Annotazioni su un caso delicato di Michael Robert Michon

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Annotazioni su un caso delicato 
Michael Robert Michon
Noir
Castelvecchi Roma
2022 
Pag. 121 euro 15

Bergamo. Ottobre 2007. L’ultrasessantenne Rodolfo Guarnieri è a colloquio con la signora Irma Zulìn nel salotto della pretenziosa villa sulle colline sovrastanti la Città Alta. Le dice che sta impostando la biografia del figlio Giorgio Valdameri, da poco morto suicida, per celebrarne da affettuoso amico (si sono conosciuti in Cina) le gesta imprenditoriali, essendo riuscito a trasformare un’attività modesta in un’industria all’avanguardia nella produzione di componenti elettronici (microchip di alta precisione), arrivata a fatturare oltre 240 milioni di euro, fiore all’occhiello della zona. Non ne ricava molto. Arriva anche il primogenito Guglielmo e cresce l’ostilità. Del resto, loro non sanno che Rodolfo in realtà è Sergio Segre, fino a cinque anni prima famoso ricco investigatore privato, ora ritirato a meritato riposo (a Sarnico sul lago d’Iseo dall’ottobre 2006, una suite in albergo), ma coinvolto dal 43enne commissario di Dalmine, Gaetano Triulzi, scrupoloso e sospettoso, incontrato in vacanza. I tenui dissapori sorti nella vita coniugale e qualche difficoltà nella gestione dell’azienda forse non giustificavano una grande depressione e il gesto disperato di buttarsi dal boscoso dirupo sopra una cascata. Il caso era stato archiviato, Sergio inizia a intrufolarsi sotto false identità e a spulciare documenti, contatta l’ex ragioniere contabile Federico Luosi, la domestica Emma e l’ex moglie Irina Petkovic (resasi irreperibile in Svizzera come Chiara Poli), informa segretamente e collabora con Triulzi per le verifiche. Sicuramente ci sono segreti e misfatti dietro le apparenze, falsità e ipocrisie: vale la pena andare fino in fondo.

L’imprenditore in pensione Michael Robert Michon (Londra, 1952) è cresciuto in Italia in seguito alla morte improvvisa del padre, presto coinvolto nei sani valori del movimento del Sessantotto, dai quali ha convintamente ereditato l’amore per la natura e per i viaggi (in Afghanistan nel 1972), la passione per libri e musiche. Dopo gli studi classici, ha avuto successo in campo produttivo, continuando a interessarsi di filosofia e psicologia.

Giunge ora all’apprendistato nel romanzo, un testo breve, narrato in prima persona al passato dal protagonista (tendenzialmente seriale?), con frequenti introspezioni. Sergio aveva lavorato per vent’anni negli Stati Uniti al servizio di gente ricca e insospettabile o di multinazionali, collaborando con strutture di intelligence e con i federali, evitando ogni legame stabile, finché si era reso conto che si era spinto lontano dalle cose che contano davvero nella vita. Resta solitario e continua ad amare il suo (ex) lavoro, come un cane da tartufo verso il crimine, un investigatore in crisi di astinenza, sollecitato su un caso di delicate dinamiche familiari e affettive, da annotare e decifrare (da cui il titolo).

L’opera è gradevole, ritmo lento e sconsolato sulle continue abiezioni della natura umana. Liquori artigianali, grappe, cognac in discreta quantità. La musica dei grandiosi scenari naturali.

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