Mostra Kandinsky –>Cage (photo by Lorenza Rallo)

Un percorso tra arte e musica fino al 25 febbraio a Reggio Emilia

Kandinsky ->Cage al Palazzo Magnani
di Lorenza Rallo

“Mi sembrava che l'anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l'inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita”
(Vasilij Vasil'evič Kandinskij)

Fino il 25 febbraio 2018, presso il Palazzo Magnani a Reggio Emilia, sarà possibile visitare la mostra Kandinsky –>Cage - Musica e Spirituale nell’Arte.

La mostra celebra un anniversario importante per il comune di Reggio Emilia: i venti anni di attività del Palazzo Magnani, sede scelta proprio per la sua natura musicale e storica e luogo ideale per mettere “in scena” un percorso espositivo di questo valore e portata.

Mostra Kandinsky –>Cage (photo by Lorenza Rallo)

Kandinski -> Cage accompagna il visitatore nei meandri di un connubio misterioso e spirituale, che nasce dall’arte di Kandinsky e arriva fino alla musica di Cage.

Mostra Kandinsky –>Cage / Kandinsky - Acquerello per Violett (1914)  (photo by Lorenza Rallo)

Già nell’astrattismo spirituale di Kandinsky eccheggia il suono interiore del colore e dei segni. Da una delle sue prime opera Gli spettatori (1903-1904), passando per Acquerello per Violett (1914) fino a Risonanza multicolore (1928) si coglie il momento in cui l’artista libera i colori dalla forma e svincola la pittura dalla rappresentazione.

È forte anche la corrispondenza artistica con Arnold Schöenberg, che imprime sulla tela sfumature di colori in grado di ricreare le onde sonore. Qui, visione e suono riescono ad andare oltre la cornice, in una dimensione extrasensoriale.

Quello a Palazzo Magnani è un percorso dialettico tra arte (pittura, scultura, teatro, danza e cinema) e musica, in cui si confrontano artisti dello stesso periodo storico che hanno contribuito alla nascita dell’astrattismo di Kandinsky.

Mostra Kandinsky –>Cage (photo by Lorenza Rallo)

Si passa dai bozzetti delle opera di Wagner, padre dell’opera d’arte totale, alla Fantasia di Brahms di Max Klinger, fino ad una serie di Lubok. In ognuna di queste opere è possibile vedere nella rappresentazione sia la musica che le parole ed è tangibile l’interesse di Kandinski nei confronti del mondo della fiaba, dell’infanzia e dell’arte popolare, che gettano le basi per la formazione del movimento del Cavaliere azzurro, tema ricorrente nell’opera di Kandinsky.

La mostra tenta di sviscerare, e lo fa egreggiamente, l’influenza musicale sull’arte moderna e contemporanea. Risulta impensabile, in questo contesto storico, concepire queste due forme d’arte come isolate, entrambe compenetrano, tanto che l’una dipende dall’altra. Senza esclusione di note e di pennellate, sia l’arte figurativa che quella musicale, contribuiscono alla realizzazzione di un progetto comune, aspirare al raggiungimento di un’arte suprema, universale: l’opera d’arte totale tanta auspicata da Wagner.

Degno di nota è l’omaggio a Marianne von Werefkin, unica donna tra gli artisti in mostra, legata sia a Kandinsky che al movimento del Cavaliere Azzurro. Con Pomeriggio domenicale (1908)e Atmosfera tragica (1910) esprime una serenità che turba, l’ambiguità dei colori e dei tratti suggerisce le inquietudini della vita, in cui si riesce a scorgere la somiglianza con l’arte lirica di Munch.

Mostra Kandinsky –>Cage – Paul Klee  (photo by Lorenza Rallo)

Nella sezione dedicate a Paul Klee si coglie l’universo archetipo dell’artista. Nella sua arte la musica è metafisica, tanto che in Cascata 243riesce a rendere visibile la melodia.

Non mancano anche le opera di Fausto Melotti e di Nicolas De Staël, entrambi legati a Luigi Magnani, proprietario del Palazzo in cui ha sede l’esposizione: le antisculture di Melotti, “giocoliere invisibile”, celebrano il culmine delle arti astratte con la musica di Bach e Brahms; mentre De Staël, paragona l’arte agli uomini, solitudini che si incontrano e sfidano la frenesia del mondo moderno, proprio come sa fare la musica jazz. De Staël va alla costante ricerca dell’origine della forma, le sue composizioni sono delle lastre lucide dal colore quasi trasparente.

Una figura chiave della mostra è Oskar Fischinger, che si ispirò all’arte di Kandinski e divenne maestro di Cage. Famosa è l’animazione di Fantasia di Walt Disney con la Toccata e fuga di Bach.

John Cage è l’artista che chiude la mostra, punto d’arrivo di un percorso metafisico ed extrasensoriale. Definito da Schönberg un “inventore di genio” è una personalità molto difficile da inquadrare. Nel Concert for Piano and Orchestra sperimenta il suo concetto di musica: i suoi spartiti non devono essere eseguiti alla lettera ma interpretati.

Mostra Kandinsky –>Cage – Giardino karesansui, che ha ispirato la partitura di John Cage, Ryoanji (1984) (photo by Lorenza Rallo)

La visione trascendentale di Cage affonda le sue radici nell’induismo, nel Taoismo e nel buddismo, andando alla ricerca di una poetica musicale che ristabilisce il rapporto con la natura.

Cage va ricordato anche come l’ideatore della prima musica elettronica, ma con l’opera 4’ e 33’’ cambia completamente il suo modo di concepire la musica. 4’ e 33’’ di silenzio è da considerarsi l’opera della maturità artistica di Cage, nel silenzio si riescono ad ascoltare i suoni e si riesce ad ascoltare sè stessi, come il respiro e il battito del cuore. Cage fa del silenzio un’esperienza sensoriale. Nel tentativo di suggerire la stessa sensazione è stata ricreata una Sala del Silenzio, nella quale è esposta una tela bianca di Rauschenberg (1974).

Per tutta mostra il visitatore non è solo un osservatore inerme delle opera esposte ma interagisce con esse, grazie a video ed installazioni che conferiscono dinamicità al percorso espositivo. Dalle opere di Wagner a Mozart, i quadri sono accompagnati da un costante sottofondo musicale, che riesce a coinvolgere emotivamente lo spettatore e allo stesso tempo dare una chiave di lettura all’opera, riuscendo a coglierne la profondità artistica.

Il culmine dell’esposizione è sicuramente la rappresentazione di Ocean, composizione per orchestra di Cage: una stanza in cui è stato ricreato il Teatro Romolo Valli con al centro uno schermo che proietta le immagini di un balletto sulle note di Ocean. Nella sala deputata, lo spettatore sarà idealmente travolto dalle onde sonore dell’opera che riproducono quelle del mare.

Proprio come fanno le onde del mare il visitatore viene cullato stanza dopo stanza, quadro dopo quadro, nota dopo nota, in un persorso spirituale, che porta con sè l’essenza di universo artistico precursore dei tempi e sempre contemporaneo, capace di essere apprezzato, ma un po’ meno compreso, anche al giorno d’oggi.

 

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.