La resilienza degli uomini veri

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Voglia di vivere e di servire

Una storia esemplare. Esemplare, come esempio per tutti, ma anche ad esempio, per i tanti di cui non sappiamo.   

Quella del Colonnello del Ruolo d’Onore Carlo Calcagni: un ITALIANO VERO. Il cui motto è MAI ARRENDERSI.

La sua vicenda personale lascerà sicuramente un segno indelebile nella vostra vita come è capitato a chi scrive.

Un giorno mi imbatto, su YOU TUBE, a visionare il video della Presentazione del Docu-Film “Io sono Il Colonnello” realizzato dal regista Michelangelo Gratton di Ability Channel, premiato come miglior film al MIGRARTI FILM FESTIVAL organizzato con il contributo e sostegno del MIBACT.

Un film documentario che ha avuto ovunque grande successo e apprezzamento; al suo attivo prestigiosi premi nazionali ed internazionali, tra cui il VERTICAL MOVIE FEST di Roma.

Le immagini scorrono, mentre lui si racconta, sulla sua bicicletta “speciale”, perché è un triciclo, e dice: “VIVO di SFIDE” e “SONO DISPOSTO, ANCORA OGGI, A DARE LA VITA PER IL TRICOLORE”.

Parole forti, pronunciate da un Uomo, a viso aperto, senza alcuna retorica.

Sono curiosa e vado fino in fondo per capire chi è quest’uomo che indossa la divisa dell’Esercito Italiano, fa parte del Ruolo d’Onore, è un atleta del GSPD, il Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa, ed è Uomo della FOLGORE.

Cerco di approfondire la ricerca su Internet, dove trovo tantissimi video e articoli che raccontano la sua vicenda.

La sua vita è paradossalmente e drammaticamente straordinaria: un film da premio Oscar come miglior attore protagonista. Invece è la vita reale di un italiano, militare, marito, padre, atleta e uomo tutto di un pezzo.

Carlo nasce il 30 ottobre del 1968, in Germania, i suoi genitori, pugliesi del Salento, emigrati, lavorano e hanno un sogno: costruire la casa nel paese di origine, Guagnano, e ritornare in Italia dopo aver comprato i terreni necessari per avviare un’azienda agricola a conduzione familiare.

Il sacrifico dei suoi genitori è il paradigma: apprezzare le cose semplici e durature.

Sicuramente sono stati anni felici per Carlo e lo hanno avvicinato al mondo dello sport, suo compagno di vita, che ne ha forgiato la mente, il fisico ed il carattere.

Poi il ritorno in Italia, nel Salento dove trascorre la sua adolescenza e la sua prima giovinezza.

Un giorno, per caso, un suo amico gli suggerisce di presentare la domanda come ufficiale di complemento nell’Esercito Italiano.

È l’inizio di una meravigliosa avventura: servire l’Italia come militare e come atleta, entrare a far parte della FOLGORE, con il basco amaranto segno di fratellanza, per poi diventare pilota, dopo aver conseguito il brevetto di pilota osservatore di elicotteri, prima, ed istruttore di volo, successivamente.

La divisa è per lui: onore, rispetto, umiltà, dignità e, soprattutto, significa mettere la propria vita al servizio degli altri.

Ama volare Carlo e come l’aquila, lo fa volando sempre più in alto, come dimostra la sua carriera: eccelsa e inarrestabile.

È giovane, intelligente, forte, bello e invidiato.

Ufficiale in servizio permanente, è felice, ha mille sogni, raggiunge brillantemente i suoi obiettivi, ottimo pilota, riceve elogi ed encomi dai superiori, i militari di truppa lo stimano, ammirano la sua azione di comando e l’insegnamento che, quotidianamente, riesce a dare con il suo esempio.

Gli vengono assegnati ruoli e missioni di grande responsabilità che lo vedono protagonista durante l’alluvione di Sarno; in Sicilia nell’operazione Vespri Siciliani, subito dopo la strage del giudice Falcone: scorta, ricognizioni, trasporto magistrati, pattugliamenti; è in volo su Via d’Amelio proprio mentre si consuma la strage del giudice Borsellino con la sua scorta; in Campania, nell’operazione Partenope; in Calabria, nell’operazione Riace; in missioni all’estero: Albania, Turchia e Bosnia-erzegovina. Sempre in prima linea, atterraggi e decolli, nuovi incarichi, elogi ed encomi dei suoi superiori ne sono la testimonianza… vola con l’elicottero… e pedala talmente forte, vincendo ovunque, gare nazionali e internazionali, da meritare il titolo di “Carlo Calcagni: il FUGGITIVO, Pilota di elicotteri dell’Esercito che VOLA anche sulle due ruote”.

Il ciclismo è la sua grande passione, gare su gare, vittorie su vittorie.

Nel 1996, Missione italiana in Bosnia, con base a Sarajevo: Carlo è l’unico pilota di elicotteri del primo Contingente Italiano: tra le numerose missioni di volo effettuate, ricognizioni, trasporto e MEDEVAC (evacuazioni medico-sanitario), per le quali gli è stato anche tributato un encomio in zona di operazioni con la seguente motivazione: “con la sua professionalità ha portato a termine tutte le missioni che gli sono state affidate, dando lustro all’Esercito Italiano e all’Italia intera in un contesto Internazionale, meritando il plauso di tutte le Forze Internazionali impiegate nei Balcani”.

Egli opera in condizioni disumane, la sua missione è prelevare, trasportare i feriti e le vittime della guerra. Vola, sorvola, osserva, agisce come l’aquila, sempre pronto all’azione.

È un temerario: evitare la pallottola è l’imperativo categorico. Tocca con mano le sofferenze della popolazione bosniaca, le sue forze sono per queste persone, non si risparmia. Lo sguardo triste, ma dolce, dei bambini e la sofferenza di uomini e donne, di ogni età, giovani e anziani, abitanti di quella terra martoriata dalla bestialità della guerra, sono per lui una ricompensa impagabile.

Il suo “credo” è servire il TRICOLORE, la PATRIA, con amore e dedizione, donandosi agli altri senza nulla chiedere, mai.

Ma è anche l’incontro con il nemico, sconosciuto, invisibile e maledetto: l’uranio impoverito ed i metalli pesanti, da esso generati, respirati durante l’intera missione, che hanno contaminato il suo corpo, minandolo lentamente ed inesorabilmente.

Il maledetto e il vigliacco uranio impoverito e le particelle di metalli pesanti, radioattive, che a seguito di esplosioni di proiettili o deflagrazione dei mezzi cingolati, si disperdono e si propagano nell’area circostante contaminando aria, acqua e terra. Per l’essere umano che ne entra in contatto è veleno senza antidoto…

I nostri soldati erano completamente all’oscuro di questo pericolo, erano impreparati ad affrontare la terribile situazione che metteva a rischio la propria salute. Gli alti vertici militari, invece, sapevano dell’esistenza di un documento dell’esercito U. S. A. che informava delle gravi conseguenze per chi si esponeva, durante le operazioni belliche, alle nano particelle dell’uranio impoverito. Omertà di stato.

Nel frattempo Carlo, realizza il più bel sogno, si sposa e desidera avere dei figli: la sua famiglia.

Apparentemente tutto scorre per il meglio quando Carlo inizia ad avvertire, sempre più spesso, la stanchezza. Sempre più stanco quando vola ai comandi dell’elicottero, quando si allena per le gare, le competizioni ciclistiche. Conosce bene il suo corpo, si sottopone a numerosi controlli medici: innumerevoli analisi del sangue, dolorose indagini diagnostiche, biopsia al fegato, al midollo e ai polmoni. La diagnosi è terribile: le gravi ripercussioni su cuore, reni, midollo e polmoni, sensibilità chimica multipla (MCS) da massiccia contaminazione da metalli pesanti, hanno generato patologie multiorgano: malattie neurologiche croniche, degenerative ed irreversibili, tra cui una forma autoimmune di sclerosi multipla con parkinsonismo, danno all’ipofisi, con ipotiroidismo, ipogonadismo, ipogonadotropo e, iposurrenalismo, fibrosi polmonare con insufficienza respiratoria, insufficienza renale, linfo-mielodisfasia in attesa di trapianto allogenico di midollo, cardiopatia, mutazione genetica del DNA per l’altissima concentrazione di metalli pesanti..

È un bollettino di guerra … ma, Boia chi molla … MAI ARRENDERSI … e Carlo non molla …

Gli artigli dell’aquila ferita trattengo la vita, la nuova realtà. Continua a lottare e a vivere per i figli Francesca e Andrea, che sono la sua forza … la vera luce dei suoi occhi e le due motivazioni più importanti di vita.

Un nuovo volo.. Tanta sofferenza, 24 ore su 24. Ogni giorno, infatti, deve effettuare almeno 18 ore di ossigenoterapia, assumere 300 compresse, tra colazione, pranzo e cena, fare 4 ore di flebo, un’ora di sauna con raggi infrarossi, 7 iniezioni appena si alza la mattina, dopo aver dormito attaccato ad un ventilatore polmonare. Una volta a settimana passa una giornata intera in ospedale, nel reparto di nefrologia dell’ospedale di Brindisi, per effettuare la plasmaferesi.

È il suo pane quotidiano dal 2002. Dichiara spesso Carlo: “la malattia ha mostrato la parte migliore di me: puoi lasciare che il dolore ti distrugga oppure puoi trasformarlo in qualcosa di positivo”.

ESEMPIO concreto di RESILIENZA. Sono anni difficili, ogni giorno bisogna affrontare la malattia e la burocrazia che spesso mette lo sgambetto. La burocrazia ti ammazza più della stessa malattia. Mai arrendersi. 

Ecco cosa scrive Carlo parlando della RESILIENZA:

“La mia VITA è TESTIMONIANZA … tra l’altro … di RESILIENZA … CORAGGIO … e DETERMINAZIONE … qualità e risorse essenziali per rialzarsi ed essere d’ESEMPIO ogni qual volta le AVVERSITÀ sembrano coincidere con la FINE della VITA.

Per questo voglio essere d’ESEMPIO! Voglio essere il FARO per chi è rimasto nel BUIO! Voglio essere il PILOTA delle SPERANZE … quelle che sono la CHIAVE per aprire la porta di inesplorate stanze della VITA.

I MOMENTI di sconforto esistono … ma serviranno a farti capire ciò che ti fa star MALE … e ciò da cui devi fuggire. Non temere le PAURE … perché colui che è FORTE sarà capace di RICONOSCERLE e SCONFIGGERLE.

Non temere di essere SOLO … perché la SOLITUDINE è un SILENZIO RESILIENTE … che pone alla MENTE interrogativi e dubbi … costringendola a trovare RISPOSTE e SOLUZIONI … Costringendola a SFIDARE e VINCERE i fantasmi creati per metterla alla PROVA … per renderla INVINCIBILE … superando DEBOLEZZE e LIMITI.

Pensa al TUO domani … aprirai la finestra e vedrai una LUCE diversa … respirerai e capirai che è giunto il TEMPO di pensare A TE per cogliere il tuo ATTIMO. MAI ARRENDERSI”.

Nel 2007 l’ufficiale Calcagni Carlo è riformato con il 100% di invalidità, si sente abbandonato dalle istituzioni. Dopo il danno la beffa, lui ha ancora il desiderio di fare parte dell’Esercito, ottiene di farvi ancora parte come ufficiale del Ruolo d’onore.

Onore personificato nella concretezza di donarsi totalmente a sé stesso, senza mai cedere, ed agli altri come testimonianza della sua integra personificazione dell’altissimo senso del dovere, militare e civile.

Ecco come Carlo si definisce SOLDATO: “Ho voluto mettermi sempre in GIOCO … accettare le SFIDE … e prendermene la RESPONSABILITÀ. Ho GIURATO che lo avrei fatto senza risparmiarmi … senza sapere … né immaginare … quanta FATICA … e quanta SOFFERENZA … avrei dovuto AFFRONTARE.. per aver fatto il mio DOVERE!

Non c’è FATICA quando il COMPITO è condiviso … ed è chiaro.

Non c’è PESO nel DOVERE quando l’adesione è LIBERA.

Mi ritrovo in questo CAMPO di BATTAGLIA per aver SCELTO … in modo consapevole.

di vestire l’uniforme … di essere un SOLDATO … di APPARTENERE ad una grande SQUADRA …

e … soprattutto … ho scelto di mettere la mia VITA a DISPOSIZIONE degli ALTRI.

UNITI si VINCE sempre … perché siamo più FORTI INSIEME … ma deve essere un LEGAME SOLIDO … che ci consente di AIUTARCI e SOSTENERCI nei MOMENTI di DIFFICOLTÀ”.

La rabbia si trasforma in grinta, ricostruire il tassello mancante affinché si riconosca il binomio causa-effetto dell’uranio impoverito dando voce a circa 7000 militari italiani, malati o deceduti, dagli anni 90 ad oggi, e alla popolazione civile intossicata.

Lotta il Colonnello, si sottopone dal 2010 a continui e periodici controlli presso Breakspear Hospital Medical Group di Londra, per i medici il suo caso è unico, ha ribaltato ogni pronostico.

A chi gli chiede dove riesca a trovare tanta forza, lui risponde:

“La FORZA la trovi in te…

nessun altro te la può dare!

La FORZA di lasciare andare … di dimenticare … di VIVERE … di continuare a LOTTARE … di sorridere anche quando non hai la voglia di farlo … anche quando qualcuno vorrà portartela via …

Vinci la tua battaglia … non sugli altri … ma con te stesso … La battaglia della tua VITA!

Trova il sole dentro di te … in modo che possa risplendere ogni volta che la pioggia vorrà bagnare il tuo sorriso”. 

In Italia inizia a seguire l’innovativa terapia chelante e disintossicante, piccolo progresso che gli consente il ritorno allo sport come atleta paralimpico della Difesa. Tanta fatica, tanto dolore, ma tantissima voglia di vivere, grandi soddisfazioni: Invictus di Orlando, 3 medaglia d’oro.

Poi, esiste l’altro grande impegno, che lo porta in tutta Italia, dal monte Grappa, nelle scuole della Sardegna e della Calabria, presso le innumerevoli associazioni e nelle scuole, tra gli italiani, per trasmettere il suo messaggio di gioia, di caparbietà, raccogliendo ovunque applausi, standing ovation e innumerevoli riconoscimenti.

Il suo sorriso è l’unica arma che non ferisce … Da Italiano, VERO. Non mollare Colonnello, NON ARRENDERTI.

Dopo le tue lunghe notti, silenziose e buie, dove il dolore ti attanaglia il corpo, dove le lacrime silenziose nutrono le tue speranze ed i tuoi progetti, sappi che il sole sorgerà sempre e il mare del Salento raccoglierà ogni tua amarezza … mentre il vento soffia a guidare il volo dell’aquila.

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