GOMORRA writer_european film festival, Sevilla 2008, di Enrique Carnicero, Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)

La Paranza che fa tremare le piazze di spaccio di Forcella è tornata.

Il Bacio feroce di Roberto Saviano
di Gabriella Impallomeni
libro Bacio feroce, di Gabriella Impallomeni

Il titolo “Bacio feroce” trae spunto da una vecchia leggenda proveniente dagli allevamenti dei cani da combattimento. Un cucciolo di cane viene scelto per diventare combattente, secondo questa storia, alla nascita: viene strappato dal petto della madre, prendendolo per la collottola. Il suo muso viene portato alla guancia dell’allevatore: di fronte ad essa, la maggior parte dei cuccioli darà qualche leccata, ma solo uno di loro cercherà di mordicchiare il viso, di dare un “bacio feroce”. Sarà quell’atto la prova che quel cane diverrà, col tempo, un combattente. Questo concetto, si ricollega al bacio scambiato fra i boss mafiosi, e sancisce un patto di fedeltà, il sigillo di un silenzio che trasuda omertà.
Nel secondo capitolo de “La paranza dei bambini”, si torna a raccontare la terribile epica del gruppo dei ragazzi di Forcella che, nel frattempo, sono cresciuti.

Il palco, di Gabriella Impallomeni

Il romanzo è di fantasia, ma non i personaggi. Si ispirano a persone realmente esistite, delle quali poche sono sopravvissute. Sono ragazzi dai 15 ai 21 anni, che comandano e gestiscono piazze di spaccio, con capacità imprenditoriali incredibili che, purtroppo, sono relegate entro i confini dell’illegalità.
I paranzini non hanno alcun limite. Sanno di giocarsi la vita con l’assoluta certezza di morire. Ma la regola è “a 90 anni muori centenario, a 20 leggendario”. Rischiare di essere uccisi da adolescenti - come nel caso di Emanuele Servillo, nel romanzo Nicolas Fiorillo O’Marajà - con un solo obiettivo: fare soldi, tanti e subito. Il lavoro onesto per loro non porta frutti e richiede troppo tempo. “La coca è l’acceleratore economico più veloce”, ribadisce Saviano, “con cinquemila euro investiti in cocaina, dopo un anno hai un milione di euro”.
In occasione del Bacio Feroce Tour, Roberto Saviano porta sul palco il suo nuovo lavoro assieme a Fioralba Duma, Ilham Mounssif, Valentino Agunu e Rifat Aripen, quattro ragazzi nati, cresciuti in Italia, senza la cittadinanza italiana.

Gli spettatori, di Gabriella Impallomeni

Il perché si scelga di parlare in libreria della battaglia legata allo Ius Soli, viene motivato dall’autore: “la cultura non ha nazionalità e non chiede passaporti”.Ma non solo: questi ragazzi, raccontando le loro storie e le battaglie quotidiane legate al mancato riconoscimento della propria cittadinanza, riescono a dare un volto ad un limbo che in Italia perdura da troppo tempo. “E’ una riforma a costo zero”, continua l’autore, “ed è necessaria: laddove c’è il diritto indietreggia il crimine”.
Con quest’ultimo appuntamento, dunque, Roberto Saviano come sempre pone in evidenza alcune fra le molte questioni che affliggono l’Italia. Ai giornalisti e politici che mostrano sempre meno voglia di parlare dei dilemmi reali del paese, rammenta la necessità di far luce sui problemi: “la ferita, se nascosta, diventa cancrena. Se la mostri, dimostri che tutto il corpo si è impegnato per guarirla”.

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