Libri: la recensione di Valerio Calzolaio

Cherryman dà la caccia a mister White
Copertina di: Cherryman dà la caccia a mister White di Jacob Arjouni – Marcos Y Marcos

Autore:
Jacob Arjouni
Titolo: Cherryman
dà la caccia a
mister White
Editore:
Marcos Y Marcos
Traduz. Elisa Leonzio
Pagine: 152
Genere: Noir
Uscita: 2016
Prezzo: € 15,00

Storlitz e (a 40 minuti di treno) Berlino. Primavera 2010. Il 18enne Rick Fisher ha terminato la scuola professionale da un anno, nella sua lista compaiono tre desideri lavorativi: disegnatore di fumetti, giardiniere, guardiano dello zoo. Vive con una specie di zia, i genitori morirono in un incidente d’auto quando aveva 5 anni, rimase a lungo chiuso e spaventato (sembrava quasi ritardato); la vedova austriaca Bambusch era la migliore amica (comunista) della nonna paterna, lo ha assistito e mandato a scuola; presto, grazie ai fumetti dello zio Fabian, ha imparato a leggere, scrivere, disegnare, saltare, correre. Ora è perseguitato da quattro ragazzi che si atteggiano a bulli neonazisti: gli avvelenano il ciliegio e gli uccidono il gatto, lo menano ridicolizzano minacciano. Però poi gli fanno una strana proposta: tirocinio di giardiniere a Berlino in un parco accanto a una scuola materna in cambio di innocue informazioni su quanto avviene oltre la recinzione. Rick accetta, durante i viaggi conosce l’allegra Marilyn e s’innamorano, lavora bene, si affeziona pure a un bimbo di 2 anni che chiama Ninu, resta indipendente e responsabile dei suoi gesti. La tragedia incombe.
Pare che l’intelligente fiaba noir sia stata adottata come libro di testo in scuole tedesche, se lo merita proprio. Il “Movimento per la difesa della patria” resta un grave pericolo. Fin dal suo primo romanzo (pubblicato nel 1985, scritto prima!) il compianto prodigio letterario Jacob Arjouni, pseudonimo del francofortese Jakob Bothe (1964-2013), ha scelto come tema permanente di scrittura (con sintetica e notevole qualità) la complicata integrazione dei deboli, in particolare degli immigrati, più o meno forzati, in uno stato occidentale di vividi revanscismi. Qui ambienta nel rurale Brandeburgo e nel vecchio Est. Il romanzo è tutto in prima persona: inizia e termina con una lettera del protagonista allo psicologo criminale dottor Layton, in mezzo c’è il dettagliato struggente resoconto che il medico ha chiesto per chiarire quanto avvenuto, in attesa del processo. Il titolo fa riferimento ai personaggi (il buono e il cattivo) inventati dallo stesso Rick per trasformare la realtà in fantasia, dopo tante letture di supereroi e serie riflessioni sul ridere. Cherryman è un uomo che in situazioni pericolose si trasforma appunto in ciliegio, colpisce con rami e frutti velenosi.

v.c.

Neo-nazismo

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