La distanza più breve

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La distanza più breve. Finale di partita per Costante e Serravalle
Vincenzo Maimone
Noir
Frilli Genova
2020

Acireale. Estate. Sono ormai trascorsi tre mesi dall’esplosione che ha sconvolto la vita di Tancredi Serravalle. Il killer Gregorio Tringali ha ucciso la moglie Camilla, azionando il telecomando a pochi metri dalla macchina, rimanendone ferito e rendendosi poi irreperibile. Da quel giorno la figlia Chiara, otto anni e lunghi capelli castani, si rifiuta di salire in automobile e riempie pensieri e preoccupazioni del padre, un bravo professore ancor più smarrito nel periodo di vacanze lavorative. L’amico commissario Giacomo Costante, dotato di uno splendido Panama di Paglia Toquilla regalatogli dalla compagna Carla, sente il peso del senso di colpa (da parecchio non riesce a chiamare Tancredi) e dei casi ancora irrisolti, i due voluminosi faldoni dell’esplosione (la pratica rischia di essere archiviata la settima successiva) e del delitto dell’onorevole Mastroeni, una faida non certo conclusa. L’altro onorevole, Adolfo Collura, mediocre ambizioso rampollo in carriera di una facoltosa famiglia di palazzinari, viene convocato dal reggente della cosca per lungo tempo dominante della zona, don Sebastiano Bastianazzo Capodicasa, suo protettore. Il fatto è che lo manda a chiamare anche l’ex compagno di Bocconi (un quindicennio prima) Michele Borrello che, fra piste di polveri bianca e squillo fenomenali, gli propone di tradire e porta solidi argomenti, non solo un ricatto. Collura gli si accoda e viene di fatto variamente coinvolto in omicidi e attentati. Costante indaga con acume e trova il tempo di incontrare finalmente l’amico, proprio quando Giacomo si rifà vivo con ulteriori drammatiche minacce. Tancredi e Chiara vorrebbero frequentare Caterina, sarà una corsa non solamente contro il tempo.

Il colto professore associato di filosofia politica Vincenzo Maimone è nato (nel 1970) e si è laureato a Messina, lavora all’università di Catania, risiede e ambienta i suoi romanzi ad Acireale, bella e anticamente potente, quasi a metà strada fra i due capoluoghi. Oltre che con famiglia, cucina e moto si diletta efficacemente nella letteratura di genere con il duo Costante-Serravalle giunti alla quinta avventura, godibile spunto per commentare le contraddittorie cronache contemporanee di una terra amata, armata e complicata. I finali di partita corrono paralleli a breve distanza (da cui titolo e sottotitolo): la palpitante vicenda personale di Serravalle, la criminale guerra mafiosa di fronte a Costante. La narrazione è in terza varia su una decina dei personaggi protagonisti, seriali o meno, buoni e cattivi, amici e nemici, destinati a uccidere o a morire o a tornare. Si sottolinea la similitudine tra la filosofia e l’indagine poliziesca, sono entrambe forme di investigazione che hanno bisogno dell’attenzione ai dettagli per poter progredire e per poter individuare la soluzione migliore. Hanno, dunque, assoluta necessità di un irrispettoso affettuoso interlocutore (oltre alla sacralità del porsi sempre dubbi), il demone socratico per Tancredi, Carla per Giacomo. A sua volta (omicida) il padre morto per il killer. Segnalo la Timpa, soprattutto a pag. 39. Whisky e birra in buona quantità. Wish You Were Here dei Pink Floyd quando i due amici si reincontrano al bar.

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