Manovra

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Le cronache politiche ed economiche ne sono piene e ad ogni piè sospinto se ne fa menzione ad indicare che cosa si sta facendo, che cosa si vuole fare, ciò che è necessario fare. Insomma il termine è onnipresente in una delle sue accezioni ormai prevalenti e dedicate alle attività di amministrazione e di governo. 

Parliamo di manovra, termine che risale al latino medioevale manuopera e più direttamente è apparentato con il francese manoeuvre, che alla parola antica risale. Il significato più generale e in senso generico, indica il complesso di operazioni manuali e di movimenti con cui si mette in azione una macchina, un dispositivo, o pensiamo alla dizione in marina, come azione sul timone, sulle ancora, sulle vele, sui motori e via dicendo. Oppure quanto si indica l’azione da compiere all’equipaggio ovvero tutti ai posti di manovra o simili. In genere ci si riferisce ad un atto che richiede molta forza fisica (scavalcamento di un pezzo d’artiglieria dall’affusto e simili), o impiego di gru e d’altri mezzi; nelle stazioni ferroviarie. Sempre in ambito ferroviario si parla di addetto alla manovra, di manovra degli scambi o dei segnali oppure di manovra a distanza come complesso di operazioni o di movimenti atti a comandare organi motori, macchine, circuiti elettrici, fuori da un immediato contatto, servendosi di trasmissioni meccaniche, elettriche, pneumatiche. 

Naturalmente parlando di manovra come abbiamo detto si fa riferimento alle azioni di governo di una nave quindi in marina, il termine indica, oltre ai singoli movimenti relativi all’attrezzatura, alle vele, ai propulsori, anche la condotta complessiva dei movimenti della nave, nonché l’insieme delle operazioni atte a spostarla nell’acqua.  In aeronautica, l’evoluzione dell’aeromobile conseguente all’azionamento dei comandi o, più limitatamente, lo spostamento, autonomo o no, dell’aeromobile sulla terra o sull’acqua. In particolare si parla di manovra di scampo ovvero dell’evoluzione dell’aeromobile per cui questo deviando bruscamente cerca di sfuggire all’intercettazione nemica. Analogamente manovra è anche quella che riguarda automobili, autocarri e simili, soprattutto quando per l’angustia del luogo lo spostamento della vettura si compia con movimenti successivi di marcia avanti e indietro.

Da questo livello meccanico e tecnico tout court, solleviamo la riflessione per così dire e facendo riferimento al linguaggio militare si indica il complesso di atti compiuti da unità dell’esercito per sfruttare al massimo la situazione rispetto agli avversarî e renderla il più possibile favorevole ai proprî scopi. Al plurale si parla di manovre in occasione di esercitazioni, periodiche o no, di carattere strategico e tattico, eseguite dalle forze terrestri, navali e aeree di uno stato o di più stati alleati. Non manca poi il riferimento allo sport dove soprattutto per quello a squadre ci si concentra sulla serie di passaggi eseguiti da diversi giocatori, secondo una determinata impostazione tattica, per sviluppare un’azione d’attacco. 

Ma di manovra si discetta anche in alpinismo come in medicina. In sostanza qualsiasi azione che comporti attività dirette ad ottenere un qualche risultato di movimemto, di posizionamento e via discorrendo. Quindi una manovra, un’opera manuale nel senso più antico ma in senso traslato anche per tutte le forme di attività come abbiamo sottolineato in questo breve excursus.

Ma si può parlare di manovra anche per quell’insieme di azioni e iniziative condotte con abilità e spregiudicatezza, spesso valendosi di intrighi, inganni allo scopo di raggiungere un determinato risultato o di conseguire un utile o un vantaggio per sé o per altri. Una manovra in questo caso può anche essere corredata di mosse, di tattiche, con riferimento agli ambienti politici, economici e così via.  Qui entriamo in quello che possiamo considerare il significato che più ci accoglie nella narrazione politica, economica, nelle informazioni che ci circondano e ci intecettano.

Il campionario in questo quadro è pressoché infinito. Qui le manovre possono essere elettorali, parlamentari, di corridoio ossia con operazioni, incontri, colloquî, trattative che non si svolgono nelle aule parlamentari, ma in luoghi riservati, caratteristici del sottogoverno. È l’accezione più negativa quando si parla di politica e di scelte politiche in genere.

Vi è poi il versante istituzionale, per così dire. Qui il termine manovra si collega alla vasta congerie di provvedimenti, di previsioni che l’esecutivo deve porre in essere in attuazione del proprio programma o per rispettare accordi anche internazionali, compatibilità economiche e finanziarie. Qui esiste dunque quella economica, quella fiscale, quella monetaria e così via.

Una cosa è certa, al sentire il vocabolo manovra la mente di tutti noi va a cosa gli interventi del governo porteranno, se avranno impatto positivo (raramente), negativo o comunque articolato molto più spesso. E manovra non è parola molto amata nel linguaggio comune perché rimanda sempre a quello che viene deciso da altri, dall’alto come si sente spesso dire, all’insaputa di tutti i cittadini. Ed è anche per questo che chi amministra cerca di parlarne e di far capire, con alterne vicende.

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