Giornalismo e satira: incubatrice di talenti

Carlo Gubitosa si racconta
di Miriam Gambella

Carlo Gubotosa, Foto di Danila D’Amico, tratta From Wikimedia Commons, the free media repository

Carlo Gubitosa è uno dei fondatori della prima rivista italiana dedicata alla satira illustrata e al graphic journalism (giornalismo a fumetti)nata del 2009 dal titolo: Mamma! Se ci leggi è giornalismo, se ci quereli è satira.
È ingegnere delle telecomunicazioni, giornalista freelance, saggista e docente universitario dal 2003 al 2012.
La creazione del portale satirico, nato come iniziativa di microeditoria no-profit, di cui è il direttore responsabile fin dagli esordi, è dovuta anche alla famosa firma del vignettista Mauro Biani insieme ad altri scrittori e giornalisti, mossi dalla volontà di informare mediante l’uso dei fumetti.
Durate il Festival di Internazionale a Ferrara, svoltosi dal 28 settembre al 1 ottobre, la redazione di Italini.net ha intervistato Carlo Gubitosa.

Come procede l’esperienza del Festival di Internazionale a Ferrara? È la prima volta?
Sono già venuto in passato al Festival di Internazionale. Dal 2009 faccio parte dell'associazione culturale: Altrinformazione che si occupa di saggistica, giornalismo ed informazione alternativa con l'uso del fumetto. Ho apprezzato sia l’attenzione della rivista Internazionale e sia del Festival stesso nei confronti di questo nuovo modo di raccontare, che adopera come mezzi di lavoro le matite e il tavolo da disegno.
Abbiamo avuto un buon riscontro con i ragazzi che stanno seguendo il workshop di giornalismo a fumetti. È un’innovazione vera e propria, è un nuovo modo di raccontare le notizie ed è sempre più presente sulle testate giornalistiche dove ci sono degli spazi specifici per il graphic journalism. È un genere di racconto che si sta diffondendo, siamo convinti che sarà sempre più importante perché abbiamo bisogno di un racconto più empatico e più coinvolgente.

Cos’è il progetto editoriale Mamma! ?
Abbiamo avuto un ciclo della rivista a fumetti, dal 2009 al 2013. È stato un vero laboratorio dove sono passati dalla nostra rivista, persone che adesso sono nell'Olimpo del fumetto italiano, come Zerocalcare, Marcus e Mauro Biani. È stato un bel gruppo dove si è sperimentata proprio questa forma di racconto.
Adesso ci occupiamo di saggistica a fumetti, toccando vari temi, con l’intento di pubblicare almeno un titolo all'anno. Per il 2017 parliamo della politica degli Stati Uniti e dei suoi “vizi”, come la circolazione delle armi, le guerre, la sorveglianza globale e i droni.
In precedenza abbiamo pubblicato una raccolta di vignette di Mauro Biani sul tema dell'immigrazione e un libro sul precariato dove raccontiamo l'Italia dell'austerity e della macelleria sociale.
Vogliamo essere un punto di partenza per giovani autori che sono già pronti per pubblicare ma non sono ancora appetibili sul mercato editoriale; siamo un trampolino di lancio. Un po’ come fu per la Sun Records dove suonavano Elvis Prestey, Chuck Berry, Johnny Cash e tanti altri, prima che decollassero verso le grandi case discografiche.
È questo il nostro ruolo, vogliamo essere un laboratorio, un'incubatrice di talenti.

Cosa consiglia ai giovani d'oggi?
L'esperienza dell'autoproduzione editoriale, di creare una rivista con un gruppo di amici è un'esperienza affascinante, ed oggi si può fare meglio che mai grazie alla tecnologia. Noi siamo a disposizione di giovani autori, per fornire competenze ed insegnare ad usare dei software per impaginare e per mandare in stampa una rivista.
Però, se qualcuno vuole cimentarsi in autonomia, deve provare.
Oggi, con delle conoscenze di base tecnologica di grafica editoriale, fare informazione, fare libri, fare editoria, possono dare grande soddisfazione.

Come vede la relazione tra giornalismo e satira?
Il sottotitolo della rivista Mamma! era: se ci leggi è giornalismo se ci quereli è satira.
La satira è il giornalismo dei poveri, dei deboli, di chi non ha mezzi.
È riconosciuta una maggiore libertà di espressione alla satira, rispetto al giornalismo tradizionale. È il linguaggio più efficace per chi vuole fare informazione senza avere alle spalle una grossa casa editrice, o un ufficio legale forte, o un buon team di avvocati che sono pronti a difenderti dalle cosiddette “querele temerarie”.
La satira è la voce dei “piccoli” che vogliono fare informazione contro i “grandi” del potere politico, economico, clericale e finanziario.
La satira è il linguaggio, l'arma che abbiamo a disposizione per dar voce ai deboli.

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