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Il vitivinicolo trainante per l’economia

Vinitaly: l’annata 2015 si chiude col segno positivo!
di Giuseppe Bellavia

Il calendario enoico 2015 ha visto un marzo ricco di eventi tutti a ridosso della seconda metà. Si temeva pertanto che la kermesse regina delle esposizioni vinicole italiane potesse essere oscurata da Prowein (altro salone internazionale tedesco di risonanza mondiale), incidendo sul numero degli espositori ma soprattutto dei buyer esteri. Ma nonostante le condizioni sfavorevoli e qualche critica precedente all’apertura, Vinitaly 2015 è stato un vero successo a detta di espositori ed addetti ai lavori. Il DG di Veronafiere Giovanni Mantovani ha commentato «abbiamo registrato grande soddisfazione da parte degli gli espositori, per la capacità di Vinitaly di migliorare di anno in anno il numero di buyer esteri e la qualità dei visitatori, mantenendo alto il numero dei contatti, tanto che aziende private di grande rilevanza hanno già sottoscritto rinnovi triennali per le prossime edizioni». I produttori si dichiarano largamente soddisfatti, e affermano che le spese sostenute sono state ripagate dal network internazionale creato, che oltre a favorire la diffusione dell’italianità all’estero, dimostra ancora una volta la qualità di un prodotto unico che il mondo sta iniziando ad apprezzare in maniera crescente.
Ettore Riello, presidente di Veronafiere ha dichiarato: «Il risultato centra l’obiettivo che ci eravamo prefissati. Grazie all’aumento del 34% degli investimenti dedicati all’incoming e alla collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico, l’Agenzia- ICE e il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, abbiamo aumentato la già alta partecipazione di buyer stranieri». I dati indicano infatti operatori professionali da 140 Paesi, ben 20 in più rispetto al 2014, visitatori a quota 150mila,oltre 2.600 giornalisti da 46 nazioni. Da ultimo, il ministro delle Politiche agricole, agroalimentari e forestali Maurizio Martina, ha ricordato che: «Il settore vitivinicolo è un patrimonio fondamentale per l'Italia con oltre 14 miliardi di euro di fatturato e migliaia di aziende che rappresentano con passione, innovazione e professionalità la ricchezza dei nostri territori. Vogliamo aiutare queste esperienze a crescere, liberandole da lacci burocratici che le hanno appesantite in questi anni ». Che altro aggiungere, ad majora in attesa dell’edizione 2016 e con l’auspicio che il settore vitivinicolo, trainante per l’economia italiana, ottenga l’attenzione ed il supporto che merita, come ci ricordano troppo spesso gli operatori internazionali.

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