CARLO, CAMILLA E IL COVID 19

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Sicuramente al mondo esistono personaggi molto più affascinanti e originali dei componenti della stirpe dei Windsor, ma, penetrare negli affari della famiglia reale britannica, suscita sempre curiosità anche in coloro che normalmente si disinteressano dei protagonisti di vicende mondane o di intrighi dei Palazzi.

Così, quando Carlo è stato colpito dal COVID19, in molti si sono chiesti perché la sua “dolce Camilla” non ha accusato alcun sintomo. Ovviamente è parso chiaro che i due attempati eredi al trono (ad un trono che sembra non arrivare mai), non dormono più insieme, cioè sotto lo stesso baldacchino (poiché è così che la fantasia popolare immagina il talamo nuziale dei reali inglesi più anziani).

Probabilmente si incontrano per “desinare”, seduti entrambi a capo tavola, di quei lunghi tavoli sempre presenti nei saloni dei severi castelli in cui si muove la famiglia. Molto più lontani della distanza che Boris Johnson  ha invitato a tenere tra cittadino e cittadino, quando si è finalmente reso conto della gravità della situazione.

Ma dove avrà preso l’infezione Carlo?

Abbiamo notato come, arrivato ai 70 anni, Carlo sia diventato attivissimo su vari temi, quasi a voler dissipare quell’alone di “antipatia” che le sue vicende personali e, soprattutto, i tabloid inglesi, hanno da tempo  costruito intorno alla sua persona.

Lo abbiamo trovato ad occuparsi di argomenti ambientali, quando parlare dell’ambiente non era ancora di moda; ad interessarsi di architettura e di istruzione pubblica; di omeopatia (anche se con scarso successo); per non parlare dell’equitazione che è stato sempre il suo cavallo di battaglia.

Ha dimostrato anche di essere un padre attento e premuroso quando si è offerto di accompagnare, lungo la navata della chiesa, la  futura nuora Meghan, per consegnarla al suo secondogenito trepidante sull’altare. Quella giovane americana-caraibica che lui ha accolto  subito nella  royal family, anche difronte a familiari che hanno voluto ostentare  spille raffiguranti schiavi neri, ispirate alle epoche coloniali inglesi.

Stando ad un articolo del Daily Mail, Carlo avrebbe contratto il virus  da Alberto di Monaco, già infetto, ad un convegno tenutosi a Londra il 10 marzo, al quale hanno partecipato entrambi senza, ovviamente, mantenere le distanze, in seguito, consigliate.

Fortunatamente, seguendo le indicazioni mediche, Carlo si è ritirato a Balmoral, in Scozia, superando brillantemente anche questa  terribile prova.

In molti si chiedono cosa vorrà fare questo “stagionato” principe quando diventerà Re: abdicherà in favore dell’ amato William o deciderà di regnare come sovrano di una società ormai troppo “avanzata”,  per accettarlo quale guida verso un futuro oggi molto incerto.

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