Conferenza stampa Sole cuore amore - Festa del Cinema di Roma 2016 (Auditorium Parco della Musica), foto di Lorenza Rallo ©

I primi giorni tra conferenze stampa e anteprime

Festa del Cinema a Roma
di Lorenza Rallo


Un inizio al fulmicotone quello della Festa del Cinema di Roma, con tante star internazionali e film che a detta di molti hanno superato il livello di quelli presentati nelle 10 edizioni precedenti.
Anche quest’anno la Festa del Cinema si concentra su tematiche sociali molto delicate. Dai primi film visti riesce ad emergere il tema principale della Festa: la diversità. Una diversità intesa come una minoranza, nella quale si possono intravedere una moltitudine di sfumature sociali: da quella etnica a quella sessuale, che trovano il loro culmine nell’emarginazione.



Moonlight, scelto come film d’apertura della Festa, è un film molto forte e d’impatto, che riassume tutti questi concetti esplicitandoli nell’emarginazione sociale in cui riversa il protagonista Chiron, il quale pur subendo un processo di maturazione visivo, diviso nei tre capitoli del film, si scopre ancora bambino alla fine della storia, un ritorno all’infanzia sottolineato dalla ciclicità del racconto. In Moonlight, diretto da Barry Jenkins e prodotto da Brad Pitt, si affronta anche in tema dell’omossessualità, della violenza, della sopravvivenza e del narcotraffico, come un effetto domino ognuno di questi temi nasce dalla conseguenza di un altro.
Allo stesso tempo in Moonlight emerge una voglia di riscatto e di emancipazione che si collegano ad un altro film di grande spessore e presentato nella selezione ufficiale della Festa, si tratta di The Birth of a Nation scritto, diretto e interpretato da Nate Parker.



Un film sullo schiavismo, che già dal titolo porta il peso di un’eredità importante, ma che allo stesso tempo vuole riscattarsi dai falsi storici. I black face dello storico Nascita di una nazione di D. W. Griffith adesso sono interpretati da reali attori afroamericani, che a distanza di più di 100 anni sono riusciti a riscattarsi di tutte le ingiustizie subite. Il film ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui il premio del pubblico e della giuria al Sundance Film Festival 2016. La vittoria ha fatto in modo che la Fox Searchlight Pictures notasse il film e ne acquistasse i diritti, portandolo a diventare una mega produzione. Anche se le tematiche sono trite e ritrite e in alcune sequenza, come in un deja-vu, sembrava di essere in un film a metà strada tra 12 anni schiavo e Django, il film è un buon prodotto cinematografico in grado di scalare le vette delle classifiche e soprattutto di arrivare all’Oscar e chissà magari vincerlo.



Ritornando alla minoranza sessuale, questa viene affrontata anche in Three Generetions di Gaby Dellal, con le straordinarie Susan Sarandon, Naomi Watts e Elle Fanning. Il tema principale del film è il cambiamento di sesso da parte di un’adolescente, un argomento molto in auge in questa epoca, durante la quale anche il Papa ci si scaglia contro definendo: «La teoria del gender una guerra contro il matrimonio». Presentato nella sezione Alice nella città, il film è rivolto ad un pubblico di giovani, sempre più coinvolti in situazioni di questo tipo.



Il tema della solitudine e dell’emarginazione arrivano anche dal Messico con la pellicola di Natalia Almada, Todo los Demàs. Il film racconta l’alienazione di una impiegata, magistralmente interpretata da Adriana Barraza, e la sua paura di affrontare la vita.



Una paura per certi versi simile a quella del protagonista di Manchester by the Sea, con il quale ci spostiamo in un’atmosfera fredda e nostalgica. Il film è diretto da Kenneth Lonergan e interpretato da Casey Affleck, Michelle Williams e Kyle Chandler, famoso in Italia per la serie tv Ultime dal cielo. Il film è molto empatico e ti conquista piano piano, fino a quando riesce a pervadere la tua anima completamente tanto da non riuscire a liberartene anche dopo i titoli di coda. Le sensazioni del film e le emozioni che regala rimangono vivide a distanza di tempo, come le note di musica classica che accompagnano le lunghe sequenze di silenzi. La visione di questo film è stato un groppo in gola dall’inizio alla fine. Grazie ai numerosi flash back riusciamo a scoprire il passato del personaggio e il perché sia arrivato a questo punto. Il flash back simboleggia il ricordo e ricordare è preservare una memoria, riportare alla mente, ma in questo caso riportare in vita chi non è più con noi, e in quel ricordo sperare di poter cambiare i fatti per rimediare agli sbagli commessi. Se prima guardiamo il protagonista Lee con diffidenza, successivamente diventiamo i suoi alleati, comprendiamo il suo dolore e lo condividiamo come se volessimo alleggerirlo del fardello che porta. Il film prodotto da Matt Damon è una gemma rara, un microcosmo di sentimenti contrastanti ma reali. Il grande pubblico non dovrà aspettare molto per l’uscita nelle sale prevista per i primi di dicembre, una data da non perdere per un film che saprà conquistare anche i cuori più aridi, perché è impossibile non rimanerne affascinati e coinvolti emotivamente. Quando è stato chiesto al regista se questo film potesse arrivare agli Oscar, lui ha risposto di non pensarci. Eppure secondo me ha delle buone possibilità.



Un film kafkiano ma realistico, definito così dallo stesso regista Oliver Stone, è Snowden. Il film racconta le attività illegali svolte dalla NSA e scatenerà una scintilla di curiosità nel pubblico, raccontando i fatti nel modo più vero possibile e sulle basi del racconto dello stesso Snowden. Il film, che uscirà a dicembre nelle sale italiane, è molto controverso e sicuramente dividerà il pubblico in posizioni nette, una condizione tipica quando si tratta dei film di Stone, ma sono sicura che, sia che siate d’accordo o contrari, creerà di sicuro interesse.
Alla Festa del Cinema di Roma arriva anche la finezza registica di Daniele Vicari, che porta sul grande schermo Cuore sole amore, uno dei 4 film italiani presenti nella selezione ufficiale. Il film è stato accolto molto bene dalla critica, ricevendo non pochi complimenti durante la conferenza stampa. Secondo quanto dichiarato dal produttore Domenico Procacci, il film arriverà nelle sale nei primi mesi del prossimo anno. Daniele Vicari ha più volte ribadito che nel film non si vuole parlare di marginalità ma piuttosto di quotidianità, concetto molto importante da raccontare al cinema, ma che molto spesso si dimentica. Sia il regista che il cast si sono mostrati abbastanza soddisfatti del lavoro e di sicuro anche il pubblico dimostrerà un consenso unanime, riuscendo a ritrovare parte del proprio vissuto nella vita dei personaggi.



Afterimage
è un biopic che porta alla Festa del Cinema la storia di un artista polacco, il pittore d’avanguardia Streminski, durante la sovietizzazione della Polonia. Il film racchiude in sé tutta l’essenza del cinema di Wajda, regista recentemente scomparso. Ho avuto l’onore di assistere alla conferenza stampa sul film nella quale erano presenti il produttore Michal Kwiecinski, il direttore della fotografia Pawel Edelman e gli attori Bogusław Linda e Zofia Wichlacz. Tutti profondamente costernati per la recente morte di Wajda, che con profonda commozione hanno saputo regalarci un’immagine molto umana del regista definito un genio, dallo spiccato intuito e dalla giovinezza intellettuale e spirituale. Afterimage è stato candidato come miglior film straniero per concorrere agli Oscar 2017, tuttavia il lavoro del regista è troppo poco conosciuto in Italia, ma non è mai troppo tardi per aprire le porte e la mente a un capolavoro di questo genere.



Nella selezione ufficiale non manca il mitico Mel Brookscon The Last Laught di Ferne Pearlstein. Il film si concentra sulla possibilità di riuscire a trattare con sfumature umoristiche il tema dell’Olocausto, e lo fa attraverso interviste, spettacoli e materiali d’archivio. Il valore del film è quello di creare numerosi interrogativi intorno al modo di trattare un argomento come questo in chiave comica. Ovviamente il film dividerà gli animi ma è anche questo il ruolo della Festa del Cinema di Roma, andare controcorrente e presentare dei film che magari non saranno apprezzati da molti ma sicuramente non resteranno delle glorie del mattino, continuando a far parlare di sé.

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Conferenza stampa Kenneth Lonergan - Festa del Cinema di Roma 2016 (Auditorium Parco della Musica), foto di Lorenza Rallo © Conferenza stampa Kenneth Lonergan - Festa del Cinema di Roma 2016 (Auditorium Parco della Musica), foto di Lorenza Rallo © Conferenza stampa Oliver Stone - Festa del Cinema di Roma 2016 (Auditorium Parco della Musica), foto di Lorenza Rallo © Conferenza stampa Oliver Stone - Festa del Cinema di Roma 2016 (Auditorium Parco della Musica), foto di Lorenza Rallo © Conferenza stampa Afterimage - Festa del Cinema di Roma 2016 (Auditorium Parco della Musica), foto di Lorenza Rallo © Conferenza stampa Sole cuore amore - Festa del Cinema di Roma 2016 (Auditorium Parco della Musica), foto di Lorenza Rallo © Conferenza stampa Sole cuore amore - Festa del Cinema di Roma 2016 (Auditorium Parco della Musica), foto di Lorenza Rallo ©

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