DISTANZA

 -  - 


La parola della settimana

L’emergenza pandemica di questi mesi ha fatto emergere insieme alle misure opportune per contenere il virus, anche una serie di espressioni e locuzioni che ci accompagneranno per molto tempo e che segneranno la nostra quotidianità. Sono una vasta congerie di termini che attengono ai sistemi di controllo e tracciamento dell’agente virale, all’indicazione dei sistemi di protezione, si pensi ai “dpi” i dispositivi di protezione individuale (le mascherine) o i guanti e  via dicendo. Per molti di questi vocaboli si è sbizzarrita la burocrazia immaginando un mondo in cui parole altrimenti inusuali e aliene hanno contrassegnato i nostri giorni.

Tra questi vocaboli, quello che più di tutti ci ha segnato e continuerà nel tempo, è certamente “distanziamento”, un termine asettico in apparenza, a suo modo orribile, burocratico, per indicare la necessità di stare lontani uno dall’altro. Una parola è divenuta dunque un vero e proprio mantra obbligatorio condizionando più di qualsiasi altra misura cogente il nostro agire. Se a questo vocabolo aggiungiamo l’aggettivo sociale, abbiamo per così dire la tempesta perfetta dove il grigiore della burocrazia si sposa perfettamente con l’alienazione che tale espressione induce in ognuno di noi.

Per sollevare un attimo l’attenzione da questa triste contingenza, proviamo ad andare alla radice della parola, ovvero a distanza, per capire cosa vuol dire questa origine del burocratica sintesi della nostra situazione pandemica e sociale. In prima battuta con distanza si indica la lunghezza del tratto di linea retta (nell’ordinario spazio euclideo, altrimenti del tratto di geodetica) che congiunge due punti (e che s’identifica col concetto del minimo percorso tra questi), o, più genericamente, la lunghezza del percorso fra due luoghi, due oggetti, due persone, con tutte le possibili e variegate declinazioni che possono essere fatte e negli ambiti più disparati. Esistono poi le distanze di sicurezza, come ben sappiamo nella circolazione stradale e in balistica; ancora si parla di distanza legale in riferimento a quella non inferiore a tre metri che la legge impone di osservare, nei rapporti di vicinato, in caso di costruzioni, piantagioni, scavi, e via dicendo. In una schiera di soldati, di ginnasti e simili è l’intervallo tra le file, tra gli individui, tra le colonne  allo scopo di mantenere il distacco regolare tra colonna e colonna, tra fila e fila. Distanza che può essere variabile, da diminuire od aumentare a seconda delle necessità e delle contingenze. Usato in termini assoluti s’intende poi grande distanza, l’intervallo di spazio notevole. Nell’attività didattica, leggiamo il dizionario la locuzione a distanza viene usata per qualificare funzioni svolte utilizzando reti di comunicazione telematiche, di gran moda in questi mesi assieme allo smart working, ovvero il lavoro a d. Esso indica l’insieme dei metodi di studio e di insegnamento che si avvale di una rete di comunicazioni postale o telematica e pertanto non è soggetta all’immediato controllo degli insegnanti ma si appoggia a sistemi di consulenza e sorveglianza esterni per sostenere gli studenti nella programmazione dello studio e nella verifica dei risultati raggiunti.

Nello sport, distanza descrive lo spazio compreso tra il punto di partenza e quello d’arrivo di una gara di velocità. In matematica, la distanza del punto dato dal piede della perpendicolare condotta per il punto alla retta (o al piano); la lunghezza del segmento perpendicolare avente gli estremi sulle due rette (o sui due piani); quella tra i due punti in cui le due rette sono tagliate dalla loro unica perpendicolare comune. Anche in geometria, si parla di distanza zenitale ad indicare uno dei tre dati necessarî per individuare la posizione di un punto nello spazio: è espressa in gradi e rappresenta un angolo. Di distanza si parla comprensibilmente in astronomia, conm riferimento all’ottica che ritroviamo nella pratica oculistica,ovvero le distanze che due punti coniugati tra loro relativamente a un sistema ottico (un punto oggetto e il corrispondente punto immagine) hanno dai corrispondenti piani coniugati.

Ma distanza è anche l’intervallo di tempo, il decorrere del tempo. Oppure la differenza, la diversità di valore, di carattere. La disparità di condizioni sociali, di grado, di funzione, specie in senso soggettivo, cioè il distacco che si tiene, e si sottolinea con il comportamento, da una persona o gruppo o classe, in considerazione della differenza di grado o di condizioni sociali esistenti. Infine, di uso più recente l’espressione prendere le distanze, tenersi lontano (senza rompere però del tutto i rapporti), spesso con l’intenzione di dissociare le proprie responsabilità.

Non un gran vocabolo, comunque! E se in termini scientifici descrive soprattutto un valore calcolabile, misurabile, è nell’aspetto psicologico e sociale che dispiega il suo valore negativo, fatto di separatezza. La stagione che stiamo vivendo, a confronto con la minaccia virale, ha dato lustro a questo termine e al suo peggiorativo distanziamento, marcando qualcosa che va contro la spinta sociale dell’umanità, accentuando con la distanza anche i peggiori istinti fatti di ostracismo verso qualcuno, la discriminazione verso chi riteniamo a torto o a ragione responsabili della nostra situazione. Confronti anche accessi, lotte tra fazioni, pregiudizi politici e sociali ci hanno spesso abituato allo scontro anche fisico, alla vicinanza, al contatto. Così come la vita personale è fatta anche di condivisione e dunque di prossimità.

La distanza (il distanziamento) di oggi spingono ognuno di noi lontano dall’altro in una orribile prospettiva orwelliana dove ordine e disciplina assumono le sembianze di un grande fratello compassionevole e spietato, ma privo di pathos. Speriamo che in un soprassalto le emozioni possano presto riprendere il sopravvento per scongiurare il peggior effetto di quanto stiamo vivendo, l’alienazione psicologica personale e sociale!

bookmark icon
Aspetta un attimo...

Sottoscrivi la nostra newsletter

Vuoi essere avvisato quando pubblichiamo nuovi articoli? Inserisci il tuo nome e il tuo indirizzo e-mail.