Montaggio_iZettle fonte: Håkan Dahlström Photography e apple pay fonte: fliker

Il futuro senza contanti
di Giuseppe Bellavia


…ché fra gli uomini

cosa non v'ha più trista del denaro:
questo perfino le città distrugge,
questo discaccia dalla patria gli uomini,
questo è maestro che perverte l'anime
oneste a compiere opere malvage,
d'ogni ribalderia questo la pratica,
d'ogni empietà l'ardire apprese agli uomini.
Ma quanti per mercede a ciò s'inducono,
arriva il giorno che la colpa espiano. (Sofocle, Antigone, 442 a.C.)

Immaginiamo una rapina in un negozio in cui le casse siano vuote perché tutte le transazioni avvengono in forma virtuale, o la vendita di armi ad una cellula terroristica in una società in cui tutti gli spostamenti di denaro siano tracciati, o ancora l’interazione trafficante-spacciatore-cliente e protettore-meretrice-cliente i quali dovrebbero dotarsi di apparecchi di lettura delle carte di credito, e da ultimo immaginiamo il professionista di turno che crucciato e rabbuiato dopo la richiesta di una ricevuta, solito applicare una maggiorazione forfettaria per replicare approssimativamente l’IVA.
Questi scenari ed innumerevoli altri, dai reati patrimoniali alle attività illecite in generale, potrebbero essere contrastati e pertanto ridotti semplicemente con l’eliminazione dei contanti, tenendo sempre a mente il proliferare di forme alternative di perpetrazione degli stessi che probabilmente risulterebbero meno invasive della sfera personale e meno “evidenti” (i.e. frodi informatiche).
La comparsa del denaro risale all’VIII secolo a.C., ed oggi, secondo un recente studio dell’IPSOS, più di un terzo dei cittadini europei ed americani sarebbero favorevoli alla completa abolizione del contante, basando l’economia esclusivamente su pagamenti elettronici. Ian Bright, di ING bank, ha dichiarato a Thomson Reuters che i prelievi sono diminuiti e le transazioni elettroniche vengono predilette per facilità e comodità.

Apple payment square. Fonte wikimedia commons

Ad influenzare significativamente questa rivoluzione culturale sono stati secondo gli esperti i nuovi sistemi di pagamento contacless ed il nuovo sistema Apple Pay. Il recente trend è stato marcato anche dalla Banca Centrale Europea che dalla fine del prossimo anno dovrebbe abolire i tagli da 500 euro.
In città come Londra o Stoccolma non è raro imbattersi in esercizi commerciali che non accettino banconote, e tutte le attività quotidiane, dall’acquisto del giornale a quello del caffè, vengono accompagnate dal bip tipico del passaggio di carte di credito o di smartphone.
Questi nuovi gesti pongono non pochi interrogativi: quali sono le conseguenze per i venditori ambulanti, i piccoli commercianti e le fasce più povere della popolazione?
Alcuni esperti temono il configurarsi di economie a doppia velocità, Ajay Banga, il CEO di Mastercard teme l’insorgere di “isole in cui soggetti non bancati/bancabili interagiscono economicamente solo fra loro”.
In India, il tema è al centro del dibattito da quando lo scorso novembre è stata annunciata la rimozione delle monete da 500 e 1000 rupie (pari a circa 7 e 14 euro). L’intento governativo è proprio quello di contrastare i traffici illeciti, l’evasione fiscale e l’endemica corruzione attraverso una rivoluzione culturale passante per la digitalizzazione dell’economia del Paese. La spinta politica ha imposto un rapido adeguamento di innumerevoli piccoli commercianti, che hanno dovuto introdurre l’utilizzo di lettori di carte di credito legati a smartphone ed anche i più anziani stanno apprendendo l’utilizzo di Paytm, una piattaforma di pagamenti fra dispositivi mobili.

Narendra Modi con l'ex Presidente USA Barack Obama. Fonte Obama White House Archive

Naturalmente sarà un processo graduale ed il Primo Ministro Modi sta esortando i governi locali a connettere i servizi pubblici alle tecnologie online più avanzate.
Nel continente africano, il Kenya ha risolto la questione della convivenza di soggetti non bancati in una società senza contanti, utilizzando smartphone a bassissimo costo collegati a M-Pesa, la piattaforma leader mondiale dei pagamenti da cellulari. Attraverso simili sistemi, milioni di utenti trasferisco denaro con l’invio di sms, mantenendo le somme ricevute in un conto virtuale.
In Zimbabwe, a seguito della crisi di liquidità dello scorso anno, molti cittadini hanno chiuso i propri conti correnti a vantaggio di piattaforme di scambi monetari via sms simili a EcoCash che oggi vanta più di sei milioni di utenti. Gli osservatori locali hanno riportato una propensione all’adattamento digitale della collettività, che ha compreso la vitale importanza di utilizzare alternative ai contanti per non uscire dal mercato.
Secondo Dave Birch, innovation director di Consult Hyperion, povertà e soggetti non bancati non sono necessariamente ostacoli, in quanto tutti posseggono un cellulare, e con le tecnologie digitali esistenti è già possibile spostare il denaro senza lasciare nessuno indietro.
E se in India la terapia digitale è stata imposta, gli europei si allontanano autonomamente dai contanti; i consumatori ne apprezzano la facilità e i governi l’idea della trasparenza fiscale, per non parlare dei commercianti che neutralizzano i rischi legati alla gestione del contante.
Secondo un recente report del Fung Global Retail & Technology, 9 dei 15 Stati “più digitalizzati” sono in Europa e la Svezia potrebbe diventare il primo Paese senza contanti già dal 2030.
Nel regno scandinavo i venditori ambulanti, le chiese e i mendicanti si sono adattati all’utilizzo di mini lettori di carte di credito e app per i pagamenti via smartphone (Swish, iZettle e la danese MobilePay).

Kenneth Rogoff. Fonte wikimedia commons

Certamente vanno considerate le caratteristiche che rendono speciale il contante, in primis il totale anonimato ed una circolazione immediata slegata da ogni tecnologia, come spiega lo statunitense Kenneth Rogoff,ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale, nel recente libro The curse of cash. Lo scrittore pur riconoscendo i vantaggi del circolante, ritiene che gli svantaggi siano di gran lunga superiori e pertanto attende la sua totale scomparsa.
“There is little debate among law-enforcement agencies that paper currency, especially large notes such as the U.S. $100 bill, facilitates crime: racketeering, extortion, money laundering, drug and human trafficking, the corruption of public officials, not to mention terrorism. There are substitutes for cash—cryptocurrencies, uncut diamonds, gold coins, prepaid cards—but for many kinds of criminal transactions, cash is still king. It delivers absolute anonymity, portability, liquidity and near-universal acceptance”, ha dichiarato Rogoff.
Ma oltre al vantaggio di rimuovere l’anonimato dalle transazioni ai governi ed alle banche, l’eliminazione del contante aggrada particolarmente per due ragioni. La prima è l’efficacia incondizionata delle politiche monetarie e l’altra è l’adottabilità di interessi negativi maggiori dell’1%.
L’economista sostiene nel libro che il contante sia il vero motore di fenomeni quali evasione fiscale, traffico di esseri umani e finanziamento del terrorismo. Ma il timore dell’autore risiede nell’impotenza dei correntisti rispetto all’imposizione di politiche monetarie centralizzate, non potendo prelevare e distrarre dai conti bancari i rispettivi risparmi.
Naturalmente i timori di Rogoff sono l’auspicio della compagine bancaria, che ad oggi non riesce a spingere gli interessi negativi oltre l’1%. Qualche anno fa abbiamo assistito con perplessità all’adozione dei tassi negativi che economicamente sembrerebbero violare le leggi giusnaturalistiche. Inizialmente, era ritenuto dagli economisti che nessuno avrebbe mai sottoscritto strumenti finanziari con interessi negativi, in quanto il contante avrebbe sempre offerto un’alternativa migliore. Ma dato che anche stipare le banconote nelle cassette di sicurezza ha un costo, l’idea di obbligazioni con interesse negativo per mettere al “sicuro” i risparmi non è sembrata poi così peregrina.

Federal Reserve. Fonte wikimedia commons

In un simile scenario, i regolatori hanno pensato di imporre interessi negativi sulle riserve delle banche al fine di stimolarne la circolazione, con l’effetto di sostenere la domanda aggregata. Ma il vero ostacolo è: il contante! In una società senza contanti lo zero lower bound che oggi si attesta sull’1% potrebbe raggiunger cifre non ipotizzabili prima d’ora.
Il tema caldo rimane la libertà dalla sudditanza economica delle banche centrali. La reazione dei correntisti è equiparabile al diritto di voto. La vera questione resta se la libertà sia più o meno importante rispetto alla lotta ad evasione fiscale, corruzione, riciclaggio, traffico di esseri umani, finanziamento del terrorismo, lavoro nero, sfruttamento della prostituzione, traffico di droga, rapine, l’elenco potrebbe continuare a lungo.
Naturalmente per simili attività illecite i surrogati del denaro non scarseggiano, ma l’impegno politico ad ostacolarle, in Paesi in cui corruzione ed evasione fiscale sono endemiche, manderebbe probabilmente un segnale positivo. Il contemperamento tra libertà, diritto alla privacy e contrasto all’illegalità è sempre delicato. Una cosa è certa: evasione fiscale e riciclaggio diventerebbero molto più difficili.
Personalmente ritengo il contante una tecnologia superata e in declino, e nonostante gli evidenti rischi di limitazione della libertà, è destinato all’oblio, un po' per volontà superiori e un po’ per comodità. Il tutto senza impattare in maniera evidente sull’economia generale. Di contro, gli investitori potrebbero essere attirati da sostituti del contante come Bitcoin, metalli preziosi e valute estere. I governi saranno facilitati nella raccolta delle imposte e le politiche monetarie saranno maggiormente efficaci e incontrastabili.

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