Operatori Giuridico – Ecologici

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A proposito della nostra giustizia non si sa più che dire. Chi dice che è in crisi, chi in ritardo, chi che è sempre stata così. Certamente è inadeguata, ripetutamente partigiana, sovente non giusta, in assoluto tarda. Eppure, il cittadino non ne può farne a meno e ha la netta impressione di un vuoto di cui ascrive la responsabilità a coloro che avrebbero avuto il compito di occuparsene. Avverte come se ne fossero occupati degli operatori ecologici. Esiste una nuova categoria di addetti ai lavori, gli “operatori giuridici ecologici”, di cui fanno parte tutti, legislatori, magistrati, impiegati, avvocati e quei cittadini che approfittano della sua inefficienza.

La cronaca di tutti i giorni è piena di episodi che fanno cadere le braccia. Nella migliore delle ipotesi, come nel caso di cui appresso fanno sorridere. Per non piangere.

Pochi giorni fa un quotidiano nazionale ha riportato un episodio di una “partigianeria magistrale” sul qual vale la pena riflettere; evidenzia come, quando l’indagato è un magistrato, la giustizia abbia due pesi e due misure.

Il caso è quello di un magistrato inquisito, il quale, a dispetto di ogni norma a tutela della segretezza delle indagini che impedisce a qualsivoglia indagato di conoscere prima della chiusura dell’istruttoria gli atti che lo riguardano, abusando della sua posizione, con la compiacenza dell’Ufficio, ha avuto modo di accedere al fascicolo del PM che lo riguardava. Per tutti sarebbe stato un illecito, ma non per lui. La sentenza lo assolve giacché “Non integra l’illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni della grave scorrettezza nei confronti dei colleghi il comportamento del Sostituto procuratore che acquisisce copia degli atti di un procedimento che lo riguarda avvalendosi delle relazioni di ufficio con il personale di cancelleria laddove tale condotta sia stata posta in essere in uno stato di evidente turbamento che ha portato a una scarsa ponderazione dell’agire a cui, però, è seguita la restituzione delle carte, circostanza che escludono la sussistenza del requisito della gravità della condotta” (Dal testo della sentenza pubblicata da Libero). Che dire? No comment. Per carità di patria.

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