Africa: il continente dimenticato

 -  - 


Mentre la campagna di vaccinazione sembra aver preso slancio nella maggior parte dei paesi industrializzati, nel Terzo Mondo la pandemia Covid-19 sta raggiungendo dei picchi che, senza l’immediata messa in campo di misure adeguate, potrebbero mietere più vittime che nel resto del Pianeta, vanificando anche gli sforzi fin qui sostenuti dalle nazioni più ricche e virtuose. A preoccupare l’Organizzazione Mondiale della Sanità è soprattutto l’evoluzione dell’epidemia in Africa che, con il suo miliardo e trecento milioni di abitanti, sta vedendo moltiplicare a dismisura la diffusione dei contagi, causando migliaia di vittime ed innescando esodi di massa verso le regioni meno colpite e verso l’Europa. Azioni di contenimento come quelle predisposte dalla maggior parte dei paesi sviluppati sono del tutto impensabili nel Continente Nero, dove la promiscuità, la carenza di acqua potabile e le condizioni igienico-sanitarie del tutto approssimative fanno si che la circolazione del virus sia di fatto inarrestabile. Secondo gli esperti l’unico modo per fronteggiare l’onda epidemica è la somministrazione del vaccino anti Covid almeno a metà della popolazione. Una sfida impossibile, visto l’assoluta mancanza di attrezzature a disposizione delle varie istituzioni sanitarie e la frammentazione delle comunità sull’immenso territorio. Anche il solo monitoraggio dei contagi è un’impresa irrealizzabile. Secondo i dati resi noti dall’organizzazione umanitaria Amref, da sempre in prima linea nel fronteggiare le emergenze sanitarie in Africa, alla data del 18 giugno 2021 i contagiati sarebbero oltre 5 milioni ed i decessi accertati sopra la soglia dei 130mila casi. Stime del tutto approssimative, visto che, analizzando i dati, la nazione più contagiata è il Sud Africa con un milione e 700mila positivi, seguita dal Marocco, dalla Tunisia e dall’Egitto, cioè i Paesi più sviluppati dell’intera Africa ed i soli con la possibilità di tracciare la diffusione del virus e di avviare una campagna di prevenzione che, prima ancora della campagna di vaccinazione, consenta un adeguato distanziamento tra le persone. Tra le due estremità del Continente la situazione è a dir poco disastrosa: dalle immense bidonville delle città nigeriane ai deserti della Somalia, l’assoluta mancanza di forme di controllo sociale sta portando dritto ad una catastrofe umanitaria. L’unica strada per fronteggiare questo flagello sarebbe l’adozione di una campagna di vaccinazione di massa, un auspicio che al momento lascia il tempo che trova. Secondo gli esperti per arrivare alla cosiddetta immunità di gregge si dovrebbe raggiungere l’obiettivo di vaccinare il 60% della popolazione, cioè poco meno di 800 milioni di abitanti, un’impresa che dovrebbe prevedere la somministrazione di un miliardo e mezzo di dosi di vaccino mentre al momento solo 35 milioni di persone hanno avuto la possibilità di ricevere il potente antidoto. Una copertura irrisoria, che sta facendo deflagrare l’epidemia non solo a livello continentale ma anche su scala globale, visto i continui flussi di migranti che tentano di sbarcare in Europa o di percorrere le strade del Vicino Oriente. Secondo gli ultimi aggiornamenti il numero dei contagi in Africa è aumentato del 15% negli ultimi 30 giorni, un trend che se dovesse essere confermato anche nei prossimi mesi avrebbe un impatto devastante sulla campagna di vaccinazione a livello planetario. Secondo le stime più recenti infatti le persone vaccinate in tutto il mondo con la seconda dose del vaccino ammontano a poco più di 750 milioni, l’equivalente del 10% della popolazione globale. Una goccia nell’oceano, anche perché la maggior parte di queste sono concentrate nei Paesi Occidentali ed in Cina, ed in un mondo interconnesso pensare di debellare un’epidemia di questa portata senza un approccio globale al problema non può che far presagire degli scenari catastrofici.

2 recommended
bookmark icon
Aspetta un attimo...

Sottoscrivi la nostra newsletter

Vuoi essere avvisato quando pubblichiamo nuovi articoli? Inserisci il tuo nome e il tuo indirizzo e-mail.