MANIFESTO DEL PACIFISMO in progress

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Occhio per occhio… e il mondo diventa cieco (Mahatma Gandhi) 

Vorrei pensare ad altro … ma come tanti altri milioni di umani mi costringono a pensare alla guerra. Ad una nuova guerra … In questo groviglio di dolore non mi interessa chi afferma le proprie ragioni assolute, né da una parte né dall’altra. Credo che la Dea Ragione sia vittima, in questa stagione della storia, di una pericolosa deriva paranoide curabile solo con un dialogo orientato dal bisogno di pace. Il pacifismo è un sistema di norme, valori e aspettative che induce a scelte e processi mentali diversi dalla tradizione.

Un cambio di paradigma mentale, una nuova stagione della specie durante  la quale s’inverte la tendenza a risolvere i contrasti con la violenza, gli scontri e la forza bruta.

Il pacifismo si ispira e  corrisponde ad un livello di evoluzione etico, morale e animico superiore. Uno “stato vibratorio” della coscienza individuale profonda che favorisce l’armonia con la coscienza cosmica. Un tentativo concreto di tradurre in realtà, e riuscire a vivere alcune affermazioni, apparentemente dogmatiche, quali : 

  1. “Ama il prossimo tuo come te stesso” (Gesù) 
  2. “L’Uno è  nel  tutto, il Tutto è nell’uno” (Ermete, Parmenide, Plotino)
  3. “Non c’è strada che porti alla pace che non sia la pace, l’intelligenza e la verità.” (Gandhi) 

  Per essere realmente e profondamente Pacifisti bisogna quindi :

  • aver estirpato ogni paura dell’altro/estraneo da sé stessi;
  • aver sostituito alla cultura del nemico, la cultura della fratellanza e della tolleranza;
  • essere pronti a condividere le proprie visioni del futuro, risorse e ricchezze e a mescolare soprattutto il proprio sangue;
  • aver superato la sensazione di immutabile e “statica appartenenza originaria” a gruppi, nazioni, razze, logge, partiti, cupole, club e parrocchie;
  • essere pronti a condividere il futuro con altre razze, uomini e donne  diversi dalla gente della nostra originaria e attuale appartenenza;
  • credere che la condivisione sia inevitabile e più favorevole della competizione alla evoluzione collettiva della specie;
  • consumare – se inevitabile – ogni materia prima e usare energie e trasporti in modo consapevole e sostenibile;
  • ridurre al minimo l’inquinamento ambientale nel rispetto totale dell’ecosistema;
  • credere che sull’astronave “Pianeta Terra”, che da miliardi di anni ruota attorno al sole, siamo tutti interdipendenti in quanto viventi comparabili e “schegge dello stesso big bang”;
  • credere nell’anima collettiva e contemporaneamente nella piena responsabilità individuale;
  • rinunciare a, e denunciare, qualsiasi pretesto e alibi che giustifichi pratiche aggressive e tentativi di dominazione nei confronti di chiunque, animali inclusi;
  • affrontare la sfida (e i rischi) della rivoluzione digitale per condividerne i vantaggi e non per dividere ulteriormente in nome degli interessi;
  • impegnarsi nella riduzione progressiva di qualsiasi armamento, qualsiasi forma assuma: meccanico, nucleare, chimico, genetico, etc…

Il pacifismo per manifestarsi al meglio presuppone comunque un cambio nel modello di sviluppo globale. 

Al tempo in cui si abolì la schiavitù la macchina stava sostituendo l’uomo e quindi le Global Power Elites trovarono semplice e favorevole attuare il passaggio, anche nella prospettiva di perpetuare e migliorare il controllo grazie a catene di montaggio industriali, stampa di valuta e gestione
supermercati.

Oggi “abolire” o perlomeno ridistribuire il controllo della FORNITURA ENERGETICA e delle MATERIE PRIME (acqua, cibo, gas e petrolio in primis) sembra ancora più difficile che abolire la schiavitù.
Solo una stragrande massa globale di elettori-consumatori-web-attivisti potrebbe, con un comportamento ragionevole e consapevole, sottrarsi al circolo vizioso del controllo-consenso- produzione-distribuzione-consumo-controllo, lasciando le Global Power Elites da sole a galleggiare su un mare di petrolio, gadget e derivati (e derivative) che nessuno dovrebbe più né usare né scambiare, né vendere, né comprare … in ossequio al principio “se nessuno obbedisce a leggi sbagliate nessuno promulga leggi sbagliate”.
I Signori della Guerra però e i loro lacchè promettono in continuazione la ripresa del perfido bi-polo produzione-consumi solo a patto che si perpetui il consenso nei loro confronti. Le masse di elettori-consumatori del resto trovano un forte alibi al loro muto consenso nelle teorie e nel teatrino sulle emergenze … perché è più semplice convincere chiunque a sparare – per legittima difesa – ad un terrorista che ad un estraneo e/o semplicemente a un diverso. È più facile instaurare una dittatura sanitaria se inspiegabilmente compare un nuovo virus.

È ovvio che il pacifismo ha una sua storia e ha già maturato una sua evoluzione. Ma non importa più se c’era un pacifismo finanziato dai sovietici durante la Guerra Fredda e la guerra in Vietnam, o se c’è un pacifismo sostenuto dalla Russia oggi, o se ci sono prevalentemente anarchici e giovani dediti all’uso della canapa indiana che si dichiarano pacifisti … ci sono e ci sono stati anche (tra i molti altri) Kofi Annan, i Papi dal 1915, i Dalai Lama, Thomas Sankara, Nelson Mandela, Aung San Sun Kyi, John Lennon, Bertrand Russel, Lev Tolstoj, Albert Schweitzer, Albert Einstein, più molti premi Nobel e artisti e scienziati di chiara fama.
Non importa che tra i detrattori del pacifismo si rinvengano nomi quali George Orwell, Ezra Pound o Marcel Proust (è gente del passato!).
Non importa che Gino Strada e altri seri attivisti non vogliano definirsi “pacifisti” ma “contro la guerra”.

C’è comunque una mutazione di massa in corso che non è riconducibile, né tanto meno interpretabile e rappresentabile nel teatrino della DESTRA conservatrice e della SINISTRA progressista … o nel teatrino dei conflitti di religione. La destra e la sinistra non c’entrano, le religioni non c’entrano … la mutazione attuale della coscienza collettiva ha a che fare con i diversi livelli evolutivi degli individui. È in corso un fenomeno non misurabile con i metri e i valori immutabili della tradizione storica-sociale. È in corso un salto quantico: un ideale riposizionamento di massa nelle parti “superiori” della spirale del DNA della specie umana. Non c’è ancora il Partito Pacifista Globale … il pacifismo non è ancora un valore attorno al quale si possa raccogliere il consenso puramente politico… è un valore trasversale che comunque innerva, in modo più o meno efficace, qualsiasi gruppo politico e sociale che ispira la propria appartenenza tanto ai valori delle rivoluzioni laiche, quanto ai valori delle religioni tolleranti. Pertanto il pacifismo, a meno che non venga imbavagliato, inquinato ad arte, privato dell’accesso ai media, drogato con arrugginite argomentazioni di parte … VINCERA’.


“C’è tanta strada da percorrere e le stelle non sono altro che stazioni di cambio lungo la via” (Marshall McLuhan)

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