Cose dell’Aldilà

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Dialoghi concitati in un ossario

– Affunsì, Affunsì! Ci sei ancora?
– E dove vuoi che vada Salvatò? Sto ancora qua, anche volendo non posso andare da nessuna parte, non avendo più i muscoli che facevano muovere le mie ossa.
– Certo. Certo. Lo so, sto anche io nella tua stessa condizione qua sotto, ma lo facevo tanto per sapere se eri collegato.
– Ma ti sei scimunito pure tu come i viventi di oggi che usano i sistemi di collegamento fra uomini allo stesso modo dei telefonini? E se è così mi dici come hai fatto a scimunirti visto che il cervello non lo abbiamo più? I nostri teschi sono ormai vuoti e della materia cerebrale non ne è rimasta neanche un po’!
– Ma era così per dire, quando ci scavavano gli operai di sopra parlavano fra di loro come se stessero parlando al telefono e, dagli oggi, dagli domani, qualcosa è arrivata fino a me.
– E meno male che io ero sepolto due metri sotto di te! Così non ho sentito niente e mi sono risparmiato questa tortura.
– Ma non esagerare Affunsì, di che tortura parli?
– Ma tu vuoi mettere? Io avevo appena finito di studiare la Divina Commedia, mi accingevo a conoscere il Petrarca quando sono morto, ed adesso mi sento chiedere se sono collegato! Ma ti rendi conto?
– Vabbè Affunsì, scusami, avevo dimenticato che tu eri un giovane dedito all’arte e alla cultura; ma anche tu ora ti devi rendere conto che i tempi sono cambiati e i modi di comunicazione sono diversi.
– Vabbè Salvatò, lasciamo perdere, cosa mi volevi dire?
– Ti volevo chiedere se avevi visto il Pataterno.
– Vuoi dire il Padre Eterno?
– Sì, quello, perché tu ne conosci altri?
– Ma per me c’è il Pataterno che si usa impropriamente nelle bestemmie, durante un scoppio d’ira, e l’altro, quello vero, il Padre Eterno che si usa nelle preghiere quando vuoi farti perdonare qualche peccato.
– Volevo dire Quello con le due parole staccate.
– Ah va bene, no, non l’ho visto ultimamente, non sarà passato da queste parti.
– Ma non lo hai visto neanche in Eterna Visione?
– No, a dire il vero quando mi è arrivata la proposta di abbonamento non l’ho sottoscritta.
– E perché?
– Perché l’ho fatto apposta! Ma tu vuoi mettere che, con tutte le capacità di comunicazione che ha il Padre Eterno, io debbo sottoscrivere un abbonamento mensile al TG ETERNO?
– Ma Affunsì non fare così, questo vuol dimostrare solo che EGLI è vicino al suo popolo e ne segue i progressi.
– Ma statt’ zitt’ Afffunsì, questo dimostra solo che i tempi sono cambiati e non solo per gli umani..
– Beh, forse è vero, ormai non si salva nessuno purtroppo, neanche Lui.
– No! A questo non ci credo! Lui è, e rimarrà sempre Lui!
– Mi fa piacere sentire queste parole Affunsì, tu rimani sempre quello che sei stato in terra ed ancora rimani lo stesso sotto terra.
– Ma, lasciamo perdere, cosa mi volevi chiedere?
– Ti volevo chiedere cosa ne pensavi della ultima notizia.
– E quale sarebbe?
– Quella di Arimane.
– E cioè?
– Cioè che Arimane fosse il responsabile di questa pandemia da Corona virus nel mondo.
– Beh Affunsi, io questa non l’ho sentita, ma conoscendo Arimane, il Genio del Freddo, della Paura, del Male, non mi meraviglierebbe per niente!
– È proprio questa la notizia diffusa dal TG ETERNO!
– E anche se fosse così perché il Padre Nostro non ha fatto niente a proposito?
– Non lo ha fatto per confermare il principio del Liberto Arbitrio, il principio del Peccato Originale conferito all’uomo quando lo ha scacciato dal Paradiso per farlo scendere giù sulla terra, in virtù del quale potesse migliorarsi sempre di più, perché senza peccato non si diventa migliori.
– Beh, questo è un principio sul quale si potrebbe discutere all’infinito..
– Ma allora, alla fine cosa ne pensi?
– Beh Salvatò, dato che ci è stato dato il Libero Arbitrio, io penso che sia tutta una truffa.
– E cioè?
– Tutta una stronzata!
– E cioè?
– È tutta una cosa in cui tutti hanno ragione.
– E cioè?
– Tutti possono dire tutto ed il contrario di tutto senza tema di essere smentiti?
– Fammi capire meglio per piacere.
– E che ci vuole tanto per capire se il Padreterno non ci capisce più niente e se la prende con Arimane come gli uomini con la Cina, con Bill Bates?
– E allora cosa facciamo noi qui giù?
– Mah, io non lo so, so solo che attendo con impazienza che la Soprintendente ai Beni archeologici di Salerno termini di lucidarmi il teschio e poi passi al femore…

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Mario Attanasio è laureato in medicina all’Università di Napoli e specializzato in anestesia e rianimazione presso l’Università di Firenze, professione che esercita a Napoli per 10 anni, per aprire in seguito uno studio odontoiatrico. I suoi interessi poliedrici spaziano dagli sport marittimi a quelli di alta montagna, dal collezionismo d’arte alla Antroposofia. Figura di riferimento a Positano, dove è nato da una famiglia di albergatori, quarto di sei figli, e dove vive tutt’ora, è stato tra i soci fondatori della associazione ambientalista e culturale Posidonia e dirige, insieme alla moglie Magdalena “Leni” Lageder la fondazione intitolata al pittore Michele Theile. Scrive racconti fantastici, che racchiudono la sua visione del mondo, pubblicati dalla Rivista Italiani e raccolti in diversi libri.

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