Tsunami Internet, capitolo VI

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Così la verità sconfina con i falso

Seconda Parte  – La distribuzione e diffusione dei contenuti

Nella storia della Comunicazione , a grandi linee, possiamo individuare alcuni cambi di paradigma (salti) che modificano la testimonianza e la percezione : il linguaggio, la scrittura, la pittura, l’invenzione dei caratteri mobili a stampa; la fotografia;  l’adozione delle tecniche di montaggio audiovisive e infine la comparsa degli strumenti digitali in grado di caricare Contenuti in rete (in particolare su Youtube e Facebook). Tale premessa è importante per affrontare il tema di questa puntata .

Si intende con “Networking” sia le azioni di diffusione, distribuzione che le infrastrutture-reti che le consentono . C’è da distinguere – come accennato – tra l’immissione nelle reti dei diversi tipi di Content : live; recorded; editato solo con grafica e suoni; editato con colonna audio parlata; postprodotto con effetti speciali , con immissione di scene, oggetti virtuali e filmati provenienti da fonti diverse dalle originarie.
E c’è da distinguere il ruolo dei diversi media che veicolano i messaggi .
La Stampa pur svolgendo un ruolo molto importante, si conferma quale medium poco emozionale/emozionante, però autorevole ( o falsamente autorevole) e riflessivo. Le Foto possono svolgere anch’esse un ruolo molto importante, sono infatti facilmente manipolabili e riproducibili, vengono spesso usate tanto dal mainstream che dai media antagonisti quali “immagini di sintesi e sostegno” ad affermazioni ambigue . La massima autorità dell’organizzazione consenso/dissenso emozionale di massa, resta comunque la Tv . Abbiamo visto più volte come essa tenda spavaldamente a manipolare e a reimpastare testimonianze, sia video che audio, anche ormai grossolanamente e ai limiti del ridicolo. In questo suo ruolo diventano fondamentali gli archivi audiovisivi, una delle grandi varianti storiche che hanno assunto importanza alla fine dello scorso secolo. Fino a pochi decenni fa gli archivi potevano essere considerati “Fonti” di testimonianze alle quali accedere per sostenere la ricerca di verità . Oggi sappiamo che tali fonti sono state inquinate a causa dell’immissione, negli archivi stessi, di Content – false flag o vero/falso .
La Radio continua a sostenere – diciamo dall’esterno – le affermazioni di stampa e tv e il suo ruolo, dal secondo dopoguerra ad oggi è stato minimizzato . Fino all’inizio degli anni 50 è stato il medium di massa per eccellenza e sicuramente ha veicolato e sostenuto molte “false flags” manipolando fonti audio , rimontando registrazioni , immettendo commenti di parte, etc…
Giungiamo però a questo punto alla valutazione del ruolo svolto dalla Rete in generale e da alcune sue roccaforti e soffermiamoci sulle sue caratteristiche uniche . Intanto c’è da dire che, nel mosaico degli attentati e del “terrorismo”, uno dei ruoli del web è stato quello di consentire l’accesso alla Storia grazie però alla continuità di una incessante Cronaca. Idealmente in Rete “no one can hide” (nessuno può nascondersi) in quanto rintracciabile/visionabile in ogni momento da chiunque disponga di larga banda. Quindi dobbiamo rilevare una prima forte incidenza del Web sul concetto di Tempo percepito . Raramente si ha una vera consapevolezza dell’accesso ai diversi tempi che si può avere grazie al Web. Di solito le percezioni del tempo nel Web si aggrovigliano, specialmente se relative all’immediato passato. Contemporaneamente all’assunzione di tale ruolo il web ne svolge uno complementare, sempre in relazione al Tempo : è diventato l’immenso ARCHIVIO della contemporaneità, consultabile sia da qualunque utente periferico che dagli addetti ai lavori . Come già accennato però , non sappiamo più quanto tale archivio sia “costruito spontaneamente” e quanto invece sia “organizzato”.
E’ proprio questo suo ruolo che sta consentendo diverse attività una volta precluse : consultazione e ricostruzione di fatti, eventi, affermazioni, dettagli fotografici e video, spezzoni audio , etc… riconducibili a protagonisti ufficiali ed eventualmente occulti. Rinvenimento di volti di esecutori, presunti esecutori e testimoni. Purtroppo la natura di tale archivio ad un esame attento e onesto appare bivalente , essendo il web inevitabilmente infarcito di vero-falso in quanto costruito mirabilmente sia da fonti anonime che da fonti ( che si autodefiniscono) autorevoli, ma al dunque fortemente partigiane, non consente in modo inoppugnabile di sostenere e affermare verità. Consente però di assumere ruoli di sorveglianza antagonista non episodici e strutturati e di contrastare con grande forza e in qualche caso con effetti importanti le affermazioni del mainstream ottuso e dominante . Il web consente inoltre una fondamentale facoltà di confronto tra i Tempi e gli Spazi descritti in quanto una sua caratteristica è la PERMANENZA di lunga durata dei Content da esso ospitati . Tale caratteristica , a sua volta a rischio
bivalente, è purtroppo messa in discussione dall’ipotesi di “rimozione” che macro soggetti quali Google operano in ottemperanza ufficiale del diritto di oblio ma (dobbiamo ritenere) anche a copertura di segreti di stato, misfatti di intelligence e false testimonianze di varia natura .
Altra caratteristica, assolutamente innovativa quale elemento di cambio del paradigma, è la presenza costantemente in crescita di User periferici più o meno anonimi, più o meno professionali che “caricano” testimonianze live e/o registrate direttamente sulla scena degli attentati . Purtroppo anche questo può essere un fenomeno bivalente . Non si può escludere infatti che le Regie occulte intervengano “caricando” a loro volta in rete filmati a sostegno di false flags.


Terza parte – Gli antefatti, gli scopi , le rivendicazioni


Non appena i Contenuti vengono “released” (rilasciati all’azione/reazione di networking) si verifica contemporaneamente un importante fenomeno : la Ricostruzione degli Antefatti in progress.
In questa fase le Autorità del territorio colpito , sostenute dalle Intelligence locali e internazionali ( sull’onesta delle quali non sempre si può esercitare il giudizio), cominciano ad accumulare “reperti” di diversa natura . In passato abbiamo assistito al ritrovamento : di spezzoni di VHS e foto tra le macerie, registrazioni di videocamere di sorveglianza che quasi mai inquadrano i volti, foto dei presunti attentatori fornite da anonimi (che restano tali per motivi di sicurezza), etc. etc… fino a giungere ad una SERIE di Ritrovamenti che hanno caratteristiche simili : documenti d’identità lasciati dagli attentatori sul luogo dove è avvenuto il Fatto o nelle vicinanze, più biglietti aerei e di treno che confermano gli spostamenti . Ovviamente questa “serie” non convince più di tanto. Non si capisce infatti perchè un terrorista viaggi e si rechi sul luogo dell’attentato con documenti “veri” e perchè se li perda così spesso. Questo aspetto lascia in bocca un forte sapore di “vero-falso”.
Ciò che di solito manca nella Ricostruzione degli Antefatti è il Tempo e il Luogo in cui gli attentatori sono entrati in possesso delle armi che hanno usato. E anche quest’aspetto è un po’ strano.
Le Ricostruzioni degli Antefatti talvolta proliferano, assumono valore di prove inoppugnabili e talvolta – le stesse prove – vengono smentite velocemente. Sta di fatto che queste “prove” confluiscono a pioggia nella Narrazione e vanno a costruire una “cornice” all’interno della quale la Narrazione di Stato ripetuta dai Media mainstream giustifica se stessa .
Molto è già stato scritto su questo aspetto, passiamo agli Scopi delle regie.

Al di là degli scopi mediatici che sono banalmente riassumibili nell’accumulazione del maggior consenso/dissenso possibile, sia da una parte che dall’altra, esiste inevitabilmente tutta una serie di scopi interrelati che variano al variare delle regie, quali la destabilizzazione di territori e macroterritori per finalità politiche locali e geopolitiche ; l’assunzione di ruoli che consentono di pervertire il bipolo controllo/libertà grazie all’instaurarsi di pulsioni terroristiche reciproche tra Stati ufficiali e loro antagonisti; la generazione di pulsioni di impotenza, sconforto e paura a discapito del target : cittadini, elettori, consumatori , contribuenti e loro famiglie. Anche tutto ciò è già mirabilmente descritto da molti bloggers e da pochissmi giornalisti onesti.
In termini di comunicazione generale però resta in ombra un aspetto che riguarda gli orientamenti dei cittadini target di riferimento.
L’imponente passaggio dalla tradizione orale al sistema mediatico moderno, tende a relegare la prima in un ruolo subordinato. Secondo alcuni analisti invece la comunicazione orale resta assolutamente strategica, in quanto, nel nostro caso essa costituisce (probabilmente) la rete e il veicolo privilegiato per il raggiungimento degli Scopi delle Regie . Nel caso di attentati infatti non ci troviamo di fronte all’organizzazione di consenso/dissenso di natura critica su opere d’arte e/o culturali che vivono e si alimentano di comunicazione su supporti quali stampa e tv; ma ci troviamo di fronte alla volontà di una o più Regie finalizzata al raggiungimento del “consenso emozionale profondo”, amicale, nel piccolo e medio gruppo, concertato attraverso stimoli fondati sulla pressione di gruppo, tale da realizzare conformismo e massima uniformità di decodifica su questioni geopolitiche e religiose. Tali obiettivi – come insegnano alcuni sociologi e linguisti – si raggiungono in modo maggiormente agevolato attraverso la comunicazione orale. Quindi dobbiamo immaginare che tutta l’infrastruttura mediatica mainstream sia in gran parte finalizzata a creare e far circolare parole d’ordine (“terrorismo”, “difesa dei valori”, “complottismo”, “dietrologia”, “radicalizzazione” ) e contemporaneamente adesioni a tali concetti grazie ai commenti da bar , da desco familiare , tra colleghi, in autobus , etc…Gli Scopi sono dunque la costruzione e l’assunzione di identità che generano, facilmente sostenute da immagini e audio circolante nel mainstream, assonanza di vedute, empatia e convincimento emozionale profondo, in quanto espresso tra simili legati da affetti e visioni del futuro comune . Ovviamente esiste un groviglio inestricabile tra pressione mediatica e formazione della coscienza individuale e di gruppo ma , in tale groviglio l’importanza della comunicazione orale non deve rimanere in ombra.

Rivendicazioni e smentite

Finora abbiamo descritto una scena mediatica intrisa di possibili forzature, perversioni e distorsioni della realtà … quest’area della comunicazione però è senza dubbio quella in cui si potrebbe annidare il massimo dell’ambiguità . Il gioco perverso è sul Marchio che rivendica e/o smentisce, sulla sua credibilità e (perchè no ?) autorevolezza, sulla sua capacità di farsi identificare e essere identificato senza dubbi . Senza andare molto lontano nello Spazio e nel Tempo rammentiamo i modi in cui rivendicavano le Brigate Rosse e Cosa Nostra e dintorni . La pratica di auto-attribuzione del misfatto era assolutamente rituale . In difetto di ritualità veniva messa in discussione
Oggi no . Chissà perchè molti uomini di buona volontà “accolgono” la rivendicazione di un Marchio, che sembra ormai in libero franchising, cioè usabile da Chiunque, per avere almeno la certezza di un nemico individuabile . Evocabile . Piuttosto di sentirsi circondati da N. nemici occulti e invisibili .

Si giunge comunque a formulare un’ipotesi di ritualità che identificherebbe i responsabili : Al Qaida , fratelli musulmani , ISIS e dintorni
bombe che vengono fatte detonare quasi simultaneamente
nessun avvertimento da parte degli attentatori
attentati compiuti nella prima mattinata per attirare l’attenzione sopra tutte le altre notizie per almeno un giorno intero
bombe fatte esplodere in un momento e in un luogo dove fosse possibile provocare il maggior numero di morti e feriti tra la popolazione civile.

Per “credere” però … semplicemente “per credere” … servono per lo meno due “testimonianze” robuste: i video delle telecamere di sorveglianza ( quando ci sono) e i video generati dagli utenti (quando ci sono) che si trovano nella scena per caso.
Se invece questi due elementi , pur essendo presenti nella scena, mancano vistosamente nella ricostruzione dei fatti avvenuti e/o non vengono divulgati da Autorità e media , la “narrazione” delle vicende emana un forte odore di false flags. Che lo si voglia o meno .
Se inoltre ciò che viene diffuso dai media è palesemente un “fake”, l’ipotesi di false flag assume credibilità e autorevolezza .
E’ l’assenza di videolive a sostegno delle rivendicazioni che crea i dubbi maggiori. La sensazione, in questi casi, al di là del complottismo, è semplicemente da San Tommaso. Ed è lecita se si considera la Storia degli Umani : dall’incendio di Roma attribuito agli Ebrei , al caso del Tonchino, ad Alì Agca e ad altre decine di imponenti false flags, alcune delle quali recenti e ancora sottoposte a verifica e dibattito .
La sensazione di dubbio è lecita se si considera il gran numero di possibilità di modificare ricostruzioni audio, video e digitali … se si considera che esistono società di produzione audiovisual, le quali , gestite da ex agenti segreti e da ex militari, offrono spavaldamente la possibilità di realizzare fiction di attentati con morti, feriti, sangue e ogni altro dettaglio utile a renderle assolutamente verosimili.
Se non c’è Portavoce ufficiale, firma e marchio riconoscibili , ritualità manifesta nella rivendicazione , luogo di comparsa, permanenza e rintracciabilità della rivendicazione, testimonianze videolive quali telecamere di sorveglianza e video caricati spontaneamente in rete da Utenti insospettabili… se tutto ciò non viene diffuso e mostrato dalle Autorità ai cittadini .
Se al posto di tutto ciò c’è soprattutto (spesso) maldestra o disinvolta ricostruzione mediatica (vedi i molti articoli di Maurizio Blondet sul Site e su Rita Katz), l’ipotesi di false flag ne esce rafforzata .
In questi casi si apre uno scenario ulteriore di tragico confronto, di ansia impotente. Un confronto tra l’Intelligenza e il Conformismo mediatico . Un confronto che comunque mina la credibilità dell’establishment e ci fa sentire in balia dell’ignoto.                                  

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