Tsu­na­mi In­ter­net, the Di­gi­tal Glo­bish Lan­gua­ge, par­te IV

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Open source : sorgente aperta. In informatica, indica un software i cui autori (detentori dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono, il libero studio e modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. Ciò è regolato mediante l’applicazione di apposite licenze d’uso (no-copyright, copyleft, creative commons, etc…). La collaborazione di più parti – in genere libera e spontanea- permette al prodotto finale di raggiungere una complessità maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di lavoro. L’open source ha tratto grande beneficio da Internet perché esso permette a programmatori, geograficamente distanti, di coordinarsi e lavorare allo stesso progetto. I software open source attualmente più diffusi sono Firefox, OpenOffice, VLC, Gimp, 7-Zip, oltre ad un gran numero di progetti rivolti, non all’utente finale, ma ad altri programmatori. Degne di nota le famiglie di sistemi operativi BSD , GNU e il kernel Linux. 

Pay resource: risorsa a pagamento si rinviene e si raccoglie nel pay market: mercato a pagamento. La risorsa pay è una delle quattro risorse grazie alle quali si finanziano i Vecchi e Nuovi Media. E’ il denaro che si raccoglie al box office con la vendita diretta di prodotti (libri, giornali, DVD, film al cinema, etc.) oppure on-line, grazie alle pratiche di e-commerce, con la vendita o la sottoscrizione di prodotti (canali tv, accesso a informazioni privilegiate, applications, etc…). Si può distinguere in pay basic nel caso di abbonamenti mensili alle pay tv o pay per view (PPV): paga per ogni visione. Quest’ultima consiste nella fruizione prepagata di uno o più programmi televisivi ben determinati (calcio, film, pornografia, etc…). I programmi pay per view, se preregistrati, possono essere disponibili anche in video on demand (accesso agli archivi su richiesta) o in near video on demand (accesso ritardato ad una programmazione che scorre avvicendando repliche).

Peer-to-peer (P2P): indica un’architettura logica di rete informatica in cui i nodi non sono gerarchizzati unicamente sotto forma di clienti e serventi, ma sotto forma di nodi equivalenti o paritari (in inglese peer), in grado cioè di operare sia da cliente che da servente verso gli altri nodi terminali della rete. 

Pixel (contrazione di picture element): in computer grafica indica ciascuno degli elementi puntiformi (dati cromatici) che compongono una immagine digitale, ad esempio su un dispositivo di visualizzazione o nella memoria di un computer.

Pro-sumer (professional o producer-user): indica coloro i quali caricano contenuti in Rete, grazie anche all’uso di contenuti altrui e comunque godendo di servizi offerti da una Comunità o da un ISP. In generale, si riferisce ad un utente che, superando il classico ruolo passivo, assume un ruolo più attivo nel processo che coinvolge le fasi di creazione, produzione, distribuzione e consumo. Nel 1972 Marshall McLuhan e Barrington Nevitt suggerirono nel loro libro “Take Today”, che con la tecnologia elettrica, ogni consumatore sarebbe diventato anche un produttore. Nel libro, “The Third Wave“, del 1980, il futurologo Alvin Toffler coniò il termine prosumer.

Public company: una società ad azionariato diffuso quotata in Borsa. Niente a che vedere con le Società Pubbliche possedute dallo Stato.

Tablet: tavoletta. E’ un computer portatile che permette all’utente di interfacciarsi con la Rete, oltre che con il mouse, direttamente dallo schermo mediante una penna e, in particolari modelli (touchscreen), anche con le dita. 

Target group: gruppo più o meno ristretto di individui che si vuole raggiungere con una strategia di marketing o, più in particolare, con una campagna pubblicitaria diretta esclusivamente a loro.

Touchscreen: tocca (lo) schermo/schermo tattile, è un particolare dispositivo frutto dell’unione di uno schermo e un digitalizzatore, che permette all’utente di interagire con una interfaccia grafica mediante le dita o particolari oggetti. 

UGC: User Generated Content, è un particolare tipo di Content che viene prodotto dagli Utenti di un medium – invece che dalla proprietà (redazione) del medium stesso- e viene reso fruibile ad altri utenti grazie a pratiche di diffusione prevalentemente gratuite. 

UGM: User Generated Media (i Blog, i Social network, le Community e simili).

Upload: letteralmente caricare su un server web, files residenti sul proprio computer.

Uploaders: coloro i quali caricano (to upload: caricare) o copiano su un web server contenuti residenti sul proprio computer.

Viewers: gli spettatori della Rete (to view : vedere, guardare). Coloro i quali guardano/vedono i contenuti di un determinato sito, blog, messaggio pubblicitario, etc…

Viral communication: comunicazione virale. La definizione descrive una pratica che sollecita e incoraggia gli utenti della Rete a inoltrare un contenuto ad altri utenti, creando in tal modo un’effetto valanga o una crescita esponenziale che rafforza la visibilità e l’influenza del messaggio. Come nel caso dei virus, una simile strategia, trae enorme vantaggio dalla rapida e incontenibile moltiplicazione che si può realizzare solo nelle reti digitali. Nel caso della Comunità Youtube, grazie alla comunicazione virale, alcune videoclip hanno raggiunto un numero di visionamenti dell’ordine delle centinaia di milioni. La hit parade della comunicazione virale vede al primo posto “Gangnam Style”, una videoclip sudcoreana che ha cumulato più di 2 miliardi di visionamenti.   

Web browser o navigatore, (vedi browser). 

Web communities:  Una comunità in Rete, virtuale. Ovvero un luogo di incontro online dove le persone si scambiano, condividono e rieditano contenuti; dibattono sui più svariati argomenti, seri o meno seri. Un esempio di community sono Youtube, Facebook, Twitter, Meetic, etc… Nel corso del tempo si è arrivati ad affermare che il Messaggio, non è più solo il suo Contenuto o il Mezzo grazie al quale si diffonde, ma la Comunità stessa.     

Web server: è un’applicazione software installata in un dispositivo per gestire richieste di trasferimento di pagine web tramite l’utilizzo di IP – protocolli internet. L’insieme di tutti i web servers interconnessi a livello mondiale dà vita al World Wide Web.

Wi-fi: indica una tecnologia e i relativi dispositivi che consentono a terminali di utenza di collegarsi tra loro attraverso una rete locale in modalità wireless (WLAN). A sua volta, la rete locale così ottenuta può essere allacciata alla rete Internet e usufruire di tutti i servizi di connettività offerti da un  ISP.

Wireless: senza cavi. Quei tipi di telecomunicazioni nelle quali il segnale viene trasportato mediante onde elettromagnetiche.

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