Il Natale del Grande Fratello

 -  - 


I dpcm di un governo ormai “padrone” della nostra vita

A Natale puoi, recitava il motivo conduttore di una pubblicità dedicata ai giorni della festa. Oggi, nella seconda ondata della pandemia, nel nuovo universo concentrazionario nel quale stiamo scivolando. Il refrain è mutato divenendo: a Natale non puoi fare questo, quello e quell’altro. Dimentica le belle feste di una volta, gli abbracci fraterni, i buoni sentimenti, gli auguri. In quel dopo nel quale siamo immersi nulla di tutto questo ci è concesso. E’ come essere calati in un incubo, in qualcosa che sta modificando rapidamente e forse in modo irreversibile le nostre esistenze.

Qualche anno fa l’attore comico Jim Carrey, da sempre riconosciuto per la sua ironia demenziale, si misurò con un ruolo altamente drammatico dandoci l’esatta percezione dell’incubo che sembra non finire mai. Parliamo del film The Truman Show, la storia allucinante di Truman Burbank un trentenne apparentemente pieno di vita e sempre sorridente che non sa di essere l’attore protagonista di uno spettacolo televisivo, un racconto sulla sua stessa vita, ripresa in diretta sin dalla nascita, quando fu prelevato da una gravidanza indesiderata e “adottato” da un’emittente televisiva. 

Certo una pellicola estrema, ma con dei riferimenti abbastanza calzanti a quello che sembra accadere all’umanità intera e alla nostra vicenda di italiani. Premettendo sempre la necessità delle misure antipandemia e l’obbligo di ognuno di noi di rispettare gli altri rispettando se stessi, appare tuttavia assai evidente come la nostra esistenza sia ormai segnata da una condizione assai prossima a quella dei partecipanti al grande fratello, format televisivo mondiale ed emblema per molti dell’universo concentrazionario che può accadere sperimentando quello che può accadere concentrando più persone in luoghi circoscritti per studiarne i comportamenti. Una sorta di ingegneria sociale, per capirci.

E il format, in buona sostanza, altro non è che l’allucinante realtà parallela vissuta dal povero Truman che però al contrario dei partecipanti volontari ad esso, non sa di essere la cavia di un esperimento che altro non è che la sua vita, costruita su di lui e contro di lui. Al di là del messaggio finale dove il povero alienato si libererà dalla costrizione e vivrà veramente, la condizione nella quale la pandemia ci sta facendo lentamente scivolare è per molti aspetti assai simile a questo assurdo cui abbiamo fatto riferimento.

Non è un iperbole e neppure una voluta esagerazione il fatto che la nostra quotidianità sia ormai da dieci mesi governata da decreti del governo che quale moderno leviatano ci dice da un lato e ci vincola dall’altro a fare quello che una “mente superiore” ritiene giusto per la nostra salute e la nostra sopravvivenza. Questa mens superior ha le fattezze di un comitato di esperti e scienziati dei quali avvertiamo sempre più la distanza dal problema sul quale incidono. Si dirà se un chirurgo prova pietà per un paziente non riesce ad inciderne le carni per tentare di salvarlo. E però il messaggio che ci arriva è che poiché non siamo capaci di capire, allora dobbiamo ubbidire alle norme, alle regole che ci vengono consigliate/imposte e nel caso non siano sufficienti veniamo colpiti dalla condanna per la nostra irresponsabilità.

Ecco perché le norme sul prossimo Natale, sullo sci, sulla chiusura di baite e rifugi, dopo quella delle scuole ed università, di bar e ristoranti, i distanziamenti sugli autobus e nelle file per la posta e la sequela di adempimenti limitativi che ci seguono passo passo dalla mattina alla sera, vengono avvertiti sempre più con lo straniamento proprio di una rappresentazione come il grande fratello appunto o il suddetto show di Truman.

Con una differenza, che il povero Truman non sa e noi invece capiamo benissimo dove siamo e dove stiamo andando. E al contrario dei partecipanti al format non lo facciamo volontariamente ma sotto condizionamento che dovremmo però in ossequio alle disposizioni impartite rovesciare in comportamenti coscienti ed accettati.

Ancora, quel grande fratello non è solo format ma quella forza estranea che ci controllo a ci guida senza che possiamo comprenderne le finalità e gli scopi ultimi. Qualcosa di simile ad un altro film “Farenheit 451” nel quale la grande mente conduttrice dell’umanità cancella i libri, la saggezza antica per forgiare un’umanità felice del non sapere o del sapere solo quello che serve al benessere pensato per lei.

L’orizzonte fosco può sembrare eccessivo ma è sempre meglio rimanere vigili e attenti alle contraddizioni di questo nostro vivere. Come il povero Truman capisce alla fine l’inganno che lo ha guidato  e come i resistenti di Farenheit che continuano ad imparare a memoria i libri che vengono poi bruciati e cancellati per l’universo radioso di chi controlla, anche noi con mascherina e distanziati non dobbiamo spegnere il cervello e vedere il rischio di una stagione che al di là della pandemia sta durando troppo a lungo per l’equilibrio e la salvezza del nostro sistema democratico imperfetto certo, ma sempre preferibile alla ragionieristica conduzione del paese affidata a tecnicismi e meccanismo notarili. E questo sia detto con simpatia e rispetto per i notai! 

2 recommended
bookmark icon
Aspetta un attimo...

Sottoscrivi la nostra newsletter

Vuoi essere avvisato quando pubblichiamo nuovi articoli? Inserisci il tuo nome e il tuo indirizzo e-mail.