La strage dei cristiani continua, nell’indifferenza

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Vittime di una vera e propria pulizia etnico – religiosa

“Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi nel mio nome”. (Gv 15,18-21, c,) con questa amara profezia, Gesù indicò ai suoi discepoli la via dolorosa della futura Chiesa: oppressioni e vessazioni; cacciati come appestati dalla società fino ad arrivare al martirio.

Una storia che si ripete da duemila anni, ma che adesso sta diventando sempre più drammatica in ogni parte del mondo dove è presente la fede in Cristo.

Oggici sono più martiri che durante la persecuzione dei cristiani nei primi secoli” è stata la constatazione del cardinale Kurt Koch, presidente del “Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani” lo scorso 26 aprile, durante le celebrazioni in ricordo della strage del popolo armeno avvenuto 106 anni fa, ignota ai più, malgrado allora morirono almeno centomila cristiani armeni.

Gli ha fatto eco il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, “… immani violenze fino alla morte a causa della loro appartenenza a un popolo …” che è entrato nella storia “… perché fu la prima nazione a ricevere il battesimo, nel 301, tramite l’opera di san Gregorio l’Illuminatore”. “È stata una macchia nella storia dell’intera umanità – ha sottolineato il prelato – non solo di chi è stato protagonista in negativo di quei giorni o di chi ha per indifferenza o complicità taciuto”.

Pochi giorni dopo, quasi a ribadire queste accuse, giungeva la tragica notizia dell’uccisione di una missionaria italiana, Nadia De Munari, a colpi di machete in una povera località del Perù.

I vari rapporti da tanti enti e istituzioni internazionali che si occupano di questa difficile e ormai anche pericolosa materia denunciano che sono milioni i cristiani, ma sicuramente sono molti di più, che non possono professare in piena libertà la loro fede.

Se qualcuno pensa che questo sia un problema solo dei credenti, si sbaglia.

Affermava, infatti, san Giovanni Paolo II, che “la libertà religiosa è la cartina tornasole di ogni altro diritto umano”.

Dove di fatto si trovano i maggiori limiti alla libertà di culto e di religione, risultano scalfite anche le altre forme di libertà, di pensiero, di stampa e di associazione.

I cristiani, oggi, sono il l’entità religiosa in assoluto più perseguitata al mondo, ma questo non risparmia anche le altre religioni che, secondo le diverse aree geografiche, debbono scontrarsi con le autorità della Corea del Nord, della Nigeria, dell’Afghanistan, del Medio Oriente, soprattuttonei Paesi islamici, oltre che, come vedremo, anche in India.

Questi i Paesi in cui si trovano le violazioni più gravi di questo vitale diritto umano che, purtroppo, di anno in anno l’elenco aumenta in maniera vistosa.

Nei civili e progressisti Stati Uniti, solo quest’anno sono stati registrati ben 95 attacchi tra intimidazioni ai fedeli, chiese bruciate, statue decapitate per sfregio e tanto altro ancora.

Dopo quest’esplosione di violenza contro la fede per il 2022 è stato previsto un investimento 360 milioni di dollari nella protezione contro i 180 milioni di quest’anno, ma ancora totalmente insufficienti per rispondere alle 3 mila richieste finora pervenute.

Nella “Cattolicissima Spagna” di un tempo, sembra che ogni giorno qualcuno s’inventa qualcosa di nuovo per aggredire i cattolici in qualsiasi modo.

Recentemente, solo per fare un esempio, il gruppo di estrema sinistra al potere con i socialisti, Unidos Podemos, ha accusato la Chiesa di usufruire di enormi benefici fiscali che sono una vergogna per il Paese e per questo, bisogna prendere tutto il patrimonio ecclesiastico e ridarlo allo Stato, anche se da secoli appartiene alla Chiesa, togliere, infine, l’insegnamento della religione dalle scuole e perseguire gli abusi sessuali perpetrati dai religiosi, innescando sentimenti di odio e di rivalsa verso ciò che è sacro.

Tutto questo per cancellare il Concordato tra Spagna e Santa Sede voluta dal dittatore Franco nel 1953.

Peccato che già nel gennaio del 1979 ci furono nuovi accordi tra i due Stati che abrogavano concretamente i benefici precedenti.

Ignoranza o malafede? L’importante è andare contro la Chiesa.

Intanto, spostando lo sguardo verso l’Africa, in Nigeria la situazione è diventata drammatica per le sofferenze e nuovi dolori per i cristiani.

Appena lo scorso 11 ottobre un gruppo di uomini armati ha assaltato il seminario di Cristo Re a Fayat, nella diocesi di Kafanchan, aprendo il fuoco tra i locali dell’istituto con 130 studenti ferendone sei; altri sono stati sequestrati per circa una settimana.

La Chiesa locale ha pubblicamente denunciato come i cattolici, in Nigeria, siano vittime di ogni contesa anche la più banale, tutto per una vera e propria pulizia etnica e religiosa ad opera degli islamici Fulanie, purtroppo, con la complicità dello Stato.

Come è stato rilevato da Johan Viljoen, direttore del Denis Hurley Peace Institutein Sudafrica, quella in corso è una “Occupazione concertata e ben pianificata. Non credo che l’esercito stia cercando di risolvere qualcosa. Semmai cerca d’incoraggiare” dopo anni di violenza, “non un solo Fulani è stato processato”.

Padre Joseph Fidelis della diocesi di Maiduguri ribadisce: “Non è uno scontro, è un lento genocidio. Costringere le persone a lasciare le loro terre, privarle dei mezzi di sussistenza e massacrarle, ebbene questa è una forma di genocidio”.

Anche in India, la più grande democrazia al mondo, già citata, con il suo miliardo di abitanti, si sta trasformando in un vero e proprio incubo per i cristiani, solo nello scorso mese di ottobre si sono avuti ben 13 episodi di violenza anche nella stessa capitale Nuova Deli, ma potremmo continuare in un triste rosario ad enumerare i drammi che subiscono i cristiani un po’ ovunque nel mondo America, Europa, Africa ed Asia.

Come denunciato da tanti prelati che vivono in prima persona queste tragedie, occorrerebbe una presa di coscienza dell’opinione pubblica, ma occorrerebbe principalmente che la Chiesa in maniera forte metta tutto il suo prestigio, come attualmente fa per l’ecologia, o per gli immigrati per cui spende l’impegno di uomini e soldi, o per le minoranze islamiche o buddiste perseguitate anch’esse; purtroppo pare che per i cattolici non vi sia posto, se non per un distratto accenno durante un Angelus.

Domani, però, nessuno però potrà dire davanti a Dio e davanti alla Storia, io non sapevo come fu per la strage degli armeni o per l’olocausto degli ebrei; tutto è scritto e documentato; anche se viviamo in un mondo che pare aver deciso che per i cristiani non ci sia posto, neanche in Chiesa.

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