L’informazione scientifica in conflitto d’interessi

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La “scienza commerciale” e’ quella finanziata da strategie industriali e mercantili, attraverso lobbisti, fondazioni, pubblicazioni parascientifiche, etc… la sua divulgazione e’ oggi dominante e talvolta nefasta .

Fondato nel 1971, il Center for Science in the Public Interest (Centro per la Scienza di Pubblico Interesse) è forse la più antica organizzazione indipendente di difesa dei consumatori basata sulla scienza. Negli anni ha prodotto una impressionante quantità e qualità di risultati e un’agenda chiara e ambiziosa per migliorare i rapporti tra cittadini USA e sistema delle Corporations.

Durante la pandemia di COVID-19, CSPI sta mantenendo un’ampia raccolta di prove relative a trattamenti sperimentali (cosidetti “vaccini”) e test, e sta lavorando per fermare la diffusione della malattia sostenendo in primis la sicurezza nel mondo del lavoro .  
CSPI fornisce consigli pratici, basati sulla scienza “non sostenuta da interessi industriali” ai consumatori interessati alla nutrizione, alla sicurezza alimentare e alla salute e porta avanti la difesa di un ambiente alimentare più sano nelle comunità di tutta la nazione. 

Già nel 2016 a proposito di PUBMED (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/), una specie di Bibbia delle Pubblicazioni Scientifiche Mediche, nel sito del CSPI si poteva leggere chiaramente: 

“PubMed dovrebbe includere informazioni circa il suo finanziamento e i conflitti con i Soggetti ai quali sono dedicati gli abstract degli studi, ” 

PubMed è un motore di ricerca gratuito di letteratura scientifica biomedica dal 1949 ad oggi; la sua prima versione online è del gennaio del 1996. Condivide le informazioni di base con Medline e con l’Index Medicus, la corrispondente versione a stampa la cui pubblicazione è stata interrotta nel 2004a causa dell’avvento degli strumenti informatici. 

Prodotto dal National Center for Biotechnology Information (NCBI) presso la National Library of Medicine (NLM) dei National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti, la banca dati viene comunemente interrogata attraverso Entrez, il motore di ricerca messo a punto dall’NCBI per l’individuazione di informazioni biologiche, chimiche e mediche. La lingua dell’interfaccia è solamente l’inglese. La ricerca può essere fatta per range temporali predefiniti o liberamente scelti. 

PubMed, con oltre 24 milioni di riferimenti bibliografici derivati da circa 5.300 periodici biomedici, consente l’accesso all’archivio bibliografico on-line del sistema MEDLARS, MEDLINE (Medical Literature Analysis and Retrieval System). Rispetto a Medline, è tuttavia arricchito da riferimenti provenienti da altri database bibliografici secondari specializzati, come l’Index to Dental Literature, l’International Nursing Index, l’Hospital Literature Index e altre fonti d’informazione su specifici settori. 

In sostanza secondo 62 scienziati e medici di tutto il mondo : PubMed, il database federale degli abstract delle riviste mediche e di scienze della vita, dovrebbe rivelare gli interessi concorrenti e i conflitti di interesse degli autori. 

Un gruppo di esperti, insieme a sei organizzazioni, hanno esortato da tempo il National Institutes of Health e la sua National Library of Medicine a richiedere alle riviste incluse in PubMed di elencare le fonti di finanziamento dei ricercatori e i potenziali conflitti di interesse negli abstract per rendere i risultati della ricerca sul popolare sito ancora più utili.

Numerosi studi hanno documentato che la ricerca finanziata dall’industria è spesso associata a risultati favorevoli agli interessi dei finanziatori, gli scienziati hanno scritto al direttore del NIH Francis S. Collins e al direttore ad interim della NLM Betsy L. Humphreys. PubMed, che è consultato centinaia di milioni di volte all’anno, secondo la lettera, dovrebbe informare gli utenti circa l’entità o le entità che hanno finanziato gli studi che appaiono nei risultati della ricerca. Una divulgazione corretta dovrebbe indicare che gli autori non hanno segnalato gli interessi concorrenti, cioè hanno scritto solo a favore dei loro spnsor oppure si dovrebbe poter leggere, per esempio, in modo trasparente : “Questo studio è stato finanziato da Pfizer Corp…. John Smith ha riferito di aver ricevuto parcelle di consulenza da Dow Chemical Co…. Joan Jones ha riferito di aver ricevuto supporto per la ricerca da Procter & Gamble e onorari per parlare di 7 aziende alimentari e farmaceutiche e non di altre”.

Sempre più riviste mediche e scientifiche forniscono abitualmente informazioni su finanziamenti e interessi concorrenti, rendendo possibile per PubMed visualizzarle. Mentre alcuni utenti di PubMed hanno accesso al testo completo degli articoli delle riviste, quelli senza un abbonamento alla miriade di riviste devono fare affidamento sugli abstract di PubMed. Il governo federale spende 300 milioni di dollari all’anno per mantenere PubMed eppure questa immensa quantità di denaro pubblico non garantisce la trasparenza e anzi, come sempre in questi casi (RAI, Ministero della Sanità, etc…) funziona da “copertura” per celare vistosi interessi privati .  

La lettera a Collins e Humphreys includeva Nicholas A. Ashford del Massachusetts Institute of Technology, Lisa Bero dell’Università di Sydney, Stanton A. Glantz dell’Università della California San Francisco, e il presidente del Center for Science in the Public Interest Michael F. Jacobson, che ha organizzato la lettera. Tra i firmatari : anche l’Environmental Working Group, la Humane Society of the United States, il Natural Resources Defense Council, l’Union of Concerned Scientists e la World Public Health Nutrition Association.

La lettera citava ricerche pubblicate su Cochrane Collaboration, PLoS Medicine, e altrove che hanno scoperto che i risultati degli studi su farmaci, dispositivi medici e nutrizione erano spesso favorevoli agli interessi dei finanziatori.

Una firmataria, la scienziata della nutrizione Marion Nestle dell’Università di New York, ha monitorato gli studi finanziati dall’industria sul suo blog,FoodPolitics.com. Secondo il suo conto, su 168 studi finanziati portati alla sua attenzione, 156 hanno riportato risultati favorevoli agli interessi degli sponsor, e solo 12 hanno riportato risultati sfavorevoli allo sponsor.

Questo è più che sufficiente per fare il punto“, ha scritto Nestle. “È molto più facile trovare studi finanziati dall’industria con risultati favorevoli agli interessi dello sponsor che contro di esso“.

PubMed è una risorsa incredibilmente preziosa per scienziati, medici, bibliotecari, giornalisti e il pubblico in generale“, ha detto Jacobson. “Aggiungere informazioni sul finanziamento dei ricercatori sarebbe enormemente utile per i suoi utenti in tutto il mondo, soprattutto per i giornalisti, che dovrebbero rivelare le fonti di finanziamento degli studi in modo più coerente“.

Separatamente, i senatori Richard Blumenthal, Richard Durbin , Ed Markey, Brian Schatz ed Elizabeth Warren hanno scritto a NIH e NLM a sostegno dell’inclusione di rivelazioni di interessi concorrenti nelle ricerche di PubMed.

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