Cose fuori dal mondo al COP25

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“Time for Action” or for a class action 

La verità è che la 25.ma Conference of the Parties (COP25 di Madrid), malgrado il promettente titolo che le aveva dato il Chile dove si sarebbe dovuta originariamente tenere, “Time for Action”, si è conclusa con un nulla di fatto. Solo gli Stati più sensibili hanno confermato il loro impegno. Quelli che contano di più e fanno più danno, rappresentano il vero problema del disastro ambientale in atto, a partire dagli USA, che hanno confermato il loro dietrofront, ma non solo, si sono sottratti ai loro doveri. A parer loro non è ancora il “tempo dell’azione”; e a quanto pare nemmeno del “pensiero”.

A parer loro gli interessi nazionali vengono prima di quelli nei confronti del mondo; quasi come se il loro Paese e suoi cittadini non ne facessero parte. Cose “fuori dal mondo”.

Per comprendere cosa ci aspetta, non solo per ciò che riguarda il clima, ma anche l’economia, la democrazia, e la futura geopolitica in generale, è necessario prendere atto della posizione assunta da loro e di quella degli altri. Da questa analisi potremo capire su quali future alleanze l’uomo del XXI secolo potrà fare affidamento e su quali no.
Non solo in tema di cambiamento climatico.
Forse il titolo giusto per il COP25 sarebbe stato “Time for a class action!”. 

di Angelo Schiano

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