Manifestazione Sciita contro il terrorismo. Fermo immagine video RaiNews . Fonte: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Alta-tensione-tra-Iran-e-Arabia-Saudita-Nella-notte-l-assalto-all-ambasciata-di-Ryad-04c2b877-f7e8-47bd-abc7-431cd049b6ad.html

Iran: la fine delle sanzioni
di Diego Grazioli

Lo storico accordo tra Iran ed i rappresentanti del 5+1 (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia, Cina e Germania), raggiunto dopo una maratona negoziale durata due anni e culminata con i colloqui di Vienna dello scorso fine settimana, segna una tappa fondamentale per tutto il Medio-Oriente.
Dopo quasi dieci anni di isolamento la Repubblica islamica torna a pieno titolo tra i membri della comunità internazionale. In cambio della rinuncia per un periodo di 15 anni al programma di arricchimento nucleare, al paese degli ayatollah verranno revocate le sanzioni commerciali e finanziarie.
Un risultato fortemente voluto dall'amministrazione Obama che, nonostante l'opposizione del Congresso, ha deciso di perseguire questo storico obiettivo, consapevole che la stabilità della regione fosse messa a rischio da un Iran dotato di armi nucleari. Un punto di vista fortemente osteggiato dai paesi sunniti dell'area, a cominciare dall'Arabia Saudita, preoccupati per la nuova influenza che un Iran sdoganato da sanzioni potrà esercitare sui delicati meccanismi geopolitici mediorientali.
La partita principale si giocherà sulla commercializzazione del petrolio. Teheran ha già annunciato di voler aumentare la produzione di mezzo milione di barili al giorno, per questo negli ultimi mesi i rappresentanti di casa Saud hanno artificiosamente tenuto a livelli minimi le quotazione del greggio al fine di indebolire il più possibile l'apporto di valuta estera nelle casse del regime persiano.
Altro capitolo non meno gravoso della nuova stagione post sanzioni riguarda la guerra che si sta combattendo a cavallo tra Siria e Iraq e la montante minaccia dello stato islamico. E' indubbio che il sogno sunnita di affossare definitivamente Bashar al Assad debba ora scontrarsi con un Iran tornato protagonista della scena mediorientale. Difficilmente Teheran farà mancare il suo decisivo apporto al governo di Damasco, complicando non di poco i piani di Arabia Saudita e Turchia di far cadere il regime alauita.
Anche il sostegno al califfato garantito in questi anni dagli stati sunniti in chiave anti-Iran e messo in discussione dopo i gravissimi attentati di Parigi ed Istanbul, rischia ora di venire di nuovo corroborato dopo gli accordi di Vienna.
Tornando alla questioni commerciali, il nuovo corso iraniano ha già fatto sentire i propri frutti nelle casse del consorzio europeo Airbus. Al colosso aerospaziale la Repubblica islamica ha commissionato la costruzione di 114 aerei di linea per un valore di oltre 10 miliardi di euro. E se il buongiorno si vede dal mattino, la caduta delle sanzioni rappresenta una grande opportunità per le economie dei paesi del vecchio continente e dell'Italia in particolare.
Il nostro paese infatti, anche negli anni dell'embargo, ha mantenuto delle relazioni preferenziali con l'Iran e dunque appare ora tra i meglio attrezzati per approfittare delle nuove commesse che Teheran metterà sul tavolo dei mercati.

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