Foto di picoluca. [Panoramica delle isole Eolie in Sicilia, tra i siti italiani patrimonio dell’umanità. (https://pixabay.com/it/mare-eolie-sicilia-estate-isola-500051/]. Attraverso Pixabay

Tra i siti coinvolti, dodici nell’Unione Europea

Allarme WWF: patrimoni mondiali a rischio
di Francesco Curci

I patrimoni mondiali (World Heritage) dell’umanità sono a rischio. A lanciare l’allarme è il WWF, che informa quanto le attività industriali stiano contaminando il nostro pianeta.
Secondo lo studio condotto dal Dalberg Global Development Advisors, società di consulenza strategica che si occupa di sviluppo globale, in 114 siti su 229 si prevedono, infatti, concessioni petrolifere, minerarie e di estrazione di gas. Di questi, 12 sono siti dell’Unione Europea e ben 6 sono siti italiani, tra i quali si annoverano il Delta del Po, le isole Eolie e la laguna di Venezia. La zona più a rischio, però, sembrerebbe la barriera corallina del Belize: il benessere di circa 190.000 residenti, proveniente dal turismo e dalla pesca, è minacciato da costruzioni lungo le coste, dal taglio esteso di mangrovie, da attività agricole e soprattutto dalle esplorazioni petrolifere.
La lista IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) evidenzia che tali siti contribuiscono allo sviluppo economico e sociale poiché forniscono servizi ‘naturali’ e di sostentamento a molte popolazioni. Le aree coprono solo lo 0,5 % della superficie terrestre, ma sono in grado di sostenere oltre 11 milioni di abitanti nel mondo – più dell’intero Portogallo – con benefici che derivano dal turismo, da attività ricreative e dall’esportazione di risorse. Queste aree sono inoltre rifugio di specie importanti e difendono i territori e le popolazioni dagli effetti globali del cambiamento climatico. Da queste aree si ricava cibo, acqua, riparo, medicine, ma anche lavoro e benefici che giocherebbero un ruolo chiave per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti lo scorso anno dall’ONU.
“I siti considerati patrimonio Mondiale dovrebbe essere tutelati dal più alto livello di protezione: purtroppo siamo spesso incapaci di salvaguardare questi importanti tasselli del pianeta” dichiara il direttore generale del WWF internazionale Marco Lambertini. “Siamo tutti d’accordo sul fatto che questi sono siti unici e preziosi per l’intera umanità – continua – ma è necessario uno sforzo comune per rendere queste aree capaci ancora di provvedere al benessere delle popolazioni e della natura.” Aggiunge: “I Governi e il mondo del business devono anteporre i valori a lungo termine rispetto ai vantaggi immediati e rispettare lo status di questi luoghi incredibili. Dobbiamo voltare pagina rispetto alle attività industriali più pericolose e focalizzarci sulle alternative sostenibili”.

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