Foto: cortesia dell’autore.

Come mandare indietro una bottiglia di vino
di Giuseppe Bellavia

Vi trovate fuori a cena ed avete ordinato una bottiglia di vino, ma qualcosa non vi convince. Forse sa di tappo, forse è troppo ossidato (a causa dell’eccessivo contatto con l’aria), o semplicemente non è di vostro gradimento. Mandare indietro la bottiglia in questione potrebbe mettere i nervi a dura prova. La mente è affollata da domande del tipo: come reagirà il cameriere? Dovrò dimostrare che sono certo e competente per pretenderne la sostituzione? Cosa accadrebbe se il cameriere dissentisse?
La ragione per cui tale eventualità potrebbe creare delle ansie è duplice.
Dalla prospettiva del cliente siamo nervosi a causa della possibile sfida sulla ragionevolezza o meno della pretesa. Vorremmo semplicemente che il cameriere rimpiazzasse la bottiglia sgradevole o sgradita. Dalla prospettiva del ristorante, invece, portare indietro una bottiglia aperta rappresenta una perdita secca (per quelli seri!), talvolta semplicemente perché non gradita e non perché difettosa. Quando si tratta poi di bottiglie particolarmente costose, l’attenzione nell’assicurarsi dell’effettività del problema cresce notevolmente.
Alla luce della contrapposizione fra piacere e denaro, qual è il modo appropriato per mandare indietro una bottiglia?
Il vino ossidato o che sa di tappo, capita. Fa parte del rischio assunto scegliendo di turare le bottiglie con tappi di sughero (ricordiamo che i vini non tappati con il sughero non possono essere affetti dall’armillaria mellea).
Nel caso in cui riteniate il vino versato compromesso, la prima cosa da fare dopo l’assaggio è sottoporlo all’attenzione del cameriere o meglio ancora del sommelier. Spesso non serve altro, anziché compromettersi affermando con ferma convinzione che la merce sia avariata. Coinvolgendo il cameriere si abbassano le difese e i ristoranti più professionali provvederanno prontamente a sostituire la bottiglia di incerta piacevolezza. Nessuno vi costringerà a bere un vino danneggiato, anche potenzialmente!
Cosa accade invece se semplicemente il sapore del vino non è in linea con le nostre aspettative, non è compromesso, ha solo un sapore inatteso. Qualora fosse la prima volta che si assaggia quel particolare uvaggio, potrebbe essere il suo caratteristico sapore, a fortiori se non ha ancora “respirato”. Sovente a cena il vino viene assaggiato immediatamente dopo l’apertura della bottiglia, usanza che talvolta mortifica l’espressività della bevanda.
In simili circostanze suggeriamo di comportarci come descritto prima, invitate il cameriere ad assaggiare il vino. Di certo, se il cameriere non è un sommelier e non conosce la vostra scelta, sarà lui a proporvi di cambiare vino, in caso contrario potrebbero spiegarvi il perché del sapore singolare o ancora riconoscere il problema e procedere con lo scambio.
Infine, cosa si fa se semplicemente non ci piace il vino scelto? Il miglior consiglio in questo caso è schivare l’eventualità, magari chiedendo di provare il vino prima di ordinarlo. Capita ai ristoranti di avere alcune bottiglie aperte e saranno lieti di accontentarvi. In caso contrario, sollecitate il cameriere o il sommelier, chiedendo delucidazioni sulle scelte papabili anche ai fini dell’abbinamento alle portate ordinate.
In ultima analisi, qualora vi siate messi d’impegno per scongiurare lo spiacevole evento, e nonostante tutto il vino non risulta di vostro gradimento… in maniera garbata ed elegante rimandatelo indietro. Con nonchalance pronunciatevi confermando che la bottiglia non corrisponde alle vostre aspettative, e qualsiasi ristorante che si rispetti vi servirà volentieri un sostituto.
In ogni caso, qualora vi capitasse di rispedire indietro un vino, per essere efficaci siate gentili e pacati. A nessuno piacciono le aggressioni che mettono sulla difensiva ed ingenerano astio. Spiazzate il servizio con la cortesia, e tutto filerà liscio come il vino…pardon come l’olio.

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