Tsunami Internet, capitolo XV

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Gli Alchimisti, seconda parte

Quella notte Hiroshi ando’ a letto per primo, aveva rinunciato alla compagnia della ragazza destinata a lui e l’aveva ceduta a Christian che ne voleva avere due.  L’orientale era piu’ pensoso  del solito : non poteva dimenticare una frase di Andy che gli era rimasta in testa e  sballottolava nei suoi circuiti cerebrali come una palla da flipper : “… una massa iniziale di denaro alla quale si conferisca un potenziale illimitato “

“Come si fa ? – pensava Hiroshi – come si fa a conferire un potenziale illimitato a una massa di denaro finita ? E Chi glielo dovrebbe conferire ? “

E inoltre c’era qualcos’altro che lo turbava. Qualcosa che aveva da sempre notato  e lo lasciava perplesso, anzi piu’ che perplesso. Gli generava una sensazione di indefinito sconforto, limitava la sua partecipazione alla squadra e lo inchiodava talvolta ad un ruolo di spettatore . Era lo sguardo di alcuni componenti del gruppo, la loro postura, il loro arrogante apparente distacco dalle emozioni comuni, la loro capacita’ naturale di ottenere senza dover chiedere, senza manifestare il bisogno . E anche la loro gelida soddisfazione per il successo, come se ogni cosa ottenessero fosse solo un orpello superfluo che non arricchiva il loro stato … semplicemente ne era attratta .

Chi erano costoro ? Il frutto di una lenta evoluzione avvenuta nel silenzio del DNA per secoli e millenni, oppure dei parassiti di una specie sull’orlo dell’autodistruzione ?

Erano la razza padrona !? Come si diventava cosi’ ?

La loro attitudine aveva un’origine nel latte materno, nello sperma paterno, nella vibrazione vocale dei loro genitori ?

Era, come sostenevano alcuni, l’effetto dello stato sociale d’appartenenza e dell’educazione ? Oppure una condizione che preesisteva alla nascita ?

Un dono ? Forse un segno che, se decifrato, poteva chiarire l’aspetto occulto della Storia ?

Chi possedeva quell’ineffabile smorfietta, quel lento distendersi dei  muscoli facciali, era  preda del proprio Io rettiloide o si era gia’ disciolto nella Grande Anima del Pianeta ?

Costoro avevano mai assistito con accortezza alle manifestazioni del proprio essere profondo o semplicemente lo trasportavano qui e la’ a caccia di nuovi piaceri e conferme ?

Qualcuno indicava queste manifestazioni con la dicitura “carisma” o più semplicemente “fascino”, ma a Hiroshi queste definizioni sembravano solo una spiegazione offerta alle masse di precari e insicuri in cerca di identificazione con modelli vincenti. Si giro’ e rigiro’ nel letto, poi prego’ il suo Dio e precipito’ nell’abisso vuoto del sonno.    

L’indomani pomeriggio, reduci dalla nottata, dopo una lunga doccia e un brunch, ognuno nella propria stanza fece diligentemente i compiti. Ognuno lesse con attenzione il dossier, stese delle note e si preparo’ all’incontro serale. Nessuno parlo’ ne’ tantomeno incontro’ nessun altro della squadra . Andy era stato chiaro: “massima riservatezza e niente contatti tra i membri fino al momento del confronto collettivo “.

A sera cenarono nuovamente tutti insieme in un’atmosfera ancora gioiosa ma gia’ carica di impegno per la “missione” . John raccolse le opinioni scritte di tutti e le passo’ ad Andy che le lesse a voce alta dopo cena . C’erano delle perplessita’ ma non tali da mettere in discussione il progetto.  Quindi il capo  si appresto’ ad una risposta complessiva .

“Secondo un teorico contemporaneo ” –  esordi’-  “in futuro la societa’ non sara’ piu’ solo divisa in classi economiche, ma anche in classi determinate dalle quantita’ di informazioni a loro disposizione … “

“Conosco la fonte“ – disse Gerhard Hosfeld – “e’ Hans Magnus Henzensberger. Un tedesco. Un comunista secondo molti” – si affrettò a precisare.

“Esatto – confermo’ Andy – ma noi aggiungiamo : ‘non solo dalla quantita’ di informazioni, ma anche, e soprattutto, dalla velocita’ e ubiquita’ delle reti che trasporteranno le informazioni stesse. E questo fa la differenza !”

“Quindi ? – lo apostrofo’ Ofer

“Quindi il segreto della futura alchimia e’ nella dimensione digitale che consente velocita’ e ubiquita’ . E’ superfluo ricordarvi che con l’antica parola araba ‘digit’ si definivano  le prime dieci cifre  numeriche : da 0 a 9 . Oggi stiamo per entrare nell’era dei numeri …”

“ I nostri cabalisti lo sanno da secoli “ – riintervenne Ofer , fiero delle sue origini ebraiche.

“E’ vero ! Bravi ! Meglio cosi ! – riprese Andy –  Anche i Pitagorici lo sanno da secoli e tuttora non conosciamo le loro fonti. Ma sappiamo per certo che i numeri vanno da infinito a meno infinito. Quindi la futura economia All Digital, basata su  sterminate sequenze di Zero e uno, che trasportano Pictures, Audio, Data , Graphics , che utilizza nuove reti di distribuzione on line, telefoni digitali, videotelefonia, Interactive Cable a larga banda… E poi satelliti  geostazionari e orbitanti, antenne individuali e collettive … E  standard di compressione,  Conditional access, decoder , informazioni criptate creera’ la nuova alfabetizzazione e formera’ le  nuove generazioni . Ok ? ”

Riprese fiato dopo la filastrocca  e trasse una prima conclusione “… quindi la futura economia, fatta di produzione, distribuzione e commercio digitale, agira’ al di fuori e al di là dei limiti tradizionali E spazierà da infinito a meno infinito. “

Andy lesse negli occhi di qualcuno, per esempio in quelli di Hiroshi, dei seri dubbi , ma decise di incalzare comunque:  

“ E’ nella transizione da analogico a digitale che si rinviene la formula per creare denaro. L’analogico e’ il vecchio, il pesante, solido denaro. Il digitale e’ il nuovo, leggero, infinito , anche virtuale …”

“ Volatile dunque , anche molto volatile “,  tenne a dire Hank De Wildt

“Si’ volatile, forse molto volatile, ma per tutto il tempo che intercorre tra la sua creazione e la sua… come dire: ‘evaporazione’, noi, se ci organizziamo,  ne potremmo disporre. Se siamo bravi potremo comprare qualsiasi cosa, qualsiasi persona, potremo comprare interi governi, forgiare la Storia, ridisegnare la Geografia e la geopolitica… “

“ Comunque – tossicchio’ Andy riprendendosi da quella che appariva anche a lui un’esagerata esaltazione – come voi tutti saprete e’ in corso un fenomeno di convergenza tra l’industria delle TLC, quella dei PC e i media. Questo fenomeno prevede che le maggiori masse finanziarie attraggano quelle minori, se si coniuga questo con la globalizzazione della cultura, andiamo incontro ad  una fase di  Digital Power in cui comincia l’organizzazione del consenso e dei consumi su territori transnazionali e che si concludera’ solo quando pochi competitor globali controlleranno equilibrate share… equilibrate porzioni di affari, ognuno nei propri mercati, nelle proprie aree di intervento. Per arrivare a questo occorrono grandi, enormi, oggi ancora impensabili   joint ventures e take over e bisogna costruire nuove societa’, conglomerati verticali,  per centralizzare e controllare i segnali che trasportano le informazioni a grande velocita’ e dovunque .”

“ Ah, questa sarebbe vera musica per le orecchie di George Orwell “ – da buon inglese Patrick Finch non seppe trattenersi . Orwell era un suo illustre connazionale , ci teneva a citarlo .

“Lo e’, credimi lo e. E’ vera musica ” – riprese Andy . “ Ma veniamo ancora  piu’ a noi . In una cultura globalizzata attraverso e a causa delle reti, il Tempo tende a “zero”  e lo Spazio tende a tutto il pianeta . Ovvero si crea un cyberspazio-tempo che deve, ripeto Deve, essere occupato dalle economie dominanti e dalla finanza transfrontaliera “

 “ E in questo cyberspazio-tempo si ipotizza anche il Superamento del  sistema di distribuzione delle merci tradizionale ? “ chiese Christian

“Esatto caro, esatto, e non solo, si ipotizza anche il superamento in progress del sistema di imposte sul  commercio locale – nazionale – internazionale “ 

“ Il trionfo del Commercio Globale monoprice, allora, l’esaltazione di plastic money  e dunque  l’aperture di banche on line ? Ci stai parlando di questo ?“  

“Si, si’ certo e anche la possibilita’ di scambi illeciti se vuoi, di furti nelle reti, di traffici anonimi d’organi umani, armi e materiale radioattivo … ma questo ci interessa meno “

“Ah, meno male – commento’ Paul – piu’ andavamo avanti piu’ mi preoccupavo. A-morali OK , pero’ …“

“ Non ti preoccupare Paul, la nostra azione e’ tutta lecita, non c’e’ nulla di gangsteristico in quanto andremo a fare, i nostri eventuali reati non sono ancora menzionati nei Trattati Internazionali. Noi agiremo sui numeri all’interno dei mercati finanziari . E comunque – affermò ridendo – prima  che qualcuno ci arresti, noi arresteremo tutti loro ! Ora ascoltate, vi prego  . E trasse un foglio da una tasca .

Allora:  la Squadra degli Analisti Strategici,  dopo anni di ricerche e’ giunta a queste conclusioni  … i mercati finanziari di fine millennio saranno orientati dalle informazioni circolanti nelle reti digitali. OK ? –  guardo’ la sua platea accertandosi che ognuno seguisse con attenzione – Presto, molto presto  cosi’ tanta gente nel mondo avra’ accesso a cosi’ tante informazioni e alla possibilita’ di agire istantaneamente grazie alle tecnologie digitali.  Il fenomeno determinera’ molte cose diverse , ma soprattutto un aspetto che ci riguarda:  una contrattazione finanziaria che si svolgera’ 24 ore al giorno e 7 giorni a settimana.  La tecnologia digitale e’ l’ambiente in cui  le informazioni , ripeto : in determinate condizioni di velocita’ e ubiquita’,  prima orienteranno e poi  determineranno  le scelte. Questo ve lo dovete fissare bene in testa. 

Gia’ attualmente, come ben sapete,  pochi  investitori, ma da ogni parte del mondo,  possono conoscere i prezzi di qualsiasi titolo istantaneamente ed ottenere che i loro ordini vengano eseguiti. Cio’ sta rendendo obsoleta l’attivita’ di compravendita nei parterre delle Borse tradizionali. Continua tu, John ti prego … ” e passo’ il foglio a John Gillmore .

Il rosso irlandese, erede di potentati economici-politici originati in Massachussetes, si schiari’ la voce e ricomincio’ a leggere dove aveva interrotto Andy .

“Nell’immediato futuro, oltre ai computer casalinghi e d’uffico, masse di investitori useranno telefoni cellulari e computers portabili  e , con questi devices, avranno accesso ai mercati attraverso reti  sempre piu’ sofisticate e  potranno ottenere rapporti sull’andamento dei propri titoli su canali digitali personalizzati e, ovviamente, sui loro display. All’interno dei mercati si verificheranno sempre piu’ alleanze globali e fusioni che consentiranno ai gruppi integrati l’accesso a flussi di capitali su scala planetaria. La compravendita costera’ meno , i mercati godranno di enorme liquidita’, raccogliere fondi dai risparmiatori sara’ molto piu’ facile, veloce ed efficace. Gli imprenditori saranno incoraggiati a collocare le proprie societa’ in Borsa, sia nei paesi sviluppati che in quelli emergenti.”

Ofer chiese la parola : “Scusa Andy, ma TUTTO CIO’- disse – prevede una stabilita’ del governo mondiale, cioe’ l’assenza di conflitti “

“Certo Ofer , certo , lo sai le altre Squadre stanno facendo del loro meglio per sanare tutte le questioni sospese . Voi a Tel Aviv… si’ , insomma, voi a Gerusalemme siete un problema … troveremo una soluzione. Troveremo una rappresentanza, una porzione dell’Islam con cui fare accordi . In ogni caso,  TUTTO CIO’, come dici tu ,  prevede solo stabilita’ e soprattutto la Fiducia Ofer , solo l’Opera della Dea Fiducia …  Ora, come puoi immaginare,  alla costruzione della fiducia planetaria stanno lavorando altre squadre, in primis i ragazzi della Comunicazione e , per quello che ne so, con un certo successo.   Pero’, perdonatemi, ma vorrei concludere questa prima fase. Ti prego John continua “

“ Diversi fattori stanno orientando il cambiamento – riprese l’irlandese-  La tecnologia video,  dei computer e delle telecomunicazioni ha trovato il suo collante . Il tempo delle operazioni tende a zero, lo Spazio tende a tutto il pianeta . Si allarga esponenzialmente  la base dei potenziali investitori. Solo in Usa , nel 1999 , tra 10 anni , circa 100 milioni di persone avranno accesso alle reti . All’inizio del 2000 nel mondo saranno 500 milioni. Nel 50% delle case americane, europee e giapponesi ci sara’ un computer…

“Non credi Hiroshi ? “ – tenne a dire Andy che notava  di quando in quando un’ombra negli occhi del vecchio compagno di stanza .

Hiroshi annuì limitandosi ad un cenno della testa . Non era questo il punto . Non era il mercato dei microchip o il numero dei computer funzionanti il problema che lo affliggeva. Era piuttosto una questione etica, era l’interpretazione della A-moralita’ che avrebbe voluto discutere , ma ritenne di soprassedere .

“La compravendita sara’ elettronica – riprese John – Il mercato della vecchia distribuzione atomica dei beni : negozi, supermercati, scaffali, chioschi, venditori ambulanti , sale per aste, gallerie d’arte, etc…, e’ sfidato inesorabilmente dalla distribuzione tramite reti digitali. Nell’area finanziaria  agiranno  milioni di brokers online e si stima che il 35%  della popolazione in Usa , Europa e Giappone , nel 2000 comprera’  e vendera’ titoli azionari e obbligazionari in rete.”

“ Ma e’ un fenomeno che riguarda prevalentemente i giovani – riintervenne  Paul Gardner – un segmento interessante, ma a basso reddito “

“Errore Paul … errore – lo corresse Andy –  La crescita demografica e in particolare l’aumento dell’eta’ media e del periodo di godimento delle pensioni, sta determinando un rapido aumento del numero di investitori. E noi qui parliamo di investitori , non di consumatori . Fate concludere John . Vai John , continua. “

“Alla fine della Seconda Guerra Mondiale solo il 5% della popolazione Usa possedeva azioni . Nel 2000 si calcola che questa porzione sara’ il 45%. E di questi il 75%  investira’ in un  mercato finanziario che funziona esclusivamente su reti digitali.  La classe media e’ diventata la maggiore sostenitrice, le sue risorse economiche sono pronte a confluire nelle Borse mondiali. Cio’ sta influendo anche sulla stesura di leggi, che una volta riguardavano solo le classi ricche.

La globalizzazione dell’economia e della finanza consente alle Societa’ di cercare capitali in ogni nazione e molte Societa’, non solo le tradizionali multinazionali, dopo essersi rafforzate nei mercati d’origine , stanno quotandosi nei mercati dove i loro prodotti sono venduti . “

Hiroshi ascoltava attento e prendeva anche appunti, ma ad un certo punto non seppe trattenersi .

“Andy !“ – disse .

“Si’ Hiroshi , dimmi … “

“ OK, tutto OK , ma ieri dicevi di una massa di denaro con potenziale infinito … che vuol dire potenziale infinito ?“

“I bit !” Pronunciò questa parolina come se evocasse un intero universo. “I bit sono infiniti Hiroshi. IN-FI-NI-TI . L’economia fondata sui bit non e’ come quelle precedenti fondate su materie prime limitate  … quando si “inneschera’” , e’ proprio il caso di usare questo verbo, quando si inneschera’ il fenomeno della compravendita di bit , dilaghera’ ad infinito …sara’ come trovarsi dentro un Big Bang finanziario … si formeranno costellazioni fatte di societa’ con attivita’ digitali, ci saranno stelle, pianeti, satelliti che nasceranno all’interno di un nuovo Spazio/Tempo, di un “nuovo”, oggi ancora inesistente, Universo di Transazioni  “

“E al Big Bang seguira’ il Big Crunch – sospiro’ Hiroshi – dopo l’esplosione ci sara’ l’implosione . Come pensate di governare il processo ? “

“Per il momento non si prevede l’implosione Hiroshi … i bit sono, come dicevo,  una risorsa infinita, una risorsa che si autogenera.” Per un attimo si intui’ che Andy sulla questione dell’eventuale Big Crunch non era molto preparato. Il Capo della Squadra aggrotto’ le sopracciglia , parve voler aggiungere qualcosa , ma poi decise di glissare. “ Comunque… vai John, continua  “

“Le Borse esistenti non possiedono oggi  un’architettura in grado di servire i bisogni di investitori online e delle Societa’ quotate, ma una nuova generazione di Stock Markets  e’ allo studio per gestire i capitali globalizzati e la liquidita’ dei risparmi . Per realizzare: 24 ore al giorno di contrattazione, basse commissioni, offerte finanziarie promosse in dettaglio,  accesso a prezzi ed esecuzioni istantanee da ogni parte del mondo, competitivita’ e trasparenza delle operazioni. Questa nuova generazione di Stock Market ha deciso di adottare la tecnologia delle reti digitali , che si pone appunto alla confluenza tra la  massa di informazioni e la massa di assets, capitali e liquidi che sempre piu’ si vogliono incontrare  . “ 

“E’ arriviamo al Gasd – disse Andy, con un certo sollievo – Global Association of Securities Dealers.  Vai John “ “La strategia  del Gasd e’ quella di  incrementare costantemente la capacita’ di transazioni . Nel 1971, 18 anni fa, con una mossa considerata rivoluzionaria il Gasdaq Market, di proprieta’ del Gasd , affronto’ per primo al mondo la sfida – a quel tempo definita – telematica.

Il Gasdaq venne creato nel 1971 quale primo mercato al mondo di contrattazione puramente basata su informazioni che compaiono dagli schermi dei computer  . Autorizzando compratori e venditori a comunicare attraverso i computer , invece che di persona, Gasdaq facilita il commercio e la sorveglianza. Soprattutto , in tal modo , si escludono le strettoie, dovute al fattore umano, che tradizionalmente facevano soffrire in caso di alti e altissimi volumi scambiati . La contrattazione  e’ continua e evita gli strappi delle chiusure e riaperture.

 Siamo  in presenza – volle aggiungere John Gillmore che sembrava gia’ al corrente di tutto – di uno “spazio/tempo” di  moltiplicazione. Un ambiente fortemente digitalizzato, in cui la Convergenza Computer-TLC-media viene  esaltata finanziariamente… quasi , direi, ha trovato le forme per  autoesaltarsi, grazie alle condizioni di velocita’ e ubiquita’ di quell’ambiente .”

“ Per ribadire – riprese Andy con paragone grossolano,  ma utile a comprendere – grazie alla scissione dell’atomo, in un certo periodo della storia si pote’ cominciare a generare e a gestire masse di energia impensabili, sia per scopi civili che per scopi bellici. In questo caso e’ come se il  Gasdaq fosse un imponente laboratorio, perfettamente organizzato, in grado , grazie alla confluenza di informazioni su  reti digitali , in particolari condizioni di “velocita’ , ubiquita’  e temperatura finanziaria”… e’ come se fosse in grado – respiro’ profondamente –  di generare masse di valore … valore di scambio. E’ piu’ chiaro ora Hiroshi ?  “

Hiroshi annui’ ancora , ma piu’ che comprendere subiva l’autorita’ del leader e non si sentiva pronto ad una replica . Voleva studiare meglio la questione . In ogni caso … 

“Volatile. Tutto molto volatile “ – ribadi’ ancora una volta Hank De Wildt . “ E’ come quando negli acceleratori nucleari si fondono gli elementi per ottenere atomi di numero atomico maggiorato …oltre il numero atomico 100 pero’ gli atomi sono inutilizzabili perche’ si disintegrano da soli in tempi ridottissimi … anche in milionesimi di secondo … cioe’, credo che la Natura reagisca … e’ difficile far vivere a lungo un Frankenstein qualsiasi … un enorme Frankenstein assemblato con valore di scambio … Non so, Andy, forse dico delle fesserie “ concluse attenuando la critica “ pero’ ho qualche dubbio.”  

Andy stavolta si indispetti’ , ma mantenne la calma e con un minimo salto di voce riprese evitando di rispondere all’olandese : “ Questo fenomeno, cioe’ la generazione di valore di scambio ,  sara’ causato dalle IPO, ovvero le Offerte Pubbliche Iniziali che riguardano i titoli azionari il primo giorno che iniziano le contrattazioni sul loro prezzo. In particolare al Gasdaq le IPO consentiranno il generarsi di una massa di valore, grazie alla quale la convergenza tecnologico-finanziaria si alimentera’ e si espandera’ a tutti i mercati raggiungibili .”

L’attacco di Hank era stato duro e abbastanza inaspettato. Di solito l’olandese , noto nel gruppo per una certa ossessivita’ si limitava a delle cantilene. Stavolta aveva argomentato in modo efficace . Andy comunque non lo considerava ostile ed era certo di poter controllare il suo eventuale dissenso. Quindi ripasso’ la palla al fido John . “Continua a leggere tu John , ti prego, vai direttamente al capitolo sulle IPO “

“ OK Andy , ecco qui … i beneficiarii di tale fenomeno non sono limitati alle societa’ quotate ma, trattandosi in definitiva di una specie di “alchimia finanziaria”, esistono altri beneficiarii, e si tratta , ovviamente, di banche . Vediamo come operano .”

“ Usiamo la definizione “alchimia finanziaria”- volle precisare Andy –  perche’ da tempo  le IPO sono indicate come “mistiche operazioni velate di mistero”.

“Velate di mistero eh ? – ironizzo’ Christian Charrue – e noi vogliamo ri-velarle nes pas ? “

Qualcuno scoppio’ a ridere allentando la tensione che si era andata creando . Anche Andy sorrise bonario . Hiroshi no. Si sentiva sempre piu’ solo . 

“Con l’acronimo IPO – riprese John –  come sapete ,  si esprime quella complessa procedura che conduce una societa’ ad essere quotata in Borsa .

IPO

I soggetti che realizzano questa  pratica sono fondamentalmente 4 : la societa’ che vuole quotarsi , una banca di investimenti, un “accountant” e uno studio legale . Il ruolo fondamentale appare pero’ essere quello svolto dalla Banca di Investimenti o Underwriter. Questo ruolo puo’ essere svolto da una sola o da un gruppo di Banche, in tal caso,  tra loro, una di esse svolge una funzione leader e viene definita Lead Manager . Un Underwriter e’ dunque il collegamento tra la Societa’ che vuole raccogliere capitale attraverso il suo collocamento in Borsa  e il Mercato . L’Underwriter assume il rischio di preacquistare le nuove emissioni di azioni e rivenderle al pubblico guadagnando o  – molto raramente – perdendo.

Nella lista dei 12 piu’ attivi Underwriters che operano IPO al Gasdaq si dovranno rinvenire  tutte le banche per le quali lavoriamo, cioé quel gruppo  che tradizionalmente traccia le regole della finanza internazionale.

“ OK ragazzi – riprese la parola Andy – anche per oggi facciamo basta . Mi sembra che ci siamo detti molte cose e non vorrei che diventassero troppe . Come sempre vi raccomando la massima discrezione su questo incontro. A proposito delle IPO riceverete informazioni piu’ dettagliate per iscritto nei prossimi anni. Buon lavoro “.

 

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