RESPONSABILITA’

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La parola della settimana

Non è la prima volta che torniamo, in stagione diverse, sulle stesse parole, in questo spazio di riflessione. L’emergenza sanitaria prodotta dal corona virus e la blindatura del paese, ci permettono in forme diverse dal passato, di misurarci di nuovo con il vocabolo responsabilità. Mai come in questa emergenza non solo italiana, ytale termine appare necessario, opportuno, consigliabile, al pari di prudenza e saggezza. Con responsabilità si intende dunque il fatto, la condizione e la situazione di essere responsabile. La responsabilità si ha per ruolo, per competenze, si assume per necessità od opportunità. Ci si assumono le proprie responsabilità e si consiglia di fare altrettanto per chiarezza e comprensione comun. Assumerla può anche derivare da un compito o da un settore specifico di cui si è responsabili.  Quando si chiede l’assunzione di responsabilità solitamente la frase viene pronunciata con sfumature diverse e variamente articolata, ma sempre con tono grave, soprattutto quando, all’interno di un gruppo , di una comunità, s’intende scindere la responsabilità dei singoli componenti da quella solidale dell’intero gruppo.

Dunque l’atteggiamento di responsabilità si collega alla serietà ed importanza dell’assumerla ed esercitarla. Un comportamento umano che deve essere stabile ed infondere stabilità e sicurezza in coloro che sono destinatari della stessa assunzione o che ne possono avere le conseguenze. Uno status umano, caratteriale, ma anche uno status positivo. Al di là della vita personale, relazionale, esiste poi naturalmente la responsabilità nel sistema di regole comuni, nel diritto che organizza e sorregge la vita comune. In questo ambito esiste la responsabilità legale, che può essere civile, penale, amministrativa, contabile. O anche contrattuale ed extracontrattuale. Può essere nazionale ed internazionale, ovvero qualificarsi con l’impatto che un comportamento di una nazione può avere su altre o sul consesso delle nazioni. 

Esiste come sappiamo quella che si indica come responsabilità politica in senso più ampio, che ci porta al concetto di rapporto di rappresentanza politica, ovvero la responsabilità di un titolare di una carica pubblica elettiva nei confronti degli elettori; nel sistema costituzionale italiano, la responsabilità del governo verso il Parlamento, che si concretizza nell’obbligo del primo di dimettersi quando non abbia più la fiducia del secondo; in senso generico, la condizione di chi è responsabile, per comportamenti, azioni o discorsi che di per sé non rappresentano un reato, di situazioni o accadimenti politici, economici o sociali gravi o delittuosi. Ancora con questo vocabolo si indica la dote e la caratteristica di essere responsabile, di comportarsi responsabilmente.

Oltre al dizionario, come sempre caliamo i significati nella nostra realtà. In quella attuale caratterizzata dall’emergenza sanitaria del Covid-19, in un certo senso tutti i significati si incontrano e si collegano tra loro. E’ evidente che responsabilità si richiede alle autorità di governo, alle forze dell’ordine, al sistema sanitario. Ma è altrettanto chiaro che solo il senso di responsabilità di ogni cittadino consapevole può garantire che disposizioni, regole comuni, prescrizioni, possano essere non soltanto efficaci ma portatrici di beneficio e di sicurezza a tutti.

La limitazione della libertà personale e generale che derivano dalle misure restrittive devono essere assolutamente correlate e contenute nei limiti dell’essenzialità dello scopo da perseguire. I cittadini aderiscono a comportamenti di sicurezza ma devono anche avvertire la fiducia necessaria in chi dispone della loro libertà. Dunque chiarezza, informazione puntuale, rigore nelle scelte ma anche coscienza di quanto le misure incidano non solo sui singoli ma sulla collettività generale. Richiedendo dunque fermezza ma capacità di interpretazione del reale e non immaginazione di una realtà che non è quella effettiva. Occorre anche rassicurare sulla temporaneità e assoluta trasparenza di quanto si chiede di rispettare, mantenendo in tal modo la consapevole accettazione della necessità contingente.

Il paese, in sostanza, deve essere responsabile ma non a responsabilità limitata. Le misure colpiscono il diritto alla libertà personale garantito dalla Costituzione e dunque vanno contemperate con le esigenze oggettive da far rispettare. In una democrazia non ci sono persone sole al comando, ma decisioni collegiali e condivise. Solo così la condivisione diviene naturale e accettata da tutti e a tutti i livelli.

Il silenzio della polemica politica è in questo senso indicativo di serietà e responsabilità e costituisce un oggettivo sostegno al superamento dell’emergenza. Così come la condivisione di misure cogenti di natura finanziaria in relazione allo stimolo all’economia che ha bisogno di un vero e proprio shock per ripartire. Un impegno dunque di tutti, nessuno escluso!

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