Variante

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Una volta si sottolineava che la varietà è quasi sempre un arricchimento e induce ad una riflessione sul proprio modo di essere e sulle cose. Ebbene, oggi, a causa della pandemia di covid 19, anche questo è divenuto un elemento di afflizione e sofferenza.

Invece di varietà, ormai desueta, si parla, si conciona, si discute, si analizza, il termine “variante”. E’ in un certo senso un passaggio obbligato, dall’altro un nuovo incubo che si aggiunge alle altre, tante, incertezze esistenziali e pratiche. Partiamo, come sempre, dal vocabolo. Con esso si indica una modificazione rispetto a un esemplare o tipo che si considera fondamentale; o ancora ciascuna delle diverse forme, dei diversi aspetti con cui una cosa si può presentare rimanendo sostanzialmente identica. Si pensi ad esempio ad un’opera d’arte  o d’arte figurativa (pittura, scultura, architettura) di cui l’autore stesso, o un suo allievo, abbia fatto più di un esemplare con caratteristiche differenti di forma, colore, di particolari decorativi, e così via).

La parola può anche fare riferimento ad una modificazione apportata a un itinerario prefissato, a una gara sportiva tradizionale, al diario stabilito per una serie di competizioni. Soprattutto nello sport, allora. Nell’automobilismo, si intende un’interruzione di un tratto rettilineo del circuito di gara costituita da due curve ravvicinate, la prima in una direzione, la seconda nella direzione opposta (così da riportare il percorso nella direzione iniziale), inserita al fine di rallentare la velocità delle auto che altrimenti potrebbe raggiungere valori pericolosi.

Di variante si parla anche nell’alpinismo riferendosi ad un percorso diverso seguito per un certo tratto nel ripetere in parete una via tracciata nel corso di una precedente scalata. Anche nel gioco degli scacchi, si indica una serie di mosse connesse tra loro in base a un piano unitario, o per prevedere lo sviluppo delle mosse di risposta dell’avversario; può anche essere forzata quando un giocatore non può evitare un seguito di mosse forzate; o di patta quando comporta un risultato di parità. Di variante si parla anche come continuazione estesamente analizzata delle mosse di apertura.

Esistono poi anche altri significati specifici. In linguistica, ad esempio, ciascuno dei diversi aspetti con cui si può presentare un medesimo vocabolo, quando in esso vi siano uno o più elementi modificabili; sempre per il dizionario, il rapporto tra i varî aspetti può essere di natura varia, sicché, assunta per convenzione una delle forme come fondamentale, l’altra può essere considerata sullo stesso piano e la scelta fra l’una e l’altra è determinata da ragioni e preferenze personali oppure su un piano diverso, potendosi classificare una variante come antiquata , regionale, poetica, meno comune, meno corretta. Nelle dottrine linguistiche più recenti (fonematiche e strutturalistiche), si delinea la diversa forma che, pur conservando la propria individualità funzionale, può assumere un elemento del sistema (fonema, grafema, morfema, e anche sintagma e lessema), sia per la sua posizione nel contesto sia per la particolare realizzazione personale di chi parla o scrive.

Esiste poi una lettura che riguarda la forma diversa con cui si tramanda un proverbio, un detto proverbiale, un canto popolare, ecc.; per es., le diverse varianti con cui si presenta la filastrocca popolare relativa alla Candelora, ecc. In filologia, sono dette varianti le diverse lezioni che si offrono alla scelta dell’editore per costituire il testo critico, riscontrabili nei manoscritti e nelle stampe che, nel loro insieme, formano la tradizione del testo (variante è ciascuna di queste lezioni rispetto a una lezione di riferimento). Una classe speciale sono quelle dette di autore introdotte dall’autore stesso nel suo testo in seguito a ripensamenti o rielaborazioni, durante la stesura dell’opera o in redazioni successive.

Nel campo delle costruzioni, si indica una soluzione diversa da quella originale per un’opera architettonica, sia allo stato di progetto, sia già costruita. Questo secondo caso è caratteristico delle costruzioni stradali: la variante è un tratto di strada, aperto in un secondo tempo, allo scopo di consentire migliori condizioni di transitabilità in un particolare tratto di una strada preesistente. In urbanistica, è frequente quella ai piani regolatori, come modificazione settoriale apportata, a seguito dell’insorgere di nuove esigenze, al piano regolatore generale o particolareggiato di un centro urbano; e varianti possono esservi in corso d’opera ovvero modifiche parziali apportate a un progetto edilizio in fase di attuazione.

Ed eccoci, pian piano, arrivare alla scienza e alla microbiologia, dove sono dette varianti le colonie e cellule batteriche che assumono caratteristiche morfologiche diverse da quelle consuete. Dai batteri ai virus potremmo dire il passo è facile, non breve né scontato.

Un anno fa eravamo alle prese con la pandemia e avevamo di fronte il virus sconosciuto. Oggi il virus è un po’ meno sconosciuto, ma stiamo assistendo alla sua continua mutazione in forme diverse che assumono il nome o si aggettivano con la possibile provenienza iniziale della mutazione. Così da quella inglese, siamo passati a quella indiana, poi a quella brasiliana, alla nigeriana. Ogni giorno si avverte da parte degli scienziati e del personale medico la possibile presenza di un virus mutato in tanto o in poco, ma certamente modificatosi. Con la rincorsa a stabilire se i vaccini ancora agognati e solo in parte resi disponibili siano in grado di coprire anche queste nuove varianti oppure ad ognuno servirebbe uno specifico mezzo vaccinale di contrasto.

Si può ormai dire che le varianti del covid hanno preso il sopravvento sul ceppo originario e dunque invece di combattere la battaglia contro “il” covid, ora siamo di fronte allo scontro con “i” covid, con tutto quello che di preoccupante emerge quando il “nemico” appare più veloce di noi nella reazione a ciò che lo circonda. Una battaglia impari della quale ancora non si intravede con chiarezza la via d’uscita!

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