Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson (2018)

Può l’amore  ricucire l’anima di un uomo?

Il filo nascosto
di Lorenza Rallo

“Mi sembra di averti cercata per moltissimo tempo...”

Reynolds Woodcock

 

Paul Thomas Anderson, ormai alla sua ottava nomination, riprova ancora a conquistare l’Oscar con Il filo nascosto, e chissà se questa non sia proprio la volta giusta.

Al centro del film, ambientato nella Londra degli anni ’50, è la storia di un sarto, Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) che vive insieme alla sorella Cyril (Lesley Manville). Reynolds è un uomo molto metodico, amante della routine e appassionato in modo viscerale al suo lavoro che mette sempre al primo posto.

Lo stilista, nel suo vagare solitario, trova la donna ideale in Alma (Vicky Krieps), la cameriera di un caffè. La sua musa ispiratrice, dal nome emblematico, sarà l’unica a conquistare e a stravolgere il rigido universo di Reynolds.

Con il suo savoir-faire riuscirà a dare un’anima alle creazioni dello stilista. Vestendo ogni abito con eleganza e infinita disinvoltura, convincerà sempre di più Reynolds che è proprio lei la donna che stava cercando da una vita intera.

Reynolds attraverso gli abiti plasmerà a suo piacimento Alma, ricordandoci per alcuni versi quel rapporto pigmalionico tra Scottie e Judy di La donna che visse due volte (Vertigo, 1958), ridondante nelle opere di hitchcockiana memoria.

L’amore per Reynolds è una debolezza dell’uomo, una distrazione. Eppure il rapporto del sarto con le figure femminili della sua vita è da considerarsi morboso e per questo malsano, soprattutto il rapporto con la madre (che spesso rivede in sogno) e con la sorella, che affettuosamente chiama “spina nel fianco”.

Se della madre e della sorella Reynolds non può fare a meno, l’amore verso Alma presto si tramuterà in senso di repulsione. Ogni gesto della donna, anche il più semplice come imburrare il pane o versare il tè (tradotti sullo schermo da un suono stridulo e fastidioso) saranno amplificati agli occhi (e alle orecchie) di Reynolds.

Quando l’uomo rischierà di morire, solo allora, si renderà conto di quanto sia grande il suo amore per Alma e di quanto sia stata vuota la sua vita prima del loro incontro. In quel preciso momento avverrà la maturazione del personaggio di Alma e il rovesciamento dei ruoli. La donna da dominata assurgerà al ruolo di dominatrice in grado di prevedere le mosse della sua preda (Reynolds) così da poterla soggiogare.  

A parte la controversa e travagliata storia d’amore, ciò che conquista lo spettatore è  l’interpretazione magistrale di Daniel Day-Lewis, attore dal carisma unico e uno degli uomini più affascinanti in circolazione. Ancora per poco, dal momento che Day-Lewis ha recentemente dichiarato che Il filo nascosto sarà il suo ultimo film, dopo il quale, ahinoi darà addio al mondo del cinema e della recitazione.

Il film gli è valso una nomination agli Oscar, l’ennesima, come miglior attore protagonista. Daniel Day-Lewis, infatti, è l’unico attore ad avere già vinto tre premi Oscar nella stessa categoria, grazie alle eccellenti e indimenticabili interpretazioni de Il mio piede sinistro, Il petroliere e Lincoln. E sicuramente anche quest’anno darà del filo da torcere ai suoi colleghi rivali in lizza per la statuetta.

Il regista del film, Paul Thomas Anderson, come un sarto sapiente cuce e confeziona con maestria ogni parte della sua opera, nulla è lasciato al caso, ogni scena sullo schermo, avvolta da un ritmo lento ma incalzante, lascia il passo alla successiva con la grazia e la premura di una modella che sfila con un abito da sera.

L’eleganza degli abiti confezionati da Reynolds e il suo universo misterioso e al contempo inquieto si esprimono a meraviglia nelle note della colonna sonora composta dal musicista Jonny Greenwood, lo storico chitarrista dei Radiohead, una delle band più famose del panorama musicale inglese.

Come i pezzi di stoffa cuciti e nascosti da Reynolds nelle fodere dei vestiti, il film possiede nella trama del suo tessuto una potenza magnetica che ci travolge rendendoci complici dell’ossessione di Alma per lo stilista.

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