Pierluigi Minganelli e Roberto Savio

Foligno e le scienze sperimentali
di Massimo Predieri

Il professor Minganelli dirige a Foligno il Laboratorio di Scienze Sperimentali, uno dei migliori centri di istruzione e didattica in Italia.

Sono andato giovedì scorso insieme al giornalista Roberto Savio e al presidente della Fondazione Italiani Angelo Schiano a Foligno su invito di Pierluigi Minganelli a visitare uno dei centri di eccellenza della scuola italiana: il Laboratorio di Scienze Sperimentali. Accolti da uno staff sorridente e premuroso, abbiamo visitato i sei laboratori, iniziando dalla biblioteca informatizzata ed equipaggiata di una modernissima stampante tridimensionale.Il modello di dimostrazione del Paradosso Meccanico di GalileoUna giovane collaboratrice stava realizzando con la stampante tridimensionale i pezzi che compongono un modello del DNA utilizzato dagli studenti per visualizzare la struttura genetica delle piante.
Con orgoglio Minganelli ci dimostra il funzionamento del pezzo forte del laboratorio di fisica, il paradosso meccanico di Galileo: su una grande struttura inclinata in metallo un rullo di legno composto da due coni contrapposti rotola apparentemente in salita sul pendio. “I ragazzi impazziscono per questo esperimento”, ci dice con soddisfazione Minganelli.
Il laboratorio di cui va più fiero è quello di matematica. “Si dice che c’è chi non è portato alla matematica. Non è vero, basta insegnarla nel modo giusto e la possono capire tutti”. Ci mostra delle tavolette di legno colorate che spiegano visivamente il quadrato del binomio (a+b)2=a2+2ab+b2;  è talmente evidente che non è più necessario imparare la formula a memoria. E con un cubo di metallo composto da tanti parallelepipedi ci spiega il binomio al cubo. Il giornalista e scrittore Roberto Savio, che ci accompagna, è entusiasta: “Se avessi avuto un professore come Minganelli da giovane, avrei capito la matematica”.
Dopo la visita dei laboratori ci sediamo al Ristorante Via del Forno del Hotel Italia, dove la signora Lella ci accoglie con la premura di una ospitalità genuina. Per il pranzo ci propone semplici ma gustose specialità umbre: coppa all’arancia, Pence tricolore alle erbe, zuppa di lenticchie, baccalà in umido. Mentre accompagniamo le pietanze con i vini delle cantine Scacciadiavoli, Minganelli ci racconta la storia del Laboratorio di Scienze Sperimentali di Foligno. Nato negli anni Sessanta sotto la diretta gestione del ministero dell’istruzione come uno di quattro laboratori sperimentali di eccellenza italiani, oggi sopravvive grazie al volontariato. Il ministero si è via via disimpegnato, fino a tagliare perfino la copertura degli stipendi del personale. Così Minganelli, per non chiudere, ha dovuto trasformare il laboratorio in Onlus e avvalersi di volontari per farlo funzionare. Le conseguenze si sono sentite. Da oltre 1.800 classi all’anno che venivano ospitate qualche anno fa, oggi il numero è sceso a 900 all’anno. Se al nostro governo stesse davvero a cuore il futuro dei giovani, dovrà di nuovo riporre l’attenzione ai centri di formazione di eccellenza come il Laboratorio di Scienze Sperimentali di Foligno.
Ma Minganelli non è tipo da disperarsi e ci guarda con gli occhi intelligenti e l’espressione arguta della gente umbra che non rinnega le proprie origini. Con l’entusiasmo e l’energia di un vulcanico 67enne ci racconta l’altra sua iniziativa di eccellenza, la Festa di Scienza e Filosofia. La quinta edizione si terrà a Foligno dal 14 al 17 aprile dell’anno prossimo con conferenze, dibattiti e incontri e illustri ospiti in rappresentanza del mondo scientifico, filosofico e culturale.

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