Con l’arte e con l’inganno

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Con l’arte e con l’inganno
Valeria Corciolani
Commedia Noir
Rizzoli Milano
2021
Pag. 378, euro 16

Chiavari, Genova e Siestri. Metà settembre 2021. La spigliata spigolosa 57enne Edna Silvera, lunga e magra, capelli corti e biondi, vive sola in un eremo campestre abbastanza isolato di Chiavari, con un gatto indipendente e sette galline amanti della musica (gli Abba in particolare), è storica dell’arte, raffinata restauratrice e ottima fotografa, in vario conflittuale modo legata all’Università del capoluogo. La badante della madre la tira giù dal letto alle quattro del mattino, si è proprio stufata e se ne sta andando definitivamente, è la sesta fatta scappare in cinque mesi. Lei affronta le curve della circonvallazione e accorre, senza successo; si rivolge all’anziano amico del piano di sopra, il mastodontico musicologo Ottavio Battiston che accetta di badare lui qualche giorno all’ineffabile madre Zara Guglielmi, ma in cambio pretende la splendida incisione del Negri, un Tenebroso del 1668. Edna se ne era andata dalle cattedre all’università l’anno prima (dando del coglione maschilista a un collega), ma è ancora così apprezzata che continua a tenere seminari e a essere coinvolta nei progetti artistico-culturali. Questa volta il coetaneo vicerettore Schiaffino la convince a seguire una manifestazione connessa al passaggio di Dante in Liguria (durante il viaggio a Milano) in occasione del settecentesimo dalla morte del poeta. Pare sia confermato che il luogo citato nel XIX del Purgatorio sia Siestri e hanno messo a organizzare l’evento due ex allieve di Silvera. Parte per il distante ameno borgo diroccato, incontra casualmente l’assessora di Gattorna, poi la sua auto ha un mancamento, si avvicinano cautamente al negozio-laboratorio-magazzino di un antiquario lì vicino e trovano il proprietario morto. Così, per caso, Edna incrocia una preziosa tavola clandestina di legno e tutto un sistema di mercato illecito di opere d’arte, pure crimini che risalgono a decenni prima, una storia intricata.

La scrittrice, illustratrice ed esperta d’arte Valeria Corciolani (Chiavari) imposta una nuova serie di commedie noir dopo il buon successo dei precedenti romanzi di genere (il primo nel 2010). Il titolo spiega abbastanza bene di cosa tratta la trama (arti e inganni), ma al centro ci sono soprattutto i personaggi di divertente calibratura sociale, attraverso una scrittura colta e matura, dettagliata nella descrizione del mondo antiquario e artistico. La narrazione è in terza, non proprio fissa, concentrata sulla protagonista single (appassionata studiosa di Hieronymus Bosch), sulle dinamiche di relazioni e oggetti che lei non sempre percepisce (l’incombenza triste del colore giallo, i beni dell’antiquario 51enne Nando Folli, diversi animali, un grosso silenzioso nibbio che vola in cielo ad ampie spire, un furgone giallo e una Clio grigia) e su alcune altre significative personalità, fra cui l’ultima incerta badante rumena Kalina, il procuratore Bassi che già si occupò dell’insospettabile rete di professionisti che commerciava illegalmente opere d’arte italiane, il bel nuovo vicino di casa centauro e ingegnere informatico Leonardo Sacco, la simpatica assessora con i capelli rosa Orietta Repetto. I sessanta capitoli hanno per titoletto l’incipit successivo, fino al sedicesimo il cadavere non appare e prima si tratta solo di allegri dialoghi e situazioni da commedia, che continuano anche dopo. L’indagine principale riguarda la pala del Quattrocento, il noir fa da contorno. Nell’anno dantesco molto carini appaiono anche i riferimenti alla Divina di Commedia: Intra Siestri e Chiaveri s’adima/ una fiumana bella, e del suo nome/ lo titol del mio sangue fa sua cima. Molti buoni vini: Merlot, Vermentino, Franciacorta fra gli altri. Più Matia Bazar che Bach, ca va sans dire.

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