Stretta

 -  - 


Ogni giorno porta con sé il suo fardello e in questa stagione di pandemia e di inverno (due elementi che non vanno d’accordo per così dire), si sente spesso adombrare, chiedere, pretendere e con altrettanta verve ci si oppone, una serie di decisioni adeguate alla realtà e alle sue implicazioni.

Tra i termini che più si sentono nei discorsi sia istituzionali e che quotidiani nel paese v’è quello della opportunità, se non della necessità, di una stretta. Ecco allora la parola della quale ci si occupa in queste riflessioni. Il sostantivo è il femminmile di stretto e si riferisce in primo luogo al fatto di stringere, o di venire stretto, premendo fortemente. In particolare si parla di una stretta di mano, come gesto di saluto, molto abituale, che si fa stringendo, con la propria, la mano destra dell’amico o del conoscente (o anche di altra persona) che si incontra o dal quale ci si accomiata. Può essere affettuosa, cordiale, calorosa. Un gesto che viene simbolico e tradizionale, molto diffuso, con cui si conclude e testimonia un accordo tra parti o tra contraenti, il perfezionamento di un contratto verbale e così via.

In altro ambito si parla del fatto di rendere, o di diventare, meno ampio o largo, di stringere o di stringersi. Ancora in fonetica, la stretta (o, meno comune, il restringimento del canale vocale, ovvero il suo restringersi per la pronuncia delle consonanti continue o costrittive, in contrapposizione sia all’apertura (per le vocali) sia all’occlusione (per le consonanti momentanee o occlusive); in senso concreto, la fessura che ne risulta.

Di stretta si riflette anche in termini politici ed economici. In questo secondo ambito, spesso si sente parlare di quella creditizia (in inglese credit crunch), cioè la contrazione del tasso di espansione del credito, che può anche assumere valori negativi, nel qual caso la disponibilità complessiva di credito diminuisca.

Oppure si delinea l’azione e l’operazione di avvicinare maggiormente l’una all’altra due parti di un oggetto. In senso figurato se ne parla se si decide di inasprire le misure disciplinari, dare o darsi una disciplina più rigida. Di essa si può parlare nel senso di costrizione e dolore acuto e improvviso. Oppure parimenti in senso figurato per indicare l’effetto di una profonda e improvvisa emozione.

In senso non ammissibile in questo periodo si parla di stretta come il fatto di stringersi, di accalcarsi, di addossarsi l’uno all’altro. Ancora con significato particolare con essa si indicava in passato l’ammasso di materiale che blocca il passaggio.

Arriviamo poi con questa riflessione al significato forse più vicino al senso delle cose che vogliamo descrivere. Cioè, il punto, il momento culminante, critico, conclusivo. Espressioni in questo senso, come siamo alla stretta finale, siamo alla stretta dell’inverno, della malattia. Oppure una fase acuta, una crisi. Più comunemente essa può coincidere con la fase finale, l’ultima stretta, anche decisiva. Oppure si dice mettere o trovarsi alle strette come essere al momento risolutivo, a un punto in cui si è costretti a prendere una decisione.

Poi, con accezioni specifiche, seguendo il dizionario, in agraria, è il fenomeno che si verifica soprattutto nei cereali, in seguito a siccità, per cui si interrompe la maturazione dei semi, che risultano striminziti e di sviluppo limitato. Nella musica, passaggio, generalmente introdotto al termine di una composizione e soprattutto nei finali operistici, in cui il tempo è accelerato gradualmente o per sezioni, sino a raggiungere un punto culminante. 

Ma la stretta può essere un passaggio angusto. Si pensi ad una vallata, ovvero la parte di una vallata con fondovalle ridottissimo, determinata per lo più dalle condizioni litologiche (predominio di rocce più dure o più compatte di quelle che sono nelle parti a monte e a valle). Nel linguaggio poetico il termine è usato, al plurale per indicare il passo delle Termòpili, particolarmente angusto.

Stretta può poi concidere con una situazione molto grave e difficile. Al plurale (mettere alle strette), si indica una situazione difficile dalla quale non si può uscire o si esce solo facendo ciò che vuole chi ci ha costretto in essa, nell’urgente necessità di prendere una decisione.

In questi giorni, dopo mesi di relativa tranquillità il quadro pandemico e il convivere di una forte spinta innovatrice del governo e di varie resistenze sia sociali, che economiche e politiche, sta portando alle strette molte delle decisioni che dobbiamo assumere sia come collettività sia come individui. Si dice che sovente quando si è messi alle strette si dà il meglio di sé. Noi italiani abbiamo spesso mostrato che nelle traversie le nostre capacità si apprezzano e diventano centrali per trovare soluzioni all’altezza delle questioni. Tuttavia, la complessità delle condizioni in essere, il combinato disposto della crisi politica, dello stand by istituzionale, dell’elezione del nuovo capo dello Stato ci stanno mettendo a dura prova. La via di una soluzione condivisa e in grado di affrontare i problemi con efficacia e con capacità durature presenta molti se e molti ma e richiede porprio di mettere alle strette, arrivare cioè come detto al momento della decisione, spinti a farlo, condizionati a farlo, anche in senso positivo. Per il nostro paese passato di stretta in stretta è certamente un momento di grande serietà e di grande valore. Dunque, “stringendo i denti” dobbiamo riuscire a farcela!  

6 recommended
bookmark icon
Aspetta un attimo...

Sottoscrivi la nostra newsletter

Vuoi essere avvisato quando pubblichiamo nuovi articoli? Inserisci il tuo nome e il tuo indirizzo e-mail.