Ufo, Wap e i conti che non tornano: un mistero che dura da settant’anni

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Entro fine giugno, gli americani, su richiesta della precedente amministrazione Trump, dovrebbero rilasciare un documento nel quale si fa luce sul mistero degli UFO. Si dà il caso che il New York Times, abbia già pubblicato delle indiscrezioni su tale documento. A quanto scrive il giornale in questione, questi UFO sarebbero reali, quindi se qualcuno avesse mai pensato che si tratti di allucinazioni, burle o travisamenti vari, si ricreda perché tali non sono. Sul giornale americano c’è anche una affermazione sottile, ma sostanziale. Nel documento non si parlerebbe di UFO, bensì di WAP cioè non di oggetti volanti non identificati, piuttosto di fenomeni aerei non identificati. C’è una bella differenza: un oggetto, se si esclude l’origine naturale, è un artefatto che presuppone qualcuno che lo costruisca. Un fenomeno è invece qualcosa di non definito che non implica necessariamente l’esistenza di artefatti.

Tuttavia si parla anche di una tecnologia avanzata, anzi talmente avanzata da violare alcune leggi fisiche note. Ma allora esiste una tecnologia in grado di produrre fenomeni senza necessariamente che questi siano legati ad oggetti?

Non è dato saperlo. In ogni caso, le cose sono due: o qualcuno sulla terra produce questi ‘fenomeni’, oppure questo qualcuno sta altrove. Ma qui il documento, almeno dalle indiscrezioni che circolano in questi giorni, è molto chiaro. Non ci sono prove che siano di origine extraterrestre. Non ci sono prove, non significa che ci siano prove del contrario. Come diceva Albert Einstein, la mancanza di una prova non è la prova di una mancanza. Quindi potrebbero essere, ma potrebbero anche non essere. A questo punto si fa però un’altra affermazione importante: questi cosiddetti fenomeni non sono realizzati dagli americani, ma potrebbero essere russi o cinesi. Quindi, niente inglesi, francesi o altri. Si parla esclusivamente di russi e cinesi.

Ed ecco che qualcosa non torna.

Innanzi tutto il fenomeno UFO risale almeno in epoca moderna al 1947, quando il pilota Kenneth Arnold vide un gruppo di flying saucer, come venivano chiamati allora gli UFO, sul monte Rainier. Ma se vogliamo andare ancora più indietro nel tempo, già nella seconda guerra mondiale, piloti tedeschi ed alleati vedevano e fotografavano questi oggetti, credendo ognuno che fossero armi segrete del nemico. Escludendo i cinesi che in quei tempi erano sprovvisti di tecnologie di qualsiasi tipo, rimangono i russi che a quanto pare, già alla fine degli anni ’40 dovevano disporre di conoscenze scientifiche e tecnologiche talmente avanzate da impressionare persino uno scrittore di fantascienza. E i servizi segreti americani in settanta anni non si sono minimamente preoccupati, né hanno raccolto prove sufficienti a dimostrare al di là di ogni ragionevole dubbio che i responsabili del fenomeno erano e continuano ad essere i russi? Poco credibile.

Altra questione: come mai se i russi sono in possesso di armi segrete così sofisticate, se ne vanno in giro per il mondo da sette decenni inseguendo persino aerei e ultimamente navi americane, con il rischio di essere abbattuti e consentire ai ‘nemici’ di impadronirsi della loro tecnologia? Poco credibile anche questa ipotesi.

Ma allora, visto che come affermano le indiscrezioni del NYT, questi aggeggi o fenomeni che dir si voglia esistono, restano due possibilità: o sono americani o vengono da chissà dove. Attenzione.

Chissà dove, non significa necessariamente altri pianeti. Potrebbero essere macchine del tempo che provengono dal futuro e oggetti provenienti da altri universi. Ma supponiamo che siano americani. Perché armi del genere vengono mandate in giro per il mondo ed inviate ad inseguire aerei e navi della stessa nazione come se volessero giocare?

Chi possiede tecnologie simili, si guarda bene da farle vedere in giro. Il NYT parla anche di fenomeni ‘transmedia’, cioè in grado di volare nella nostra atmosfera, nello spazio esterno e di compiere inoltre manovre che richiedono accelerazioni di centinaia di ‘g’ cioè della accelerazione di gravità terrestre e successivamente di inabissarsi nell’oceano senza per altro produrre onde. Stiamo parlando quindi di qualcosa che sfugge assolutamente alla nostra comprensione e che nessun sistema noto di propulsione convenzionale o ipersonica è in grado di produrre.

C’è anche un’altra considerazione da fare: il nostro pianeta è sotto diretta osservazione di satelliti ed aerei spia talmente sofisticati da poter leggere la targa di una macchina in movimento su una strada. Se questi ‘fenomeni’ esistono e il documento ne conferma l’esistenza, occorrono fabbriche che li producano, luoghi da cui decollano.

Nessuno ha mai visto nulla? Americani, inglesi, francesi, russi, cinesi, tutti sono in possesso di satelliti militari, ma nessuno ha mai visto dove si producono e da dove partono! Se vogliamo trarre delle conclusioni e se le indiscrezioni del giornale americano sono corrette, il documento non dice niente. Come avrebbe detto Shakespeare, tanto rumore per nulla. Il fenomeno UFO è studiato dagli americani almeno dagli anni sessanta, quando il progetto ‘blue book’ si incaricò di catalogare tutti gli avvistamenti di oggetti ‘strani’. Pensare che in oltre mezzo secolo, nessuno abbia capito nulla è poco o per niente credibile. C’è anche da considerare che negli USA, tutto ciò che riguarda questo ambito è coperto da un segreto addirittura superiore alla classifica ‘Top Secret’. Che improvvisamente tale segreto venga violato semplicemente perché un presidente per altro non più in carica ne abbia richiesto la pubblicazione degli atti, non è assolutamente immaginabile. Nonostante documenti ed indiscrezioni, quello che non si sapeva prima non si sa adesso.

Dagli anni cinquanta in poi, il governo statunitense ha speso centinaia di milioni di dollari per indagare sul fenomeno coinvolgendo scienziati, enti governativi ed aziende di altissimo livello. Pensare che l’unico risultato ottenuto sia quello che consente di dire soltanto, potrebbe essere, potrebbe non essere, non si sa, non convince nessuno.

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