Di Trailer screenshot, from DVD The Ten Commandments, 50th Anniversary Collection Paramount, 2006 - The Ten Commandments trailer, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2216811

Un decalogo per capire il terrorismo e le sue conseguenze
di Roberto Savio *
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Roma, 28 mar (OtherNews) – La strage di Bruxelles ha provocato una reazione a breve termine, che ne ignora una proiezione a lungo termine. L'intero dibattito ora so svolge in termini di sicurezza, controlli di polizia, nuove strategie militari, come se il terrorismo possa essere risolto come una semplice questione di ordine pubblico.
Sarebbe anche necessario adottare un approccio più globale ed integrale e accettare il fatto che siamo di fronte ad un problema che dovrebbe essere affrontato da diverse angolazioni. Ciò pone questo articolo di fronte al solito problema di spazio, che ci manca per fare un'analisi molto approfondita. Io chiedo quindi al lettore di aprire i link scelti con alcuni articoli precedenti, in modo da avere maggiori informazioni su elementi che non possono essere affrontati in modo adeguato in questo articolo.
1) La mancanza di un dibattito politico. Abbiamo la leadership politica europea mobilitata dopo ogni evento solo con qualche dichiarazione retorica di solidarietà e di orrore, ma senza alcun tentativo di progettare una risposta comune e specifica. E' sorprendente vedere che le autorità francesi e belghe non provano neanche a collegare le azioni dei terroristi con la loro vita precedente, quando ciò che è veramente necessario è un'analisi sociologica e culturale, al di là delle misure puramente di polizia. Dunque questo è importante, ma non lo è per il dibattito politico. (Vedi questo link: http://goo.gl/C4ph7p)
2) Nessuno sforzo è fatto per spiegare che il terrorismo islamico è in primo luogo una battaglia interna al mondo musulmano e in Europa viene utilizzato solo per convenienza. Il ramo sunnita è il principale dell'Islam, con il suo 88% dei musulmani. Ma non è stato scoperto alcuna terrorista del cosiddetto ramo del wahhabismo o salafita sunnita, originario dell'Arabia Saudita, da dove è stato esportato attivamente dalla famiglia reale Al-Saud.
Riyadh ha eretto più di 1.600 moschee, fornendole di imam e personale salafita, spendendo ogni anno più di 80 milioni di dollari per sostenere il ramo sunnita. Secondo i salafiti, molti altri rami dell'Islam sono infedeli, come i Sufi o gli Yadhzites. Gli sciiti sono il nemico principale. La maggior parte degli sciiti vive in Iran, il nemico principale dell'Arabia Saudita. Questi due paesi sono in lotta tra di loro attraverso guerre sussidiarie o per procura o proxy (in inglese), dalla Siria allo Yemen, con un numero di vittime diverse migliaia di volte più grande di tutte le vittime degli attentati in Europa. Pertanto, qualificare tutto l'Islam come promotore del terrorismo è un errore drammatico. (Vedi questo link: www.other-news.info/noticias/2015/05/occidente-se-arroga-el-derecho-a-intervenir-en-otros-paises/)
3) Questa lotta tra l'Arabia Saudita e l'Iran, fino a quando non sarà controllata da Russia e Stati Uniti continuerà in tutto il mondo, o fino a quando l'Arabia Saudita non sprofondi in una grave crisi dovuta al fatto che l’attuale livello di spese non sia più supportato dal prezzo della benzina. Il Fondo monetario internazionale ha già ammonito Riyadh che andrà in bancarotta in 10 anni a meno che non riducano i loro costi. Finora, l'Arabia Saudita è stata sostenuta in tutto l'Occidente, e in particolare dagli Stati Uniti, per la sua importanza come il più grande esportatore di petrolio.
Il gruppo di esperti delle Nazioni Unite in Yemen ha documentato 119 voli da combattimento della coalizione in relazione a violazioni delle leggi di guerra, informa Human Rights Watch che con Amnesty International e altre organizzazioni chiede un embargo sulle armi. Ma l'Arabia Saudita è il secondo più grande importatore di armi al mondo.
In ogni caso, è molto improbabile che l'Arabia Saudita e i suoi alleati, emiri e sceicchi dei paesi del Golfo possano assumere la leadership del mondo sunnita, perché sono seguaci del ramo intollerante dell'Islam e a lungo termine non sarà in grado di competere con un Iran molto più grande e sviluppato. Ma per ora, tutti sono stati pronti a chiudere un occhio sulle responsabilità della Arabia Saudita nella diffusione del salafismo.
4) Il salafismo ci conduce all’ISIS, che ha reso questo ramo dell'Islam la sua religione ufficiale, contribuendo anche aduna sua maggiore radicalizzazione. Comunque, vi è un crescente consenso sul fatto che lo Stato islamico sta usando la religione come uno strumento per il reclutamento, che riunisce tutti coloro che sono frustrati dal secolarismo e dalla modernizzazione. L’ISIS, come un'entità tangibile, secondo gli esperti militari potrebbe essere sconfitto da due brigate meccanizzate in un paio di settimane.
Ma sarebbe necessario anche dissolverlo tra le 600.000 persone che si trovano sul loro territorio e, quindi, permetterebbe di conseguire un eccellente supporto alla sua teoria: che i musulmani sono sempre stati soggetti ai crociati cristiani, che hanno installato re ed emiri sui loro troni e hanno efficacemente gestito il mondo arabo secondo i loro interessi.
I crociati mai permetteranno una autentica entità araba e continueranno il loro controllo con i loro pupazzi. Questa visione e la chiamata alla guerra santa contro gli invasori e i governi arabi continueranno dopo la morte dell’Isis come entità territoriale perché tocca una corda sensibile in tutto il mondo arabo in quanto si basa su fatti storici. Così il richiamo della ISIS sopravviverà al Califfato. (Vedere questo link: www.other-news.info/noticias/2015/04/injerencia-de-occidente-en-el-mundo-musulman-estimula-el-salafismo-yihadista/)
5) La reazione dell'Europa è stata quella di non intervenire seriamente contro l'ISIS (la Russia anche meno), ma per sostenere le opposte fazioni nella guerra di Siria. Le sue responsabilità nell’ondata di profughi in fuga da Siria e Libia sono chiare, ma senza conseguenze. (Vedi questo link: www.other-news.info/noticias/2015/11/cuanto-queda-de-sirio-en-la-guerra-de-siria/). Oltre ad adottare una decisione totalmente illegale su come trattare i rifugiati, l'Europa è entrata in un patto faustiano con la Turchia, un paese che ha chiuso un occhio per ISIS ed è chiaramente contro i principi della democrazia che l'Europa professa. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati e Medici senza frontiere si sono ritirati dalla Grecia, affermando che il piano è illegale.
Naturalmente, nel mondo arabo questo non passa inosservato e fa aumentare la breccia con l'Occidente. Nella retorica dei paesi radicali di destra d'Europa (Polonia, Ungheria, Slovacchia) e dei gruppi della destra oltranzista, i rifugiati sono diventati portatori di terrorismo in Europa. L'Europa non è stata in grado neanche di applicare misure minime di coordinamento in materia di terrorismo a causa della crescente zelo dei governi nazionali. Non esiste alcuna strategia su questo tema, a parte la retorica che viene in aiuto alla strategia dell’ISIS.
6) Di conseguenza, la destra radicale e i partiti xenofobi risultano così alleati dell’ISIS. E' chiaro che senza una strategia di sensibilizzazione e informazione, la discriminazione contro gli arabi aumenterà e questa è esattamente la speranza dell’ISIS, che chiede agli arabi che vivono in Europa di decidere: o integrarsi nell’Occidente e diventare apostati o andare a sostegno dell’ISIS, attaccando ovunque.
7) Nessun terrorista è venuto dal mondo arabo. Tutte le persone coinvolte finora sono state europee, nate e cresciute in Europa. Erano tutti piccoli criminali o dei marginali. Non tutti erano musulmani osservanti, ma tutti sono stati indottrinati in prigione o attraverso i social network. Erano, infatti, nichilisti, che hanno trovato nell’ISIS dignità e la possibilità di sfuggire da una vita senza lavoro e senza futuro. L'Europa ha stanziato 6 miliardi di euro per tenere fuori i rifugiati, dopo aver destinato più di 7 miliardi di dollari per le spese militari in Medio Oriente. Se quei soldi fossero stati investiti in ghetti degli arabi che vivono in Belgio, Francia e Gran Bretagna, probabilmente le condizioni per lo sviluppo del terrorismo sarebbero state ridotte drasticamente.
8) E 'un fatto che senza immigrati, l'Europa non potrà competere a livello internazionale e mantenere la stabilità sociale. (Vedi questo link: www.other-news.info/noticias/2015/06/europa-un-futuro-con-muchos-abuelos-y-pocos-nietos/). La popolazione attiva è in declino fin dal 2010. La Germania ha bisogno di 800.000 persone. Nel 2060, ci saranno 50 milioni di persone in meno in Europa ed il sistema pensionistico, con una popolazione molto più grande, crollerà.
Oggi, l'aspettativa di vita è di 80 anni per gli uomini e 85,7 per le donne. Nel 2060 sarà 91 per gli uomini e 94,3 per le donne. L'età dell’82% dei rifugiati siriani è inferiore ai 34 anni e uno studio del Ministero degli Interni austriaco ha scoperto che, in media, hanno livelli più elevati di istruzione rispetto ai cittadini austriaci. Pertanto, il cittadino europeo dovrebbe guardare agli immigrati come ad una risorsa ed a un supporto. Nessuna campagna di sensibilizzazione su questo tema è in corso, perché sarebbe politicamente difficile.
9) La tendenza è l'opposto. E i partiti xenofobi sono cresciuti in tutte le recenti elezioni e chiedono l'espulsione di immigrati, come Donald Trump sta facendo negli Stati Uniti. Ciò, oltre ad essere impossibile, è anche un errore politico tragico. L'animosità nei confronti dei musulmani, senza alcuno sforzo per comprendere la complessa realtà incoraggerà il terrorismo e questo radicalizzerà gli immigrati che vengono in Europa per lavorare e vivere con dignità.
10) La conclusione finale è che stiamo cadendo nella trappola di uno scontro di civiltà, che difendono l'Europa cristiana contro un mondo musulmano ostile. Questo è l'errore peggiore possibile. E’ utile alla retorica dell’ISIS, dal momento che qualsiasi scossa porta alla polarizzazione. Aumentare la paura e l’insicurezza aiuta i partiti della destra radicale e xenofoba a prendere il sopravvento in Europa.
La polarizzazione non è mai stata utile per la democrazia e la tolleranza. Un gruppo di al massimo 50.000 militanti, in un universo di 1.500 milioni di musulmani, è in grado di cambiare la nostra vita, ridurre la nostra privacy e la libertà individuale, e aumentare il militarismo ed il controllo.
Se non riusciamo ad uscire dalla trappola dello scontro di civiltà, l'Europa cambierà profondamente, perché il fenomeno del terrorismo rimarrà per una o due generazioni. Ci sono voluti quasi due secoli perché l'Europa si divincolasse dalle guerre di religione. Nella guerra dei 30 anni (1618-1648) in una popolazione totale di 79 milioni di persone, morirono otto milioni di persone, la maggior parte civili.
Sarà che la storia ci aiuterà ad affrontare il presente?
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* Giornalista italiano-argentino. Co-fondatore ed ex direttore generale di Inter Press Service (IPS). Negli ultimi anni ha anche fondato Other News, un servizio che fornisce "informazioni che i mercati rimuovono". Other News. In spagnolo: www.other-news.info/noticias/ in inglese: www.other-net.info

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