SUDAMERICA: UN CONTINENTE IN FIAMME

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Dalle Ande al Mar dei Caraibi, dai ghiacciai del Sud all’estremo Ovest che si affaccia sull’Oceano Pacifico. L’America Latina, dopo un periodo di relativa tranquillità e di indubbi miglioramenti dal punto di visto democratico, seguito alla decennale repressione delle dittature militari, sta attraversando un momento storico di sconvolgimenti sociali che stanno sconquassando la maggior parte dei paesi del Continente. Le notizie più eclatanti, nelle ultime ore, arrivano dalla Bolivia, dove il Presidente Evo Morales, dopo aver indetto elezioni anticipate alla ricerca della sua riconferma, dopo giorni di contestazioni, e’ stato estromesso dal potere. Una crisi il cui significato va aldilà dei confini del paese andino, ultimo baluardo insieme al Venezuela di una visione marxista della società. Un esperimento che inevitabilmente si e’ scontrato con un establishment radicato, fatto poche famiglie ricchissime, di contratti insolubili e di concessioni ratificate negli anni 80′, la cui legittima valenza legale ha attutito e reso sterili i tentativi di ridistribuzione della ricchezza messi in atto dal Presidente indio. Gli ultimi dispacci parlano addirittura di Morales costretto all’esilio in Messico, mentre alti funzionari del suo governo sono stati arrestati dalla polizia boliviana, testa d’ariete di questo golpe destinato a definirsi nel prossimo futuro. Altrettanto drammatica e destinata a segnare uno spartiacque epocale nel destino della Latino America, e’ la situazione che da mesi si sta consumando in Cile. Il Presidente di centro-destra Sebastian Pinera, dopo aver varato una manovra economica insostenibile per la la maggior parte degli abitanti del paese, con significativi aumenti del prezzo dei mezzi di trasporto pubblici, ha visto crescere una rivolta popolare che perdura tuttora. Una rivoluzione sociale che ha lasciato sul campo morti e feriti, la maggior parte dei quali colpiti da proiettili sparati dai famigerati carabineros cileni, istituzione ancora legata nei suoi vertici e nel suo ordinamento, all’assetto conferitogli dal regime di Pinochet. Violenze ammesse dallo stesso Presidente, che si e’ detto pronto a varare profonde modifiche alla Costituzione che consentiranno di definire meglio i diritti delle persone e stabilire quali sono gli obblighi della Stato nei confronti dei cittadini. Nelle intenzioni del Capo dello Stato ci sarebbero anche importanti riforme economiche da concordare con l’ex Presidente Michelle Bachelet, leader del partito socialista cileno. Particolare attenzione verra’ dedicata agli strati più poveri della popolazione, con un occhio di riguardo soprattutto per i pensionati che percepiscono una pensione così misera da relegarli di fatto in una condizione di mera sopravvivenza. Altro focolaio di tensione e’ quello che si sta consumando in Ecuador, con quotidiane proteste nelle principali piazze del paese contro la decisione del Presidente Lenin Moreno di revocare i sussidi per il carburante in vigore dagli anni ’70. Una misura fortemente impopolare che sta infiammando una delle poche nazione sudamericane considerate fino a poco tempo fa stabili e sicure. 

di Diego Grazioli

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