Bolle di sapone

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Bolle di sapone
Marco Malvaldi
Giallo
Sellerio Palermo
2021
Pag. 269, euro 15

Pineta e Calabria. Prima metà del 2020. Tempi di mascherine e distanziamento, cupi per il BarLume. Il barista matematico cinquantenne Massimo Viviani è preoccupato per più di una ragione: il 15 febbraio va a prendere in aeroporto la madre settantenne Maria Giuliana Liberata detta Gigina, geniale ingegnera e scacchista spesso in giro per il mondo, ed è costretto a farle capire che dovrebbe dormire almeno un paio di mesi da lei, ha comprato casa insieme alla fidanzata Alice Martelli e la villetta in zona san Sisto, su due piani, con giardino, è in ristrutturazione; la suddetta vicequestora Alice al momento è purtroppo a un corso di aggiornamento per la polizia, tecniche informatiche antiriciclaggio, qualche settimana in Calabria; il 20 febbraio Ampelio, ultranovantenne diabetico padre di Gigina e nonno di Massimo, cade da uno sgabello (nel tentativo di prendere il barattolo della Nutella) e si rompe il femore, deve lasciare sola (che meraviglia) l’ottantottenne moglie Tilde Cantini e starsene per un bel po’ in ospedale, mancando di conseguenza a vari impegni pratici e sociali; la domenica successiva la partita Torino-Parma viene rimandata a causa dell’emergenza Covid-19, lasciando Massimo ancor più deluso, la partita del Toro risulta sempre uno dei suoi punti cardinali; i Vecchietti orfani di Ampelio, il coetaneo Gino Rimediotti, l’ottantaseienne Pilade Del Tacca e l’ultraottantenne Aldo Griffa sono sempre più avviliti. Il bar non si può frequentare, loro stanno di continuo a spulciare ogni tipo di statistica esistente al mondo sul virus, soprattutto relative alla mortalità comparata, e Massimo può scherzarci davvero poco. Occorre inventare qualcosa, magari ci vuole che accada qualcosa di criminale da spettegolare comunque, a distanza: non è che davvero Alice è alle prese laggiù con un doppio omicidio (fucilata e avvelenamento) di una coppia di anziani innamorati pizzaioli? Indaghiamo!

Lo scienziato scrittore (già allievo di conservatorio e buon pongista) Marco Malvaldi (Pisa, 1974) è una garanzia di piacevole divertente intrattenimento giallo. Qui tornano gli spassosi toscanacci apparsi nel 2007 e già protagonisti di otto romanzi, una decina di racconti e vari episodi televisivi (Sky). Come sempre la narrazione è in terza varia al passato, questa volta una selva di dialoghi nei vari separati contesti o via schermi Zoom, arguti ed esilaranti. Con l’occasione, scopriamo molte più cose dei trascorsi e della vita privata di tutti i protagonisti seriali. Approssimate tutte le età dichiarate, evolvono con i romanzi. Segnalo il metodo tramandato di madre in figlio per ricordare tutti i numeri di telefono senza mai appuntarli, trasformando i numeri in consonanti, a pag. 108. Si beve ancora molto, sia tè del pirata che rum caraibico, anche se da una parte Massimo (molto ingrassato, la bilancia materna dice 90,3 ovvero 8 chili più di due mesi prima) ha ricominciato a zuccherare il caffè che si prepara sul lavoro e dall’altra parte, fuori, vanno forte i cocktail già pronti da portare via per l’aperitivo casalingo, che Marchino si è inventato, quasi salvando il locale. La musichetta del cellulare di Aldo è l’inizio del brano Hallelujah dell’Oratorio “Messiah” di Händel. La trama è ardita: le coincidenze esistono o vengono spiegate (pure quelle del tifoso del Torino), la squadra investigativa è funzionalmente corale, il mistero si risolve con misura e sensibilità sociale, ma quando saranno tutti di nuovo a casa a festeggiare il compleanno di Ampelio, il 4 giugno, arriveranno altre novità. Una lettura corroborante quando non si ha tempo o voglia di aprire un libro, s’impara con un sorriso (abbastanza noir e criminale).

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