Sideways Group Shot by Fox Searchlight Picture

Il vino più elegante, oltre i confini della Borgogna

Alla ricerca del Pinot Noir
di Giuseppe Bellavia
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In un 2016 segnato da profondi ed inattesi sconvolgimenti globali, inquinamento, razzismo, sessismo, populismo e demagogia, dedicarci ad argomenti “frivoli” sembra fuori luogo. Tom Ford ha invece ricordato in una recente intervista al Financial Times, come “l’uomo sia una creatura materiale” che cerca conforto negli oggetti che lo circondano. Alcuni ci fanno sentire meglio ed innalzano lo spirito, come certi tessuti, un paio di scarpe nuove o nel caso di specie un calice di Pinot Noir.
Nel film Sideways il protagonista Miles parlando del Pinot Noir lo descrive così: “Ha la buccia sottile, è sensibile, matura presto. E, insomma... non è una forza come il Cabernet che riesce a crescere ovunque e fiorisce anche quando è trascurato. No, al Pinot Nero servono cure e attenzioni. Sì, infatti cresce soltanto in certi piccolissimi angoli nascosti del mondo. E... e solo il più paziente e amorevole dei coltivatori può farcela, è così. Solo chi si prende davvero il tempo di comprendere il potenziale del Pinot sa farlo rendere al massimo della sua espressione. E inoltre, andiamo... oh, i suoi aromi sono i più ammalianti e brillanti, eccitanti e sottili e antichi del nostro pianeta.”
PinotNoir Sideways by Fox Searchlight Picture
Il buon Pinot Noir trasmette sensazioni di ciliegia, lampone, chiodi di garofano e varia frutta a bacca rossa, vantando una discreta longevità. Si sovrappongono strati aromatici eleganti e setosi, che il tempo non può far altro che ingentilire (entro i dovuti limiti) quando è buono è costosissimo e quando non lo è ci si avvilisce per aver investito sul produttore sbagliato.
Il Pinot Noir è per molti esperti la quintessenza del vino espressione del terroir. Originario della Borgogna, viene menzionato inequivocabilmente per la prima volta nel 1375 da Filippo l’Ardito che lo identifica come “vin de pinot vermeil”. Da allora l’ascesa dell’antichissimo vitigno borgognone non si è più arrestata, decretando un parallelo innalzamento dei prezzi ed accrescimento della reputazione internazionale. I monaci cistercensi, originari di Cisteaux nei pressi di Dijon, divennero il veicolo della diffusione del vitigno in Europa, in particolare in Germania, Svizzera e nel resto della Francia. Oggi il rosso di borgogna viene coltivato con estremo successo in quasi tutto il mondo raggiungendo picchi di eccellenza nel nuovo mondo (soprattutto Oregon, California, Nuova Zelanda, Australia, Cile e Sud Africa). Per i viticoltori è una sfida continua in ragione della sua delicatezza e fragilità, ma in grado di ripagare ogni goccia di sudore con finezza ed eleganza senza eguali.
Côte de Beaune, Burgundy 3 - Megan Cole
Fra la Côte de Nuits e la Côte de Beaune, area di massima espressione del Pinot Noir francese, è ben nota la differenza fra le singole parcelle delle vigne che nel raggio di 20m di distanza sconvolgono per la variazione del vino che ne deriva. Ad un passo da un Grand Cru viene prodotto un Village. Una simile differenza qualitativa ravvicinata difficilmente si ravvisa con altri vitigni.
Benjamin Lewin(biologo molecolare e Master of Wine), ha pubblicato il libro “In search of Pinot Noir” edito da Vendage, in cui appassionatamente e scientificamente descrive il passato, il presente ed il futuro del vino più costoso del mondo.Muovendo i passi dalla storia del vino e la sua diffusione, giunge all’analisi attentissima dei fenomeni del New World.L ’autore dipinge tutte le sfaccettature del vino e dei sui paesaggi con competenza e dettaglio, accompagnando il lettore attraverso le vigne più prestigiose. Il tutto viene condito con le note degustative dei vini maggiormente rappresentativi dei territori di riferimento.

Quest’anno il Pinot Noir Beaux Frères 2014 dell’Oregon è stato eletto 4° miglior vino del mondo da Wine Spectator. Lo storico produttore borgognone Joseph Drouhin ha acquistato sempre in Oregon diversi terreni in cui coltiva Pinot Noir. Entrambi indicatori delle nuove tendenze e del probabile superamento della aprioristica e forse non più attuale superiorità borgognona sul resto del mondo.
Parlando di Pinot Noir e Borgogna non si può prescindere dal menzionare il Domaine de la Romanée Conti. Per dare un’idea della fama assoluta e dell’aura mistica che avvolge il Domaine basti pensare che una singola bottiglia del 1945 è stata venduta a più di 50.000 $. Nessun Pinot del nuovo mondo può ad aggi vantare simili primati. Il rapporto vecchio-nuovo mondo cambia al mutare del vitigno, ad esempio Cabernet Sauvignon, Merlot, Sauvignon Blanc, Chardonnay. Il vino in questione è il più ambito e costoso del mondo. La tenuta prende il nome dall’acquisto del fondo la Romanée da parte del Principe de Conti nel 1760, in precedenza apparteneva al monastero di St. Vivant. Oggi di proprietà di Aubert de Villaine ed Henri-Frédéric Roch è divenuto un marchio inarrivabile che ha acquisito altri fondi limitrofi tra cui lo storico La Tâche, Romanée St. Vivant ed Echézeaux. Tutti vini cult e destinati ai palati di pochissimi disposti a spendere cifre esorbitanti per godere del preziosissimo nettare.

Ad ogni modo, dal vecchio al nuovo mondo la scelta e la qualità è vastissima, con opzioni per tutte le tasche e con la possibilità di “scovare” in futuri Pinot Noir di culto in grado di minare la consolidata supremazia del Domaine de La Romanée Conti.

Assaggi

Romanée St. Vivant 2003, Domaine de La Romanée Conti  – Borgogna, FR
Profumo intenso e profumato di frutta rossa e nera, ciliegia e ribes con un accenno di tannini finissimi , elegante e raffinato al palato con un finale lungo e  setoso. Un viaggio mistico in territori aromatici sconosciuti.
Les Zazous 2014, Domaine La Croix Gratiot – Languedoc, FR
Dal colore rosso rubino tenue, esprime un naso floreale di rose, violette, ciliegie e speziatura. Il palato è avvolto da tannini setosi. Finale persistente.
Rully 2014, Joseph Drouhin - Bourgogne Rully, FR
Rosso rubino, con aromi di lampone, ribes, mora, tabacco e sottobosco. Tannini eleganti e finale lungo.
Calrossie Vineyard Pinot Noir 2015, Piramid Valley – Marlborough, NZ
Rubino carico. Armonioso con sentori di prugna nera, mirtillo ed una componente floreale. Finale lungo e salmastro.
OCIO 2013, Cono Sur – Chimbarongo, CHL
A deep ruby red, great aromatic intensity expressing notes of red fruits and berries with a touch of spices and tobacco. In mouth is smooth and elegant, with a refined concentration and acidity.
Rubino intenso. Esprime un bouquet di frutta rossa e bacche con spezie e tabacco. Interessante acidità bilanciata e tannini velati.
Bin 23 Pinot Noir, Penfolds – Adelaide Hills, AUS
Color rubino, si apre al naso con sentori vegetali, floreali ed agrumati, pepe bianco e lampone. Tannini raffinati e finale persistente, bilanciato e coerente.
Pinot Noir 2012, Schlossgut Ebringen – Baden, GER
Rubino scuro, con sentori varietali di bacca rossa, lamponi, viole e sottobosco. Finale lungo ed elegante con tannini finissimi.
Ludwig Barth von Barthenau Vigna Roccolo 2013, Hoffstatter –Alto Adige
Colore rubino carico, presenta un naso di ciliegie, bacche rosse, lampone, rosa e quasi impercettibile speziatura. Finale lungo.
Pinot Nero 2014, Les Cretes - Valle d’Aosta
Rubino, si apre con sentori di mirtilli rossi, lamponi e ribes accompagnati da una velata nota floreale. Tannino setoso e finale coerente.
Spanish Spring 2012, Bonny Doon – California, USA
Di colore granato, con sentori di lampone, fragola, rabarbaro con una nota mentolata e di pietra focaia. Ottima spalla acida e tannini vellutati. Finale molto lungo.
Pinot Noir Ribbon Ridge 2014, The Beaux Frères Vineyard – Oregon, USA
Duttile, espressivo e multisfaccettato, con sentori di prugna, bacche nere, melograni e violetta per un insieme armonioso, persistente in un finale lungo ed eccezionalmente bilanciato.

Abbinamento musicale per un tasting francofilo: Stephane Wrembel – Les Puces de Batignolles

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