Green Energy a tutta birra

 -  - 


Dalla Sardegna una risposta tutta italiana alla carenza del gas. Dalle trebbie di scarto della birra, nuova energia

Diciamolo francamente: chi mai avrebbe pensato che un fresco e generoso boccale di birra potesse produrre anche indirettamente energia, almeno in un futuro assai prossimo?

Sinceramente, esclusi gli addetti ai lavori, nessuno; e, per togliere qualche strana idea, non è che da oggi potete mettere la vostra birra nel motore dell’auto, né che con un marchingegno speciale diventi per magia una specie di potente generatore per accendere le luci di casa, e via discorrendo lasciando la fantasia a briglie sciolte.

Ovviamente, il discorso è assai più serio e complesso.

In Sardegna, nella ex città mineraria di Carbonia, ha sede la Sotacarbo, una società di ricerca assai avanzata sui temi di energia pulita, con un personale altamente specializzato, con infrastrutture tecnologiche avanzate e una serie di laboratori di ricerca.

Oggi, l’azienda è impegnata, tra l’altro, nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie di conversione dell’energia a basse emissioni di anidride carbonica, come le tecnologie di gassificazione di biomasse e carbone, un argomento di grande attualità perché potrebbe aver trovato la soluzione, o almeno in parte, per sopperire alla fame di energia grazie all’uso delle trebbie, gli scarti della lavorazione della birra.

Una idea che riduce l’impatto ambientale utilizzando lo smaltimento di questo sottoprodotto che ormai è diventato un vero spreco inutilizzato.

Si ricavano, infatti, ben 20 kg di trebbie ogni 100 litri di birra; dunque, il progetto è quello di trasformare questo prodotto in energia che altrimenti finirebbe nelle già zeppe discariche nostrane.

Un piano di lavoro lungimirante, grazie anche alla collaborazione e lo scambio di conoscenze fra ricercatori e imprese.

Insomma, una realtà che, con un pizzico di sciovinismo, possiamo affermare che è un vanto per l’Italia.

Il progetto, come è stato illustrato, interviene su tutta l’intera filiera produttiva della birra, dalla valorizzazione delle materie prime al processo di modificazione, per arrivare al riciclaggio degli scarti di produzione della birra per produrre poi energia pulita.

L’obiettivo generale è, realizzare un modello innovativo e virtuoso per una economia circolare, che trasformi in risorse i residui di produzione per rendere le produzioni birraie regionali maggiormente competitive sul mercato.

Tutto grazie al flusso di informazioni e di sperimentazioni che permette con la valorizzazione dei prodotti di scarto e l’utilizzo di materie prime locali – caratterizzato da un notevole valore aggiunto dato dalla sostenibilità del processo -, e, non ultimo, una sperimentazione che ha coinvolto già 34 tra birrifici sardi nella modernizzazione del prodotto finale utilizzato fin d’ora dalle aziende agricole del territorio.

A breve dovrebbe entrare in funzione un gassificatore per alleggerire l’onere che grava sui consumi energetici sempre più elevati proprio dei fabbricanti di birra.

Una tecnica già conosciuta nel XVIII secolo, potenziata oggi dalla società di ricerca che ha avviato un metodo innovativo per le biomasse, come le già citate trebbie, con un risparmio futuro in bolletta che si stima addirittura dell’80%.

Un progetto di successo, per ora pilota, ma che potrebbe essere, con le relative modifiche, una risposta importante alla mancanza energetica del Paese.

6 recommended
bookmark icon