In una guerra Usa-Russia chi vincerebbe?
di Riccardo Liberati

Da qualche anno tra USA e Russia è iniziata una nuova guerra fredda e la paura che da fredda possa trasformarsi in calda è grande. Ma la domanda che molti si pongono è: in un ipotetico scontro tra i due colossi, chi avrebbe la meglio? Innanzitutto proviamo a ribaltare la domanda.
Chi avrebbe la peggio? Sembra una banale trasformazione lessicale, ma non lo è. Posta in questi termini, la domanda presuppone che tutti e due i contendenti ne uscirebbero a mal partito ed è ciò che avverrebbe.
Iniziamo a considerare le forze in campo.
Se agli USA aggiungiamo la NATO, cioè la maggioranza dei paesi europei ed il gruppo di Nazioni scandinave e baltiche guidate dalla Gran Bretagna, la Russia è in minoranza, sia da un punto di vista degli armamenti che delle risorse umane. La Russia è inoltre circondata dalla NATO.
Con la scusa di difendersi dall’Iran, gli USA hanno piazzato missili balistici, praticamente alle porte di Mosca. Seconda considerazione: i generali USA sono stati più volte avvertiti dai loro ‘colleghi’ avversari: in caso di guerra la Russia farà uso di armi nucleari e la loro potenza è tale da distruggere gli Stati Uniti in poco più di trenta minuti.
Ammettendo che questo sia vero, è vero anche il contrario.
I russi posseggono però quasi duecento sottomarini in grado di lanciare missili a testata termonucleare. Colpirli in un attacco preventivo o di ritorsione è impossibile. Terza considerazione: la tecnologia dei missili antimissile è ormai matura sia da una parte che dall’altra.
E’ quindi probabile che in un attacco missilistico strategico, i risultati non sarebbero quelli sperati. A questo punto la guerra diventerebbe di tipo convenzionale tra due potenze con le ossa rotte.
E qui viene fuori la superiorità dell’orso russo: delle trentaquattro guerre combattute, la Russia ne ha vinte trentuno.
Di 392 battaglie combattute contro Nazioni e popoli di quasi tutto il pianeta, ne ha vinte 279. Il generale Montgomery soleva dire: “Regola numero uno a pagina uno del manuale della guerra, mai marciare contro Mosca. Ci hanno provato Napoleone ed Hitler e non è una buona idea”.
I russi hanno inventato una strategia vincente: si ritirano nelle vastità del loro territorio concedendo all’avversario persino qualche vittoria. Il nemico avanza imbaldanzito credendo di avere ormai partita vinta.
Così facendo allunga le vie di comunicazione e di rifornimento.
Al sopraggiungere dell’inverno, i russi che sembravano scomparsi, ricompaiono, smettono di ritirarsi e contrattaccano.
Nei paesi e nelle città conquistate scatta la lotta partigiana e l’esercito invasore è costretto a dislocare truppe nelle retrovie per proteggere i rifornimenti.
Così facendo indebolisce le prime linee e per i russi, il gioco è fatto.
Questa tattica adottata contro tedeschi e francesi, sarebbe ancora valida? In una guerra moderna il confronto si avrebbe soprattutto sui cieli e sui mari. Mentre la Russia non ha mai puntato sulla marina, ha un’aviazione straordinariamente efficace e le sue forze di terra sono potenti.
A questo si deve aggiungere il fattore psicologico: a parte Stati Uniti ed Inghilterra che devono difendere una loro supremazia, quanti europei sarebbero disposti a morire per difendere gli interessi di poche lobby che detengono il dominio del mondo? I russi al contrario combatterebbero al solito modo, sacrificandosi per la Santa Madre Russia.
C’è anche un’altra considerazione da fare: la tattica delle forze di terra russe, incomprensibile agli europei, è risultata vincente nei vari confronti bellici. In un test sottoposto ad ufficiali NATO venne posta la seguente domanda: tre battaglioni attaccano il fronte nemico, uno si trova nelle retrovie come riserva. Quello di sinistra sfonda, quello del centro ha delle difficoltà, quello di destra viene respinto. Dove mandereste la riserva?
La risposta quasi unanime fu: a destra per contenere lo sfondamento. La dottrina russa invece è opposta: sfruttare il vantaggio ottenuto, quindi a sinistra. Le perdite non contano per i russi, tanto sanno che in caso di sconfitta ne subirebbero molte di più.
Questa tattica è risultata efficace in tutte le simulazioni militari.
Quanti americani ed europei sarebbero disposti a vedere morire milioni o anche centinaia di migliaia di loro figli per una guerra del genere?
I russi, nell’ultimo conflitto mondiale, hanno subito venti milioni di morti eppure sono arrivati a Berlino, incuranti delle perdite.
Ultima considerazione. A fronte di una guerra nucleare vi sarebbero almeno tre anni di ‘inverno nucleare’. I russi sono abituati all’inverno ed ai sacrifici. Come reagirebbero gli abitanti della California, della Florida e del Texas, per non parlare dell’Europa? Gli USA sono vulnerabili. Distrutte le loro principali città, per loro sarebbe persa la guerra.
Al contrario l’immenso territorio russo non avrebbe lo stesso grado di vulnerabilità. La conclusione è semplice: in un eventuale conflitto tutti ne uscirebbero perdenti, ma la Russia meno degli altri.

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