Catasto

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Esistono parole al pronunciare le quali si aprono scenari su scenari e che fanno immediatamente pensare a questioni economiche e a tutto ciò che esse portano con sé anche in termini di differenze ed iniquità. Tra queste certamente vi è catasto (ant. anche catastro e, a Venezia, catàstico). Una parola di origine greca bizantina dallo stessa pronuncia della parola italiana ad indicare il registro, ovvero riga per riga in origine. Con essa secondo il dizionario si indica qualsiasi rassegna di beni, anche mobili, e di possessori, allo scopo di ripartire il carico fiscale; quindi le operazioni atte ad accertare la proprietà, in particolare ai fini dell’imposta fondiaria, e, a volte, l’imposta stessa.

Nella sua concezione attuale essa si riferisce all’inventario generale dei beni immobili, contenente le particolarità relative alla consistenza e alla rendita censuaria dei beni stessi e alle persone o enti che ne hanno la proprietà e il possesso. Si può trovare in collegamento a diverse tipologie, così quello rustico o fondiario che riguarda i terreni; il catasto urbano o edilizio che riguarda i fabbricati; ancora quello descrittivo se si limita alla descrizione generale dei beni rinunciando a rappresentazioni grafiche; quello geometrico, se i rilievi che vengono riportati in planimetria servono a determinare l’estensione delle proprietà. In senso generale il catasto si può fare, si può formare, rinnovare ovvero ad esso si può inserire, segnare e via dicendo. Se pensiamo ad esso immaginiamo quello che esso poi è. Un ufficio dove sono conservati e tenuti aggiornati i libri “catastali”.

Strettamente collegata a catasto, è la parola èstimo, con la quale si indica appunto la stima dei beni materiali e della loro rendita, e la disciplina che studia i varî metodi con cui può essere fatta, formulandone insieme le norme e i criterî. Con l’espressione estimo catastale si vuole delineare il complesso delle operazioni di qualificazione, classificazione, stima e classamento (o anche il risultato delle stesse), mediante le quali si tende a determinare il reddito dei singoli terreni e fabbricati ai fini della formazione del catasto e quindi dell’applicazione delle imposte sui terreni e sui fabbricati. In questo ambito si parla di tariffe catastali ossia le tabelle elaborate dall’amministrazione, dalle quali risulta il reddito netto imponibile di ogni qualità e classe di terreno o fabbricato, riferito all’unità di superficie.

Per analogia, estimo industriale è il complesso di teorie e di operazioni tendenti alla valutazione integrale di un’industria sotto gli aspetti giuridico, tecnico, economico e antropico. Con questo termine in passato si faceva riferimento alla procedura per indicare sia la stima e descrizione dei beni dei cittadini ai fini fiscali, sia il libro dove si registrava tale stima, sia il tributo applicato in base alla stessa. Esiste poi, ma residuale in questo contesto il significato di stima in senso morale, cioè considerazione, buona opinione.

L’osservazione iniziale ritorna in questi giorni nei quali si è tornati a parlare nel quadro delle inevitabili e necessarie riforme strutturali per modernizzare il paese e garantirne la ripresa sia dopo la lunga stagione della pandemia, sia soprattutto per recuperare un ritardo che da almeno due decenni ha lentamente fatto perdere al nostro sistema posizioni nel novero delle economie più avanzate. Ritardo dovuto ad una serie di inestricabili elementi che intersecandosi tra di loro hanno prima fermato, poi fatto regredire il paese.

Nel caso specifico, l’approfondimento  della realtà territoriale, la misurazione dei valori del patrimonio sia naturale sia architettonico, sia residenziale potrebbero dare una seria svolta alla completa conoscenza della ricchezza nazionale, alla correzione di situazioni da sempre squilibrate, a differenze odiose ed inaccettabili che discriminano tra cittadini. Un insieme di disvalori che non fanno bene all’economia nazionale, che pesano su di essa in modo diretto ed indiretto, che rendono difficile se non impossibile raddrizzare il sistema nella sua interezza e possono solo favorire quella sorta di deep state che è la parte più negativa della burocrazia.

Il quadro politico non permette nella sua frammentata realtà di immaginare soluzioni facili, l’accumularsi non nel tempo di anni o decenni, ma di secoli di regole e regolamenti fra loro non sempre coerenti che hanno creato quella che in architettura si chiama superfetazione, impediscono evoluzioni lineari e complicano il cammino anche della più semplice azione di riordino che si vorrebbe avviare per cominciare. Il governo però ha annunciato la volontà di procedere in questa direzione e come in molte altre partite si potrà misurare la determinazione ad affrontare e sciogliere i nodi che appesantiscono  il sistema. Non sarà un lavoro semplice né facile, ma uno degli interventi che nel suo insieme può determinare un diverso equilibrio sia finanziario, sia fiscale e consentire insieme agli altri di usufruire della grande risorsa messa a disposizione dall’Unione Europea e collegata alle altre forme di sostegno all’economia degli stati della stessa Unione nel suo insieme!

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