Libri: la recensione di Valerio Calzolaio

Il diario segreto del cuore

Copertina: Il diario segreto del cuore

Autore:

Francesco Recami

Titolo:
Il diario segreto del cuore

Editore:
Sellerio
Uscita: 2018 

Pagine: Pag. 213
Genere

Commedia in bianco e noir

Prezzo: euro 14,00

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Milano, casa di ringhiera al civico 14 di via *** del quartiere Casoretto. Ottobre-novembre 2011. Ricapitoliamo i protagonisti conviventi: Consonni (appartamento 8), Angela Mattioli (2 e 22, ma ha anche altre tre o quattro deleghe), Luis De Angelis (5), coniugi Du Vivier (6 e 7), Antonio con occasionali compagne (9), la signorina Olga Mattei Ferri (12), Claudio Giorgi (15), i peruviani (senza numero), la signora Xing (locali di sotto). Per ragioni diverse gli appartamenti son tutti vuoti. Consonni, già circa 66enne tappezziere pensionato, orrendamente morì, proprio nella corte, il funerale aveva traumatizzato tutti. Tanti inquilini sono altrove, provvisoriamente o meno, causa lavoro, vacanza, salute o chissà perché. Solo un nucleo è in qualche modo restato nel condominio, Donatella e i due figli, Gianmarco e Margherita, nell’appartamento familiare (il 15) e il separato marito Claudio come badante regolare della vecchia pettegola (del 12) ora assente. I due ragazzi (13 anni e mezzo e quasi 11) erano stati testimoni di vecchie storie criminali, trovarono pure un panetto di fumo, hanno sempre paura che tornino a galla. Donatella ha da poco compiuto 43 anni, è povera e piena di dubbi. Gianmarco sta ripetendo la terza media, gioca a calcio e attraversa un complicato inizio di adolescenza. Dal 12 settembre la piccola (anche di statura) genietto Margherita tiene un diario e la mamma finalmente lo scopre: vi sono giudizi severi, recensioni di libri, lettere del padre, le risposte, commenti inaspettati, soprattutto un accenno a chi uccise Consonni. Poi un profilo Facebook tira l’altro e succede di tutto, fin quando, via via, pure altri affezionati inquilini cominciano a farsi rivedere.

Il bravo scrittore toscano Francesco Recami  (Firenze, 1956) non è riuscito a lasciar morire il suo personaggio principale (un fattore abiotico, però), come già accadde ad autorevoli personalità del genere giallo e noir. Aveva annunciato fin dal principio (2011) che sarebbero stati sei i romanzi della serie della “casa di ringhiera”, dedicata a un curioso microcosmo milanese, un modesto edificio del primo Novecento, con una corte rettangolare, ringhiere di ferro battuto e una ventina di inquilini. Mantenne l’impegno, un volume ogni anno (fino al 2016), anche se le narrazioni coprono un intervallo temporale più breve. Dopo un paio di commedie nere, a fine 2018 l’autore torna a casa. Amedeo Consonni è evocato ma non può manifestarsi, tutto (come al solito) ruota intorno all’originale ambientazione, impronta “bianca e noir”: misteri, misfatti e crimini fanno da cornice, servono a evocare il genere letterario non a praticarlo. A prescindere dall’assenza di persone uccise, è l’ulteriore verifica e conferma che in ogni dinamica sociale affettiva ci sarebbe sempre qualcuno o qualcuna da far fuori! La narrazione è in terza, ma quasi la metà è dedicata al diario, in corsivo (da cui il titolo). La talentuosa bimba adora Gerry Way (fondatore e cantante dei My Chemical Romance, 7 anni fa ancora attivi), legge molto e bene (forse con gli stessi gusti dell’autore) e vince a mani basse il concorso per studenti Raccontare è vivere (con un racconto che ci è possibile apprezzare); mentre la passione per Nesbø (Premio Chandler 2018) è passata da Amedeo a Donatella.

 

v.c.

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