Trump e Putin

Un continente assolutamente marginale

Trump e il futuro dell’Europa
di Riccardo Liberati

Donald Trump è il nuovo presidente USA. Che per gli Stati Uniti questo possa rappresentare un fatto positivo è tutto da vedere.
Su una cosa non dovrebbero tuttavia esserci dubbi: il presidente americano non ha nessuna intenzione di continuare a tenere disseppellita l’ascia di guerra nei confronti della Russia. Provocare una reazione russa con le manovre militari della NATO già programmate da Obama non fa parte dei suoi piani. Rischiare una guerra che nella migliore delle ipotesi porterebbe gli USA al totale collasso economico per colpa dell’Ucraina, è nella logica di Trump assolutamente folle.
Oltretutto, è probabile che il neopresidente abbia ben chiaro che la minaccia per gli USA non viene dall’ex-Unione Sovietica, nazione militarmente potente ma con problemi sociali ed economici enormi. La minaccia reale è rappresentata dalla Cina con la sua economia in continua crescita, seppure in modo discontinuo.
Quello che, con l’uscita del Regno Unito dalla UE si sta disegnando, è un asse Washington – Mosca – Londra in funzione anti-cinese. I cinesi, d’altro canto, da Khrushchev in poi non hanno mai avuto un buon rapporto né con l’URSS allora né con la confederazione russa adesso.
Trump ha detto esplicitamente che non ha nessuna voglia di sostenere le spese NATO per proteggere l’Europa anche perché nel caso di un’alleanza con la confederazione russa, la necessità di una protezione dell’Europa cadrebbe, non essendoci più un nemico plausibile: la Russia ha grandi risorse, ma un’economia debole; la Cina possiede un’economia forte, ma non ha le stesse risorse degli immensi territori dell’ex-URSS. È chiaro quindi che una alleanza economica tra le due superpotenze porterebbe alla creazione di un blocco di straordinaria potenza economica e militare quale non si era mai visto nella storia del pianeta. Quali saranno le implicazioni per l’Europa? La Germania, nella sua storica incapacità di fiutare il vento nel campo della politica internazionale, si è già schierata contro Trump.
Certo, sono possibili ripensamenti, ma al momento, la situazione è questa.
Oltretutto il neopresidente ha già fatto capire che la politica tedesca in Europa non gli piace. Un possibile avvicinamento Cina-Europa non sarebbe gradito al blocco russo-americano, quindi le prospettive per l’Europa da questo punto di vista non sono rosee. A meno che gli USA non vogliano coinvolgere nell’alleanza anche l’UE, ma per ragioni storiche questa soluzione non sarebbe ovviamente gradita agli inglesi.
In teoria l’Inghilterra conta pochissimo da un punto di vista economico, ma bisogna tenere presente che nella City londinese si eseguono i maggiori trattati finanziari del capitalismo globale. Da ciò ne consegue che anche il Regno Unito ha il suo peso nello stabilire quali alleanze devono essere fatte e quali evitate.
Se l’UE fosse realmente un’unione forte, le Nazioni europee potrebbero fare sentire la loro voce, ma la Germania ha avuto la miopia di inimicarsi molti dei paesi del vecchio continente. La Grecia non è certo amica della Germania, in Italia le cose non vanno meglio e la Francia, nazione sciovinista per eccellenza non gradisce un ruolo subordinato a quella che per secoli è stata la sua nemica mortale.
In uno scenario del genere come si colloca l’Italia? La classe politica italiana, sembra da decenni più interessata a mantenere i suoi privilegi che a tenere in mano il timone della politica, estera compresa. Decisioni coraggiose non sembrano essere alla sua portata. È quindi prevedibile che si continuerà a seguire la Germania, anche se questo dovesse portare alla catastrofe economica e finanziaria.
Il sogno – o forse converrebbe dire l’incubo – della globalizzazione forzata, del mondo asservito ai poteri finanziari, della politica volta a cancellare l’identità dei popoli sta finendo o comunque si sta rivelando in tutta la sua drammatica potenza distruttiva. La storia è passata attraverso tre fasi. Nella prima, il potere era rappresentato dalla potenza militare, nella seconda, dal potere finanziario. Da decenni comanda chi ha in mano i mezzi d’informazione. Purtroppo coloro che detengono questo potere hanno anche quello finanziario.
Faranno di tutto per rovesciare Trump. Se non ci riusciranno, l’Europa, Italia compresa, sarà fuori gioco. Se dovessero riuscirci, le prospettive non saranno migliori. In ogni caso, con Trump, l’Europa sembra essere destinata a un ruolo assolutamente marginale sulla scacchiera dove si giocano i destini del mondo.

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