichiamo che era in atto una piccola glaciazione e le temperature rispetto alle attuali erano scese di alcuni gradi.
Una curiosità tra le tante, in queste case sono state trovati resti di molte anatre insieme a prede piccole e veloci come conigli selvatici o uccelli volanti come le pernici; questo dimostra che erano capaci di catturare questi animali e per catturali occorrevano delle trappole, dunque una tecnologia assai complessa per dei “primitivi”.
Tra i tanti reperti sono state trovate grandi macine di pietra per la lavorazione di grani selvatici oltre al ritrovamento di mortai di clorite con vari pestelli per i diversi tipi di alimenti da battere.
Tutto questo fa pensare ad una società di cacciatori-raccoglitori, però stanziale, ordinata e gerarchica, come lo dimostrano le offerte rituali nelle tombe, più o meno ricche.
Dunque, il fattore dell’inizio della civiltà con l’avvento dell’agricoltura verrebbe a cadere avendo una società di cacciatori-raccoglitori così evoluta, un organismo sociale composito, con tradizioni spirituali già ben definite. Da questi ritrovamenti ne esce una società stabile e per di più benestante, che può concedersi il lusso interessi artistici perchè non è assillata dalla fame.
Una società quella di Gobekli Tepe e Koertik che può far riscrivere la storia dell’umanità completamente insieme a tutte le divisioni cronologiche del nostro sviluppo, studi che potrebbero subire un profondo adattamento per comprendere che, purtroppo, la storia non può essere definita da teorie, ma da fatti e queste due scoperte sono vere pietre di inciampo per la storia.

di Antonello Cannarozzo

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