Il Dio dei migranti

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Maurizio Ambrosini, Paolo Naso e Claudio Paravati (a cura di)
Il Mulino Bologna
2018
Pag. 292 euro 25

Da qui a là, da là a qui, sempre, ovunque. Siamo mescolati, meticci.
Chi studia le religioni sa che dentro spazi geografici (ecosistemi
umani) si ricompongono sincronicamente antichi paesaggi e un
mosaico diacronico di culture e spiritualità. Un sociologo
(Ambrosini), uno scienziato politico (Naso) e un filosofo (Paravati)
hanno raccolto e introdotto tre importanti ricerche recenti sugli
adattamenti delle esperienze religiose ai contesti nuovi: gli iman nelle
moschee italiane, gli ortodossi rumeni immigrati, i volti del
cristianesimo tra immigrati milanesi. Non si tratta di riconoscere
burocraticamente “Il Dio dei migranti”, non si possono mettere filtri
religiosi sui migranti, eventualmente “si tratta di riconoscere Dio nei
migranti” (prefazione di Alberto Melloni): “sentire la voce dei Giona
scaricati da un dag in forma di gommone che chiedono una
conversione di giustizia che, nei sistemi politici democratici, può e
deve diventare una politica di giustizia, di fraternità, di pace”.

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