INTESA

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La parola della settimana

Si sente sempre parlare, si fa uso frequente del termine di questa settimana. L’accordo raggiunto in Europa sul Recovery Fund per riavviare il Vecchio Continente dopo il lockdown e mentre ancora l’emergenza mondiale non si attenua dovrebbe fondarsi proprio sul concetto che il vocabolo esprime. Proviamo ad analizzarlo.

Ci riferiamo ad intésa termine sostantivato di inteso, participio passato del verbo intendere. Molti i possibili significati secondo il dizionario ai quali guardare e sui quali riflettere. In primo luogo si indica con questa parola il tendere l’animo verso qualche cosa per avvertire, conoscere, comprendere; attenzione, o ancora, stare attento, stare sull’avviso. Vi è poi il significato più immediato, quello di accordo, per lo più (ma non necessariamente) segreto e riservato, fra due o più persone, enti, organismi. L’intesa allora può essere definita tacita, programmatica quando si fonda su un piano da attuare o da svolgere.

In linea più generica, si definisce intesa anche l’accordo tra persone che si siano intese su un’azione da intraprendere, o che più semplicemente si siano ben intese tra loro. In questo senso, vorrebbe dire che si sono capiti, che hanno compreso diritti e doveri reciproci a difesa dell’essere in accordo appunto e a garanzia di quanto da esso dovrà scaturire. L’intesa può essere riferita a ciò che si deve fare o non fare, dire o tacere. Sovente, nella parta attuativa di un’intesa di qualsiasi genere è facile imbattersi in affermazioni come queste: si vede che non c’è stata intesa, l’intesa è mancata, che non vi siete bene intesi.

La parola può anche indicare un essere d’accordo fatto di cenni, di riferimenti se non concordati facilmente intuibili per far capire l’un l’altro, con un rapido movimento degli occhi, delle mani, con la stessa postura di essersi intesi, di essere d’accordo. Un ambito questo che trova la massima espressione nelle attività sportive soprattutto in quelle di gruppo, dove la coordinazione tra i componenti di una squadra nello svolgimento di una gara, può fare la differenza nei risultati. Valore che si può agevolmente trasferire e comprendere in ogni aspetto della vita che comporti un’azione comune, concordata, condivisa.

Vi sono poi altri significati più particolari. Come nel linguaggio politico, dove ad esempio si parla di accordo fra stati, e anche, più concretamente, gli stati che sono uniti fra loro da un accordo; spesso, in precisi riferimenti storici, come nome proprio: l’Intesa o la Triplice Intesa quella stabilitasi (dal 1907-08) fra Gran Bretagna, Francia e Russia contro la Triplice Alleanza; oppure quella balcanica, ossia l’accordo politico stipulato nel 1934 fra Iugoslavia, Grecia, Romania e Turchia allo scopo di contrastare il revisionismo politico-territoriale della Bulgaria; o anche come la piccola intesa, l’alleanza stipulata (1920-21) fra Cecoslovacchia, Iugoslavia e Romania allo scopo di opporsi a una restaurazione della potenza territoriale dell’Austria-Ungheria.

La storia ci porta poi esempi diversi, come la cosiddetta intesa cordiale (più nota nell’espressione francese “entente cordiale”) , quando i termini dell’accordo sono diretti a mantenere un positivo e pacifico impegno tra soggetti, stati, gruppi o persone. Non poteva mancare a questa analisi anche il quadro economico dove il linguaggio e la parola fanno riferimento all’accordo tra imprese da cui derivano obblighi reciproci per i contraenti ma non la perdita completa della loro autonomia economica (rientrano perciò tra le intese i cartelli per esempio ma non i trust).

La parola ha poi alcuni sinonimi, come concertazione, alleanza, lega, patto, concordato, convenzione. Così come può indicare la consonanza di idee, di sentimenti e simili fra persone: affiatamento, armonia, feeling.

Come sempre districarsi sui possibili usi e significati ci connette con l’intero universo dell’agire umano, con i comportamenti singoli e di gruppo, di istituzioni e via dicendo. Un caleidoscopio che riflette perfettamente l’essere sociale dell’umanità, soprattutto se guardiamo alla evoluzione storica delle intese, scoprendo quanto essere significano, proprio nel momento in cui vengono meno, vengono violate o non rispettate. Divenendo così pietra di paragone per quelle che potrebbero realizzarsi in futuro nei corsi e ricorsi ai quali la storia, “vichianamente”, ci ha abituati.

Ma è anche evidente che solo l’umanità nel suo insieme e non solo i singoli, possono far avanzare e mantenere la civiltà al suo più maturo livello, soltanto se la capacità di intendersi, di capirsi per bene, viene coltivata e mantenuta viva. E, soprattutto se sono chiari fin da subito eventuali riserve mentali, retro pensieri e così via. Ovvero la possibile strada per vanificare l’intesa raggiunta. La storia dell’uomo ci mostra ad ogni era, ad ogni epoca, il plastico delinearsi di questa parola apparentemente logica e condivisibile! E ce ne svela nel tempo anche i suoi lati oscuri!

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