Recensione Il Mediterraneo in barca

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Niente misteri o gialli o noirceur nel reportage, uno stile fresco e asciutto, lo sguardo attento a descrivere quel che vede.

Il Mediterraneo in barca
Georges Simenon
Traduzione di Giuseppe Girimonti Greco e Maria Laura Vanorio
Reportage (anche fotografico)
Adelphi
2019 (orig. in francese 1934, Mare nostrum ou La Méditerranée en goélette)
Pag. 189 euro 16

Mediterraneo a vela. 1934, da maggio ad agosto. Il grande scrittore Georges Simenon era di origine bretone, belga di nascita, francese d’adozione; ebbe varie mogli, quattro figli, diecimila donne (così si tramanda, di cui oltre ottomila prostitute… secondo i propri stessi vaghi ricordi), duecento pipe; col proprio nome e decine di pseudonimi scrisse duecento romanzi (“seriali” per ambiente e dinamica), molti gialli e noir, la serie Maigret (altri 75 romanzi e almeno 26 racconti), migliaia di racconti, interviste, reportages, inchieste, prefazioni, memorie.

Innumerevoli le riduzioni delle sue opere e, in particolare, del suo “non alter ego” commissario, sia televisive (4 serie di successo con l’inarrivabile Gino Cervi in Italia) che cinematografiche (se ne sono contate almeno 17 con Maigret e 51 senza), meritato clamore internazionale. Il mercato italiano di Simenon è il più forte del mondo. Iniziò da giornalista, dal 1919 e per oltre tre anni alla Gazette de Liège (con lo pseudonimo di Georges Sim). Contemporaneamente collaborava con altre riviste, pubblicando il suo primo romanzo a soli 18 anni. Non lavorava né scriveva senza corrispettivo, però scriveva tantissimo tutti i giorni, un bisogno vitale (come il sesso), notoriamente. Divenuto ben presto ricco e famoso, viaggiò molto con ogni mezzo, realizzando spesso reportage, nel 1934 questi dieci articoli per mare, apparsi subito (e per la prima volta) sul settimanale Marianne.

Aveva affittato una goletta italiana con relativo rude equipaggio, partì dall’isola di Porquerolles in Provenza, toccò coste e porti, golfi e isole, seguendo un itinerario teorico, disegnato sulla mappa, poi molto diverso da quello realizzato effettivamente: Genova, l’Elba e l’arcipelago toscano, Napoli, Messina, Siracusa, Malta, Tunisi, Biserta, Cagliari e ritorno. Raccontò con acume e divertimento l’unicum del Mediterraneo occidentale di allora, ecosistemi e popoli abbastanza simili.
Simenon aveva pubblicato in meno di tre anni già 19 Maigret quando partì. Era stato più volte in barca in gran parte del Mediterraneo e nelle isole greche (perlopiù piroscafi a motore, anche nel lusso); usava pure professionalmente la macchina fotografica, artigiano dell’uso pubblicitario delle immagini (per le proprie copertine, a esempio). Qui narra episodi, storie, aneddoti, esperienze legate alla navigazione e ai porti, ai venti e ai pesci, ai paesi visitati e all’antropologia umana incontrata, laddove tutto si ammanta di poesia (come scrive con ironia di noi latini), anche in tempi di crisi. Nel secondo articolo si trova all’Elba, decide di non visitare la casa di Napoleone a Portoferraio, sottolineando che vi sono soltanto quattro buoni (indispensabili) motivi per scendere a terra: portare la documentazione in capitaneria; farsi registrare in dogana “con documenti e soldi a portata di mano” (compreso spesso per le bustarelle); fare un salto al fermo posta nel caso di eventuali lettere ricevute; andare al bordello “per ritrovare le vostre abitudini, un ambiente familiare, qualche ragazza che parli la vostra lingua”. Ogni motivo rientra in successive descrizioni, più frequentemente il quarto con tutti i vari quartieri delle prostitute durante ogni sosta, una trattazione quasi esclusiva nel settimo articolo da Tunisi (dopo l’astinenza a Malta, dovuta agli invadenti colonizzatori inglesi).

Niente misteri o gialli o noirceur nel reportage, uno stile fresco e asciutto, lo sguardo attento a descrivere quel che vede e a raccontare quel che sente o ricorda (pure altre storie di altri viaggi), una frequente comparazione di usi e costumi per chiarirsi con i lontani lettori, parigini e francesi. Vino bianco ovunque, accanto ad alcolici locali-nazionali. Musica lirica e napoletana.

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