Lucio Magri

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Lucio Magri. Non post-comunista, ma neo-comunista
Simone Oggionni
Storia e Politica
Efesto Roma
2021
Pag. 357 euro 15

Italia. 1932 – 2011. Lucio Magri (Ferrara, 19 agosto 1932 – Bellinzona, Svizzera, 28 novembre 2011) è stato un grande illustre dirigente della sinistra comunista italiana, eccelso studioso autodidatta (dopo la maturità classica), protagonista autorevole in vari passaggi della storia politico-istituzionale del dopoguerra, molto conosciuto e apprezzato a livello internazionale. Intrecciando sempre il gusto per la ricerca culturale con l’impegno diretto in partiti e movimenti, scrisse molto e chiaramente: saggi di vasto spessore scientifico e articoli di commenti quotidiani, documenti e mozioni destinati a un uso collettivo, interventi nelle aule parlamentari o in pubbliche conferenze. Molto è possibile rintracciare anche oggi. Non esiste una biografia completa di Magri, ora è però finalmente uscito un ottimo testo che riprende la dettagliata evoluzione storica e i fili abbastanza coerenti della maggior parte dei suoi scritti, con un continuo pertinente riferimento alle vicende politiche nelle quali era immerso e alcuni delicati cenni anche alla vita cosiddetta privata (termine da usare con grande pudore e cura per alcune generazioni di militanti comunisti). Magri cresce a Bergamo e a scuola inizia a “militare”, dapprincipio e a lungo nel movimento giovanile della Democrazia Cristiana, mostrando presto doti intellettuali e morali di notevole spessore e divenendo perciò punto di riferimento per tanti altri giovani impegnati. Entra nel Pci a cavallo dell’indimenticabile 1956 e vi resta fino alla radiazione a fine anni sessanta del gruppo del Manifesto, di cui è uno dei leader. Per quasi dieci anni diviene poi segretario di un piccolo partito, dal 1978 al 1984 come unico riconosciuto legittimato segretario nazionale del Pdup. Tornerà poi nel Pci fino allo scioglimento e alla trasformazione, sarà capogruppo di Rifondazione Comunista alla Camera per tre anni, infine attento partecipe dei travagli della sinistra italiana, autore di significativi saggi e conferenze, non solo nel nostro paese.

Nel giugno 2010 Lucio Magri fu invitato a Marzabotto, presso la Scuola di Pace di Montesole, per relazionare ai giovani di Rifondazione Comunista in un seminario pubblico. Venne chiamato, presentato e introdotto dal loro segretario (appena eletto) Simone Oggionni (Treviglio, Bergamo, 1984) che ha ora scritto questa ottima monografia sullo stesso Magri. Dopo l’accorata toccante prefazione di Luciana Castellina (Roma, 1929), che fu da sempre legatissima a Magri, e una propria breve introduzione, l’autore ha organizzato il testo in tre parti, la prima, lunga e precisa, dedicata alla “vita di Lucio Magri nel contesto dell’Italia e del mondo” (1950-2010); la seconda con l’inedito testo sbobinato di Marzabotto, “La storia dei comunisti in Italia e le nostre prospettive: da dove veniamo, dove vogliamo andare” (2010); la terza con le acute personali riflessioni dell’autore sulle idee di Magri, “Spazio e ruolo del magrismo: attualità e nodi aperti” (2020). Il libro sarebbe molto piaciuto a Magri, un taglio tutto “politico”, pochi salamelecchi superflui e molta profonda sostanza, rilevante per futuri studi sul pensiero marxista comunista e sul Partito Comunista Italiano (1921-1991). Il testo è tutto su una singola straordinaria personalità intellettuale, ovvio che vi siano parzialità e vuoti. L’autore cerca di tener conto del rapporto fra scritture astratte e politiche effettive, Magri riuscì quasi sempre a essere concreto e lucido nella temperie dei confronti e degli scontri; le sue ricostruzioni di quanto era avvenuto prima furono sempre lucide, nel segno dell’innovazione anche teorica di fronte alle novità del capitalismo reale; tuttavia, nel mentre accadevano gli eventi, le dinamiche erano sempre collettive e i contributi individuali storicamente determinati, non somme, sintesi o elisioni di intelletti. Tanto più che pacifismo, ecologismo, femminismo ebbero una loro specifica storia. Nelle esistenze, inoltre, il privato svolge ruoli plurimi, biologia e psicologia pesano più di quel che si crede, anche in politica. Magri era un maschio di invidiabile aspetto fisico e notevole rigore valoriale, spesso si mostrava poco accattivante nei modi, geloso del proprio carattere e dei propri affetti. Alcuni passaggi vitali ne furono condizionati, come per tutte le umane plurivalenze, fino alla fine, ai due viaggi in Svizzera e al piccolo cimitero di Recanati. In fondo al testo la bibliografia essenziale, primariamente i suoi scritti, poi gli altrui saggi politici e culturali utili a contestualizzarli, e la postfazione di Famiano Crucianelli. Non ci sono indici di nomi e argomenti. In copertina la bella lettera scritta a Magri da Sartre nel luglio 1962. Il sottotitolo è la dedica di Magri all’autore, firmandogli il libro più importante, Il sarto di Ulm.

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